Nella morsa del ragno
- Durata
- 1h e 45'
- Genere
- Thriller/Giallo
- Regia
- Lee Tamahori
Voto in archivio 8.00/10
Opinioni sul filmTrama
La figlia di un senatore degli stati uniti viene
rapita da un professore nel college in cui studia. I
servizi segreti non riescono a capacitarsi dell’accaduto e
brancolano nel buio, alla ricerca di un indizio e di un
movente. Solo grazie a un brillante poliziotto i pezzi del
puzzle iniziano a prendere forma, in maniera sempre
più consistente, attraverso i vari colpi di scena, per
arrivare alla fine a un finale veramente inatteso.
Trama dettagliata (per chi ha visto il film)
Durante il tentativo di cattura di un serial killer muore la collega di Morgan Freeman che colpito dai sensi di colpa si ritira dal lavoro.
Nel frattempo in un college pesantemente sorvegliato dai servizi segreti studiano i figli di alcuni dei più importanti politici degli stati uniti. Qui, la figlia di un senatore, viene rapita da un professore. I servizi segreti non riescono a capacitarsi dell’accaduto e brancolano nel buio, alla ricerca di un indizio e di un movente. Il rapitore non ha lasciato tacce, niente impronte digitali, identità fasulla, neppure il suo aspetto è conosciuto (indossava una maschera alla mission impossible) si scopre solo che si era infiltrato nella scuola e che per due anni aveva studiato tutte le mosse della bambina.
Il rapitore, apparentemente senza motivo, contatta Freeman ed è solo grazie alla sua brillante perspicacia che i pezzi del puzzle iniziano a prendere forma, in maniera sempre più consistente.
Freeman inizia a lavorare fianco a fianco con la ragazza (Monica Potter - Patch Adams) dei servizi segreti responsabile della protezione della bambina. Freeman ritiene che lo scopo del rapitore sia quello di emulare l’impresa di un folle che era passato alla storia per aver compiuto un gesto simile.
Gli investigatori riescono a trovare il luogo dove il rapitore aveva preparato il piano, l’apparecchiatura usata per cancellare le impronte digitali e altra roba, ma nulla di veramente importante. Nel frattempo la bambina, tenuta in ostaggio su una barca, tenta di liberarsi incendiando la nave con un astuto stratagemma. Ma il piano fallisce, in un secondo momento inoltre la barca viene avvicinata dalla marina usa, per la mancanza delle luci di posizione. Una piccolo errore rischia di mandare all’aria anni e anni di preparativi e un piano quasi perfetto.
Una richiesta di riscatto viene fatta pervenire alla polizia, dieci milioni di dollari in diamanti, il rapinatore si apposta lungo i binari del treno e obbliga il poliziotto a lanciare i soldi dal finestrino.
Il rapitore si allontana dalla barca e al suo ritorno ha una sgradita sorpresa: la bambina è sparita. Si reca quindi con una pistola a trovare freeman, nello scontro il rapitore perde la vita.
Quando ormai si teme di non riuscire più a ritrovare la bambina viva, Freeman ha un’intuizione degna di Sherlock Holmes, poco prima di uccidere il rapitore ne ha la conferma da lui stesso: non è stato lui a richiedere i soldi e ormai non aveva più la bambina.
Ecco il primo colpo di scena: il primo rapitore esce di scena ed entra in campo un secondo rapitore. Potrebbe sembrare una trama cervellotica o deludente, invece la suspense è molto alta.
Ma è qui che viene il vero colpo di scena: il secondo rapitore è infatti un agente dei servizi segreti (lo capiscono scorrendo i filmati del giorno del rapimento). La ragazza dei servizi segreti lo sapeva bene infatti era sua complice dal primo momento. Il piano consisteva appunto nel lasciar agire il rapitore per poi chiedere il riscatto al suo posto. La ragazza si sbarazza dell’altro agente e tenta di ammazzare la bambina, che si è barricata nel granaio in cui era tenuta prigioniera. Ancora una volta però Freeman riesce ad intuire la soluzione del caso, e inizia a ispezionare il computer dell’agente Jazzie fino a scoprire che aveva affittato un granaio. Nello scontro a fuoco finale Jazzie preferisce la morte alla cattura e Freeman riporta la bambina a casa dai genitori.
Durante il tentativo di cattura di un serial killer muore la collega di Morgan Freeman che colpito dai sensi di colpa si ritira dal lavoro.
Nel frattempo in un college pesantemente sorvegliato dai servizi segreti studiano i figli di alcuni dei più importanti politici degli stati uniti. Qui, la figlia di un senatore, viene rapita da un professore. I servizi segreti non riescono a capacitarsi dell’accaduto e brancolano nel buio, alla ricerca di un indizio e di un movente. Il rapitore non ha lasciato tacce, niente impronte digitali, identità fasulla, neppure il suo aspetto è conosciuto (indossava una maschera alla mission impossible) si scopre solo che si era infiltrato nella scuola e che per due anni aveva studiato tutte le mosse della bambina.
Il rapitore, apparentemente senza motivo, contatta Freeman ed è solo grazie alla sua brillante perspicacia che i pezzi del puzzle iniziano a prendere forma, in maniera sempre più consistente.
Freeman inizia a lavorare fianco a fianco con la ragazza (Monica Potter - Patch Adams) dei servizi segreti responsabile della protezione della bambina. Freeman ritiene che lo scopo del rapitore sia quello di emulare l’impresa di un folle che era passato alla storia per aver compiuto un gesto simile.
Gli investigatori riescono a trovare il luogo dove il rapitore aveva preparato il piano, l’apparecchiatura usata per cancellare le impronte digitali e altra roba, ma nulla di veramente importante. Nel frattempo la bambina, tenuta in ostaggio su una barca, tenta di liberarsi incendiando la nave con un astuto stratagemma. Ma il piano fallisce, in un secondo momento inoltre la barca viene avvicinata dalla marina usa, per la mancanza delle luci di posizione. Una piccolo errore rischia di mandare all’aria anni e anni di preparativi e un piano quasi perfetto.
Una richiesta di riscatto viene fatta pervenire alla polizia, dieci milioni di dollari in diamanti, il rapinatore si apposta lungo i binari del treno e obbliga il poliziotto a lanciare i soldi dal finestrino.
Il rapitore si allontana dalla barca e al suo ritorno ha una sgradita sorpresa: la bambina è sparita. Si reca quindi con una pistola a trovare freeman, nello scontro il rapitore perde la vita.
Quando ormai si teme di non riuscire più a ritrovare la bambina viva, Freeman ha un’intuizione degna di Sherlock Holmes, poco prima di uccidere il rapitore ne ha la conferma da lui stesso: non è stato lui a richiedere i soldi e ormai non aveva più la bambina.
Ecco il primo colpo di scena: il primo rapitore esce di scena ed entra in campo un secondo rapitore. Potrebbe sembrare una trama cervellotica o deludente, invece la suspense è molto alta.
Ma è qui che viene il vero colpo di scena: il secondo rapitore è infatti un agente dei servizi segreti (lo capiscono scorrendo i filmati del giorno del rapimento). La ragazza dei servizi segreti lo sapeva bene infatti era sua complice dal primo momento. Il piano consisteva appunto nel lasciar agire il rapitore per poi chiedere il riscatto al suo posto. La ragazza si sbarazza dell’altro agente e tenta di ammazzare la bambina, che si è barricata nel granaio in cui era tenuta prigioniera. Ancora una volta però Freeman riesce ad intuire la soluzione del caso, e inizia a ispezionare il computer dell’agente Jazzie fino a scoprire che aveva affittato un granaio. Nello scontro a fuoco finale Jazzie preferisce la morte alla cattura e Freeman riporta la bambina a casa dai genitori.
Recensione
Questo film merita un giudizio ampiamente positivo,
merito in grandissima parte di Morgan Freeman che recita
egregiamente nella parte del poliziotto. Il regista,
rimane fedele al romanzo, prende diversi generi e li
mischia insieme ottenendo un Thriller dai risvolti
noir/tecnologici. La trama, piena di suspense e ricca di
colpi di scena non è però cervellotica, tiene lo
spettatore attaccato alla sedia per tutta la durata del
film.
Nonostante il regista faccia un buon lavoro, gli attori siano ottimi e la trama originale e solida, Il film non raggiunge capolavori come “Il silenzio degli innocenti” o “Seven”. Il rapitore non è all’altezza degli avversari (Hannibal, il cattivo di Seven, ecc). Il risultato è quindi un bel film, che non può reggere il confronto coi più acclamati capolavori del suo genere.
Morgan Freeman recita alla perfezione, d’altra parte è ormai uno specialista del genere poliziesco: Al vertice della tensione, Nella morsa del ragno, High Crimes, Under Suspicion, Il collezionista, Seven. Questa volta Freeman interpreta la parte di un moderno Sherlock Holmes dalle capacità straordinarie, che con le sue intuizioni permette porre fine a un piano quasi perfetto.
Il confronto con Sherlock Holmes non è casuale: il carattere è davvero molto simile. Il modo di arrivare alla soluzione, quasi senza indizi, l’arrivarci senza aver bisogno di interrogare nessuno, senza prove, solo riflettendo sulle cose che non quadrano. Il non parlare con gli altri delle proprie intuizioni, per poi stupire tutti (soprattutto gli spettatori) della semplicità con cui si sarebbe dovuto notare un particolare sospetto. Tutte queste sono anche le caratteristiche del detective inventato da Conan Doyle.
Insomma un film di ottima fattura che consiglio a tutti, amanti del genere e non. Correte ad affittarlo.
Nonostante il regista faccia un buon lavoro, gli attori siano ottimi e la trama originale e solida, Il film non raggiunge capolavori come “Il silenzio degli innocenti” o “Seven”. Il rapitore non è all’altezza degli avversari (Hannibal, il cattivo di Seven, ecc). Il risultato è quindi un bel film, che non può reggere il confronto coi più acclamati capolavori del suo genere.
Morgan Freeman recita alla perfezione, d’altra parte è ormai uno specialista del genere poliziesco: Al vertice della tensione, Nella morsa del ragno, High Crimes, Under Suspicion, Il collezionista, Seven. Questa volta Freeman interpreta la parte di un moderno Sherlock Holmes dalle capacità straordinarie, che con le sue intuizioni permette porre fine a un piano quasi perfetto.
Il confronto con Sherlock Holmes non è casuale: il carattere è davvero molto simile. Il modo di arrivare alla soluzione, quasi senza indizi, l’arrivarci senza aver bisogno di interrogare nessuno, senza prove, solo riflettendo sulle cose che non quadrano. Il non parlare con gli altri delle proprie intuizioni, per poi stupire tutti (soprattutto gli spettatori) della semplicità con cui si sarebbe dovuto notare un particolare sospetto. Tutte queste sono anche le caratteristiche del detective inventato da Conan Doyle.
Insomma un film di ottima fattura che consiglio a tutti, amanti del genere e non. Correte ad affittarlo.
Note dal catalogo
Un Thriller mozzafiato pieno di colpi di scena, che vi terrà incollati alla sedia
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