La regola del sospetto
Anno 2003
- Titolo originale
- The Recruit
- Produzione
- USA
- Durata
- 1h e 54'
- Genere
- Azione
- Regia
- Roger Donaldson
- Uscita
- Attori principali
- Al Pacino, Angelo Tsarouchas, Bridget Moynahan, Colin Farrell, Eugene Lipinski, Gabriel Macht, Jeanie Calleja, Karl Pruner, Kenneth Mitchell, Ron Lea
- Lingua originale
- inglese
- Musiche
- Klaus Badelt
- Fotografia
- Stuart Dryburgh
Voto in archivio 7.00/10
Trama
James Clayton è un giovane appena laureato con un
grandissimo talento per i computer, cha ha creato
Spartacus: un programma che consente di bypassare le
difese dei computer nella rete. Un istruttore della CIA lo
recluta, e dopo la selezione ha inizio un duro
addestramento in cui alle giovani reclute viene insegnato
a mentire alla macchina della verità, a scoprire chi mente
e a condurre un interrogatorio, nonché le arti marziali,
l’uso di armi e tecniche di guerriglia e degli immancabili
gadget ultratecnologici alla James Bond. Clayton sembra
uno dei migliori, ma alcuni test sono non convenzionali:
viene rapito e torturato da
apparenti terroristi, ma è solo un test. Che Clayton non
supera e viene rispedito a casa.
Ma le cose non stanno come sembra: Burke gli comunica che è stato assunto e promosso a agente operativo sul campo (Nos: nucleo operativo speciale). Il suo compito sarà quello di scoprire chi sono i superiori di Layla, una sua compagna di corso, che è in realtà una traditrice, un’infiltrata mandata da qualche governo straniero
Ma le cose non stanno come sembra: Burke gli comunica che è stato assunto e promosso a agente operativo sul campo (Nos: nucleo operativo speciale). Il suo compito sarà quello di scoprire chi sono i superiori di Layla, una sua compagna di corso, che è in realtà una traditrice, un’infiltrata mandata da qualche governo straniero
Recensione
Il film
riunisce in se degli ottimi elementi quali, uno dei piì
grandi attori si sempre, ovviamente Al Pacino, e l'ultimo
prodotto del cinema di Hollywood Colin Farrell, e un
regista che ha già dimostrato la sua bravura in "Thirtheen
Days". Eppure contrariamente alle aspettative, il film non
convince del tutto.
è un discreto thriller
spionistico, dove nulla è ciò che sembra e non puoi
fidarti di nessuno. Uno di quei film che mettono angoscia
e “disperazione” al povero spettatore che si immedesimi
nei panni dell’agente segreto di turno. Un film
lunghissimo e dall’inizio molto interessante, soprattutto
grazie all'ambientazione spionistica (CIA), ai gadget e
alle tecniche cui vengono iniziati i neoagenti segreti.
Il film
scorre inarrestabile come un fiume in piena, impossibile
da fermare. Non si sofferma nemmeno sui frequenti colpi di
scena che perdono così di consistenza. Peccato perché
avrebbe potuto superarsi, entrare a far parte di quella
ristretta cerchia di Thriller che tengono lo spettatore
incollato allo schermo. E invece manca il bersaglio.
Peccato perché la trama è ben strutturata, piena di
suspense e colpi di scena, ma non cervellotica. Anzi forse
addirittura un po’ troppo semplice: non è facilmente
prevedibile ma non siamo ai livelli de “Nella morsa del
ragno”
Il film è diviso in tre parti: l'ingaggio, l'addestramento e la missione (le prime due parti sono le migliori). Il finale un po’ troppo prevedibile, anche se non banale, è comunque piì che discreto per via delle piccole varianti e colpi di scena utilizzati dal regista.
Al Pacino delude un po’ come del resto già è successo nei suoi ultimi film: “Insomnia” e “People I known”. Ma la colpa è soprattutto del regista che sbaglia risolvendo troppo bruscamente, nel giro di due scene una trama che era riuscito a intricare anche oltre il necessario. E questo spiazza lo spettatore, che sebbene si senta sollevato di essere giunto allo scioglimento della vicenda, ne rimane anche un po’ deluso.
Alla domanda: “il film poteva essere migliorato?” la risposta è semplice. Si! E per capire come basta vedere i due colpi di scena de “Nella morsa del ragno” con Morgan Freeman: imprevedibili e ben congegnati, ma soprattutto originali. Per il resto il film è ben fatto: la parte di reclutamento e addestramento, la segretezza e la trama secondaria (con la ragazza) sono ben fatti. Anche se comunque migliorabili… I sentimenti, verso il padre, verso la ragazza, non sono convincenti, sono superficiali…
In altre parole un film carino che avrebbe potuto (e dovuto visto il cast) essere un grande film, ma che delude un po’, soprattutto per il secondo tempo. Affittatelo, se vi piacciono i film di spionaggio, altrimenti rimarrete un po’ delusi.
Il film è diviso in tre parti: l'ingaggio, l'addestramento e la missione (le prime due parti sono le migliori). Il finale un po’ troppo prevedibile, anche se non banale, è comunque piì che discreto per via delle piccole varianti e colpi di scena utilizzati dal regista.
Al Pacino delude un po’ come del resto già è successo nei suoi ultimi film: “Insomnia” e “People I known”. Ma la colpa è soprattutto del regista che sbaglia risolvendo troppo bruscamente, nel giro di due scene una trama che era riuscito a intricare anche oltre il necessario. E questo spiazza lo spettatore, che sebbene si senta sollevato di essere giunto allo scioglimento della vicenda, ne rimane anche un po’ deluso.
Alla domanda: “il film poteva essere migliorato?” la risposta è semplice. Si! E per capire come basta vedere i due colpi di scena de “Nella morsa del ragno” con Morgan Freeman: imprevedibili e ben congegnati, ma soprattutto originali. Per il resto il film è ben fatto: la parte di reclutamento e addestramento, la segretezza e la trama secondaria (con la ragazza) sono ben fatti. Anche se comunque migliorabili… I sentimenti, verso il padre, verso la ragazza, non sono convincenti, sono superficiali…
In altre parole un film carino che avrebbe potuto (e dovuto visto il cast) essere un grande film, ma che delude un po’, soprattutto per il secondo tempo. Affittatelo, se vi piacciono i film di spionaggio, altrimenti rimarrete un po’ delusi.
Note dal catalogo
Un thriller sullo spionaggio più che discreto, leggermente rovinato dal finale.
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