King of the ants
Trama e Recensione
Trama
Stuart Gordon ritorna alla regia, dopo ?Dagon ?, con un film crudo e diretto, che riflette sulla natura ?bestiale? dell'essere umano. Un ragazzo, privo di ambizioni e di un lavoro decente, conosce un ciccione, piuttosto losco ed invischiato con altri tipi ancor pi๠loschi, che gli propone un lavoro di pedinamento nei confronti di un uomo. Convinto dalla sonante moneta, il ?nostro? accetta e tutto fila liscio?fino a quando, per un terribile equivoco, egli uccide l'uomo. A quel punto la situazione si fa rovente e i tipi, che gli avevano commissionato il lavoro, non vogliono pi๠aver nulla a che fare con lui. Il ragazzo decide di ricattarli ed innesca involontariamente una tremenda spirale di orrore e violenza. Lo stile di Gordon, solitamente piuttosto ordinato e preciso, diventa aggressivo e sporco, con uso insistito di camera a spalla, per commentare questa vicenda di morte e degrado. Funestato da una sceneggiatura incerta, che alterna soluzioni interessanti ad altre banali e frettolose, ?King of the Ants? è tuttavia un buon esempio di cinema di feroce critica e catartica violenza. Agghiaccianti le sequenze in cui il protagonista viene torturato fisicamente e psicologicamente. Distrutto nel fisico è tormentato incessantemente da incubi e rimorsi che assumono forme mostruose e disturbanti. Ottima la prova recitativa del protagonista Chris McKenna. Purtroppo il finale di film guasta l'atmosfera ?metropolitana? risultando troppo superficiale ed affrettato. Peccato, perchà© questo ?King of the Ants? resta un buon film che ha sfiorato l'opportunità di diventare piccolo cult-movie