Il Signore del male
Trama
Un prete (interpretato da Donald Pleasence) contatta un prof. di fisica per fargli analizzare un vaso contenente una strana sostanza custodito nel sotterraneo di una vecchia chiesa. Il prof. e alcuni studenti si trasferiscono nell’ex-chiesa per aiutare il prete e per scoprire cos’è contenuto in quel recipiente. Dalla traduzione di un antico libro si scopre che in quel vaso è rinchiusa l’essenza del male e che Cristo era il figlio di Satana inviato sulla terra per ingannare gli uomini. Intanto nel sotterraneo il misterioso liquido comincia a uscire, impossessandosi dei membri della squadra di ricerca. La sostanza trova in una ragazza il corpo in cui crescere e preparare il ritorno del padre dal regno delle tenebre. Ma una studentessa, a cui va stretta la razionalità quotidiana, si sacrificherà gettandosi dentro lo specchio (la porta verso l’altra dimensione) per impedire che ne esca il signore del male.
Recensione
All’epoca della sua uscita Il signore del maleè stato completamente ignorato sia dalla critica che dal pubblico, forse perché lo si è visto solo come un riepilogo dei temi e delle atmosfere dei variHalloween. Secondo me è un bel film e dimostra il talento di un regista che sembra perseguitato dalla sfortuna. L’abilità di Carpenter in questo film con una sola unità di luogo è sorprendente. La vicenda si svolge in una chiesa che, oltre a diventare un laboratorio di ricerca, è soprattutto un luogo d’in(s)contro tra scienza e fede religiosa. Da notare come la chiesa, nonostante si trovi tra case, uffici e palazzi, rappresenti un micro-cosmo all’interno di un macro-cosmo ignaro della minaccia che incombe. E proprio in questo luogo nel mondo, ma contemporaneamente isolato dal mondo, religione e scienza sono assediate dal soprannaturale. La fede subisce il primo colpo, quando il libro è tradotto; il prete si rende conto di come l’umanità sia stata ingannata per ca. 2.000 anni. Poi tocca alla scienza, la cui razionalità presuntuosa crolla di fronte a eventi estranei al suo limitato campo d’azione. L’idea di una chiesa-laboratorio sarà ripresa nel 1990 da Joel Schuhmacher in Linea mortale. Il film ha anche un altro spunto interessante: l’altra dimensione. Un mondo alla rovescia parallelo al nostro, dove regna un’altra realtà, o meglio un’anti-realtà. Lo specchio è il punto di contatto tra questi 2 mondi. Nel Signore del malesi intravede una visione manichea; la presenza nei dialoghi dei protagonisti di un’asse scienza-religione, male-bene, tenebre-luce, cattivo-buono, etc. conferma questa sensazione. Per concludere: Il signore del malefa veramente paura. La scenografia cupa e claustrofobica, l’angoscia e la tensione che crescono parallelamente allo sviluppo dell’essenza del male e l’evento soprannaturale che gioca al gatto e al topo con la razionalità umana rendono il film un’autentica trappola da incubo per chi dà per scontata la realtà quotidiana.
