Election
Anno 1999
- Titolo originale
- Election
- Produzione
- USA
- Durata
- 103 min
- Genere
- Commedia
- Regia
- Alexander Payne
- Uscita
- Attori principali
- Chris Klein, Colleen Camp, Holmes Osborne, Jeanine Jackson, Mark Harelik, Matt Malloy, Matthew Broderick, Molly Hagan, Phil Reeves, Reese Witherspoon
- Lingua originale
- inglese
- Musiche
- Rolfe Kent
- Fotografia
- James Glennon
Voto in archivio 7.50/10
Trama
Tracy è un alunna incredibilmente in gamba, tanto da essere considerata da tutti come il perfetto stereotipo dell'arrivista. Quando si candiderà a presidente del consiglio studentesco uno dei suoi professori spingerà un altro studente a candidarsi per ostacolarla.
Recensione
Figlia unica e coperta di attenzioni, è convintissima delle sue capacità oltre ogni immaginazione. È lo stereotipo perfetto dell'arrivista, ma non per cattiveria, nella sua ingenuità è convinta di poter sopperire alla solitudine e alla mancanza di amici mostrandosi come la prima della classe in qualunque cosa faccia e lotta con tutte le sue forze per dimostrarlo.
I commenti della voce narrante sono particolarmente riusciti, come pure i personaggi e le loro azioni. Il film ricorda vagamente American Beauty, ma il ritmo è un po' troppo lento e la recitazione non sempre convincente.
Le diverse storie si intrecciano assieme in maniera curiosa e imprevedibile, giocando su compromessi etici e morali, e trasmettendo, in un certo senso, il messaggio che lo spettatore vuole leggerci. La psicologia dei vari protagonisti è molto diversificata, verosimile e curata nei dettagli. Dei tre ragazzi che alla fine si candideranno Il discorso di Tammy è il più spontaneo e autentico, e il confronto dei tre è stupendo.
Alcune frasi fanno riflettere ("forse un giorno imparerai che volere a tutti i costi qualcosa, anche a costo di calpestare gli altri è sbagliato") e in generale per quanto il film rimanga semplicemente un'allegra commediola è piuttosto ben fatto.
Molte delle problematiche proposte, e il modo in cui sono proposte, lasciano davvero l'amaro in bocca.
Alra frase carina è "un uomo cacciato da casa sua, messo all'indice della società dove può andare?" e la risposta è... "New York City".
La frase finale è verissima e nel complesso il film è coinvolgente e lascia sicuramente qualcosa di sostanzioso su cui riflettere, seppur non abbastanza da distinguersi dalla massa ed essere chiamato capolavoro. La colonna sonora è anch'essa molto azzeccata.
Insomma, una commedia sarcastica, divertente e profonda, ma non eccessivamente pesante.
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