L.A. Confidential

Trama e Recensione:

L.A. Confidential
Voto: 9,0/10

Trama

Tre poliziotti e un giornale di gossip molto famoso si contendono la città, tra arresti e pubblicità, sparatorie e donne pericolose emerge una critica a Hollywood e alla brutalità della polizia...

Recensione

Los Angeles, 1953: Jack Vincennes (Kevin Spacey) è un poliziotto piacente che riceve pagamenti extra da un giornale di gossip (Hush, Hush) per orchestrare arresti di celebrità; Edmund Exley (Guy Pearce) figlio di un leggendario tutore dell'ordine, si procura inimicizie all'interno del distretto a causa della sua integrità morale e la sua propensione al rispetto delle regole; Wendell White (Russell Crowe) è un muscoloso agente che, turbato da avvenimenti che coinvolgono il partner, intraprende una relazione con una squillo (Kim Basinger) che potrebbe essere coinvolta nel caso di un omicidio di massa a cui sta lavorando.
Il nome del film, e del libro, prende spunto da uno scandalo giornalistico messo in atto dalla rivista "Confidential" nello stesso anno, a Los Angeles. La serie poliziesca di James Ellroy è forse il più famoso caso letterario americano, questo è il terzo dei quattro libri sulla città noir californiana, soggetta a casi irrisolti (si ricordi Black Dahlia dello stesso autore), omicidi quasi giornalieri, abusi da parte della polizia e totale omertà, anche da parte degli stessi cittadini.
Un cast scelto con cura concede alla pellicola un successo quasi immediato: la splendida Kim Basinger ottiene l'Oscar come migliore attrice non protagonista ( e il golden globe), Danny Devito nel ruolo del giornalista senza scrupoli e moralità riesce a dare un'idea realistica della mentalità materiale della stampa faziosa, ruolo insolito invece per Russell Crowe, per come lo si conosce oggi, che con il copione giusto e l'ambientazione favorevole trova il suo spazio nell'olimpo degli attori di talento.
Particolare attenzione va data a Dante SPinotti, italianissimo di Tolmezzo, uno dei più famosi direttori di fotografia del cinema (ha lavorato nell'Ultimo dei Mohicani, Pinocchio, Red Dragon e The Heat) che con il suo gusto per l'estetismo retrò ha saputo lavorare sull'atmosfera quasi irreale della città del peccato, rendendola viva ed emozionante.
Come tutti i film tratti dai libri alcune cose sono state cambiate o tagliate, per rispettare i tempi di una visione da sala, ma la sceneggiatura, parzialmente adattata dal regista, rimane comunque scorrevole e sufficientemente coinvolgente.

Tratto da uno dei romanzi più famosi di James Ellroy, un ritratto della Los Angeles corrotta e spietata degli anni '50.