Shooter: dietro le quinte - Intervista
Intervista
style='font-size:14.0pt;font-family:Arial;color:black'>Shooter: Intervista a
Marc Wahlberg
Ecco un esclusiva intervista rilasciata da March Wahlberg, protagonista di
Shooter in occasione della Premiere inglese a Londra del film.
D: Puoi parlarci brevemente del tuo personaggio,
style='font-size:9.0pt;font-family:Arial'>Bob Lee Swagger?
R: Si, è probabilmente uno degli ?eroi? più
duri, modesti e tosti che avete visto negli ultimi tempi.
D: Hai lavorato con registi di alto calibro, ma
secondo te cosa rende diverso dagli altri Antoine Fuqua?
R: Basta vedere il film per capirlo. E? una
macchina, non smette mai di lavorare e riesce a spingerti fino ai tuoi limiti.
E? perfetto in questo genere di film. Non so però se farei con lui una commedia
romantica? (RIDE). No scherzo, farei qualunque tipo di film con lui, siamo
diventati grandi amici.
D: Cosa ne pensi invece del tuo co-protagonista,
Michael Peña, e del suo personaggio?
R: Adoro il personaggio che interpreta. E? il
tipo di personaggio per cui avrei partecipato ad un casting, sperando di essere
scelto, 5 anni fa. Lui si trova catapultato in questa situazione dove deve
interagire con me. Viene ?usato? fin dall?inizio del film. E ha anche delle
battute fantastiche. E Michael poi è un attore davvero fantastico. Siamo stati
fortunati ad averlo nel film.
D: E? vero che hai dovuto frequentare una
scuola di addestramento per ?cecchini?, per poter interpretare il tuo
personaggio? Che cosa hai imparato?
R: Ho imparato come
ucciderti da grandi distanze! (RIDE) Ma non preoccuparti, non userò quello che
ho imparato nella mia vita reale. No, al di là degli scherzi ho imparato molto:
anche a come tenere le persone in vita. E? un addestramento veramente duro
quello a cui si sottopongono.
D: Tra gli aspetti principali del film
troviamo il tema della fiducia e della determinazione. Ti ritrovi nelle
caratteristiche di Swagger?
R: Oh si, certamente.
Le persone di cui mi circondo sono persone verso cui sono leale e di cui mi
fido. La fiducia, la lealtà e l?onore sono infatti per me dei valori molto
importanti.
D: Nel film c?è sia una dose di
patriottismo ma anche di cospirazione di corruzione. E? stato difficile farle
combaciare insieme?
R: Si, ma è quello che
volevamo. Intendevamo infatti realizzare un film che avesse qualcosa da dire,
che andasse a toccare alcuni tasti.
D: Ci chiedevamo come fosse finita tra il tuo personaggio
e quello interpretato da Kate Mara? Puoi spiegarcelo meglio?
R: Si, sono in qualche posto sperduto della
Costa Rica a fare figli insieme, dei piccoli Swagger? (RIDE)
D: Finora hai certamente dimostrato di essere
più che all?altezza in ruoli di film d?azione. Ti piacerebbe cimentarti in
qualche altro genere?
R: Sicuramente si. Mi piacerebbe provarli tutti,
dalla commedia alle storie d?amore.
D: In questo film ci sono alcune scene ad
altissimo concentrato d?azione. Quale pensi sia stato il tuo apporto personale
date le tue precedenti esperienze per arrivare a questo risultato?
R: Mi sono ritrovato nella vita reale in molte
situazione ?difficili?, alcune delle quali abbastanza pericolose. Penso di
metterci sempre un po? di me stesso in tutti i personaggi che interpreto.
D: Qual è stata la sfida più difficile mentre
giravi questo film?
R: Stare al passo con Antoine (il regista, ndr).
Era letteralmente instancabile durante le riprese. E poi ho trovato difficile
stare lontano dalla mia famiglia, visto che giravamo in location veramente
sperdute.
D: Qual è stata invece la tua scena preferita del film?
R:
Quella in cui andiamo a trovare l?esperto di armi nel Tennensee: era un tale
personaggio, veramente originale!
style='font-size:16.0pt;font-family:Arial;color:black'>Shooter: Intervista a
Antoine Fuqua
Il regista che ci ha regalato l?incredibile Training Day ritorna con il nuovo
thriller d?azione ?Shooter?, con Mark Wahlberg come protagonista. Antoine Fuqua
parla delle difficoltà nel girare le riprese su un ghiacciaio e di come
preferisce preparare i suoi attori per i loro ruoli.
Sei soddisfatto del risultato del film? So che hai avuto qualche difficoltà nel
visionarlo scena per scena assieme ai responsabili dello studio.
Fuqua: Si, sono soddisfatto del film, senza dubbio.
Come regista puoi sempre trovare qualcosa però. Ho appena terminato questo film
giovedì notte e sto ancora dando un?occhiata alle cose che voglio cambiare e
fare, ma sono soddisfatto del processo di revisione che ho fatto assieme alla
Paramount e con Mark (Wahlberg) e Lorenzo (Bonaventura).
E? sorpendente vedere come nel film, che si
presenta come un film d?azione, il finale sia politico: non è una cosa comune
per questo genere di film. È stata difficile per te realizzare questo cambio di
registro o ha sempre fatto parte del progetto iniziale?
Fuqua: E? la ragione per la quale volevo girare
il film indipendentemente dalla possibilità di lavorare con Mark. A mio avviso,
quando giri un film d?azione, sembra che ci sia la possibilità che sia solo questo
e di solito non hai la possibilità di fare delle affermazioni su qualcosa. Quando
ho letto la sceneggiatura questo finale non era previsto, ma sapevo che
potevamo ?andare oltre? , suggerendo e dicendo certe cose sul nostro clima
politico, anche se in un film d?azione. Non era un film che era incline a
moralizzare perché non parla esattamente di questo. È un thriller d?azione, ma
sapevo che avevo l?opportunità di dire qualcosa.
Beh, lo rende un film molto attuale.
Fuqua: Si, ed è il motivo per cui volevo farlo. Immediatamente,
dal primo momento che ho iniziato a leggere la sceneggiatura e abbiamo iniziato
a parlare di lasciare morire questi giovani uomini là fuori . Inoltre ero molto
interessato al mondo dei condotti petroliferi, perché sono affascinato da
compagnie petrolifere come Halliburton e Black Water. Sono curioso su ciò che
fanno esattamente e come hanno un impatto nel mondo. Nel film ovviamente devi
focalizzarti su un personaggio, ma per me inizia con gli abitanti di un
villaggio in Africa che sta bruciando e viene distrutto. Questo è quello che mi
ha catturato. Che mi ha fatto venir voglia di raccontare la storia e vedere se
in qualche modo potevo politicizzarlo un pochino e trasmetterne il messaggio.
Credi che lo spettatore elevi il film,
perchè poteva essere un semplice film d?azione, un pò vuoto, oppure ritieni che
lo spettatore si aspetterà in futuro questo tipo di film d?azione? ?Blood
Diamonds? aveva una situazione simile, un film d?azione, ma molto politico e
con un messaggio. Credi che il livello del gioco si sia innalzato?
Fuqua: Non so se l?ho fatto o meno. Non ci
pensavo in questi termini. Stavo solamente cercando di fare la mia parte come
regista e siccome i telegiornali non sempre riportano queste cose, fare film è
diventato una vetrina per alcuni eventi che stanno succedendo nel mondo adesso.
Abbiamo l?opportunità di dire qualcosa, come facevano negli anni ?70. Negli
anni ?70 giravano film sul Vietnam e sul razzismo e cose simili, e credo che
adesso che siamo di nuovo in guerra, la nazione sia ancora divisa. Vi è in
realtà al momento più della maggioranza della popolazione che adesso non
approva il nostro governo , guardando con sospetto ciò che avviene e l?operato
di Enron, e che il nostro vice presidente sia nella proprietà di Halliburton e
di altre compagnie, e cosa queste facciano veramente. Credo che al momento ci
sia la possibilità per qualsiasi regista di fare un film che può essere di
intrattenimento e dire allo stesso tempo qualcosa. E? una nostra
responsabilità cogliere l?opportunità al volo, soprattutto se il messaggio da
trasmettere è qualcosa che ci interessa. Credo sia un peccato se non lo
facessimo.
Mi hai fatto rivenire in mente i film degli anni ?70, come ?Vista Parallela?.
Sei un fan di questo tipo di film?
Fuqua: Certamente. ?I Tre Giorni Del Condor? non
finiva bene. Era il concetto che non c?è niente che tu possa fare e se vai
dalla stampa cosa ti fa pensare che lo pubblicheranno? Non sai chi fa cosa nel
mondo di oggi e credo che i registi degli anni ?70 lo facevano. Oliver Stone e
quei ragazzi, Francis Ford Coppola, c?è sempre la possibilità per noi come
registi, ogni qual volta che c?è un conflitto nel mondo, di avere più carne al
fuoco, più materiale su cui lavorare. Sembra che negli ultimi anni prima che
siamo entrati in guerra nessuno diceva molto su niente. Era molto più drammi di
polizia e poliziotti in strada dove picchiavano le persone e rivolte in strada
e cose del genere, ma adesso sembra il mondo si sia unito e che più
informazioni riceviamo da computer e tecnologia più le persone sono consapevoli
del proprio mondo. Voglio dire, il tipo che viene torturato, Michael Pena con
il sacco di patate, si è messo intenzionalmente il sacco in testa. Ovviamente,
subito pensi a Abu Ghraib e posti del genere. La gente è al corrente e io credo
che gli studios, specialmente la Paramount, lo sanno. La gente è in gamba.
Certe volte è facile fare un film popcorn e in quei casi devi farlo, ma altre
volte se c?e un?opportunità di fare qualcosa di diverso, perchè non farlo.
Sono per caso alcune delle discussioni che hai avuto con Mark, che sembra
essere ad un bivio con la sua carriera? Vi era il desiderio da parte sua di
fare più di un film popcorn?
Fuqua: Credo di si. Mark è un ragazzo in gamba. Credo
che capiti molto alle persone in generale, quando hanno dei figli, che al di
fuori della tua carriera c?è qualcosa di quella responsabilità che inizi a
sentire per il tuo mondo, e la consapevolezza del mondo intorno a te e se hai
l?opportunità di fare il tuo lavoro e fare luce su esso o di iniziare una sorta
di discussione su di esso allora la gente sarà più incline nel fare
altrettanto. Non sto parlando per Mark, ma credo che sia quello che lui possa
aver pensato quando ha letto la sceneggiatura e quando abbiamo discusso su alcuni
punti politici della sceneggiatura.
Qual è stata la sequenza più dura da girare in questo film?
Fuqua:
guardando indietro probabilmente è stato il ghiacciaio. È stata dura perché non
c?è niente là, solo ghiaccio, e tutto doveva essere trasportato lì via
elicottero e avevamo una piccola finestra per girare perché non c?è copertura. Devi
essere estremamente preciso. Non puoi camminare sulla neve perchè dovrebbe
essere incontaminato, puro. Non puoi farlo due volte. Non ci sono bagni. Non ci
sono lenti extra. Quindi dovevi avere la lente esatta che volevi sul set e
pronta perchè altrimenti ci vogliono almeno 45 minuti per volare indietro con
l?elicottero al campo base e tornare al ghiacciaio per portarti una lente, e a
metà giornata la temperatura può arrivare anche fino a quasi 85 gradi. Quindi
sei accaldato per almeno un?ora poi precipita a -5. Il tuo corpo passa
attraverso molti cambiamenti e l?equipaggiamento si comporta in un certo modo e
gli attori si stancano e l?ossigeno scarseggia. È stata molto dura e ho avuto
solo una settimana per girare quella scena.
Hai avuto molto tempo di preparazione per qualcosa del genere
Fuqua:
Ho avuto molto tempo di preparazione, ma non ti puoi preparare per qualcosa del
genere. L?ultimo giorno siamo stati evacuati a causa di una tempesta così non
ho avuto una giornata intera il mio ultimo giorno. Una nuvola nera è arrivata
sopra di noi e ci hanno portato via immediatamente. Ci hanno buttato sull?elicottero.
Vedevi letteralmente letteralmente persone correre, prendere l?equipaggiamento
e andarsene via. Non c?è conversazione. Come regista non puoi uscirtene con ?Ho ancora
un?altra scena. Posso girarne un?altra??. Ci hanno letteralmente preso e
buttato nell?elicottero, perchè se rimani bloccato lassù probabilmente muori.
lang=EN-GB style='font-size:9.0pt;font-family:Arial;color:black'>Non c?è niente
che tu possa fare. Non puoi portare dei generatori lassù.
Dove eravate?
Fuqua: Nella
Columbia Britannica, poco dopo Whistler. Abbiamo preso un elicottero fino al Rainbow
Glacier, credo sia il nome. Questo ghiacciaio in particolare è probabilmente
uno dei più alti ghiacciai laggiù, che ovviamente ho scovato io e di cui mi
sono innamorato. Era una di quelle cose dove ti alzi e dici ?Wow, dobbiamo
farlo qui?. Ma ti prendi il rischio perchè non sai come sarà il clima e lo
studio ti dice ?Ci sei solo tu, Antoine, se vuoi farlo.
lang=EN-GB style='font-size:9.0pt;font-family:Arial;color:black'>È una tua
responsabilità. Se non ci riesci toglieremo un bel pò di altra roba dal film
che tu puoi volere perchè non abbiamo il budget necessario per te.?
style='font-size:9.0pt;font-family:Arial;color:black'>Ho giocato con la sorte
e, ringraziando il cielo, siamo stati fortunati.
Puoi approfondire il discorso su Mark e perché lavora da protagonista in
questo film?
Fuqua:
Beh, è un bravo ragazzo. È veramente un bravo ragazzo e questo è importante. Mi
sono trovato a pensare, durante i film precedenti, che è bello lavorare con
persone che ti piacciono e che sono gran lavoratori e che si interessano al
lavoro, inoltre lui è perfetto per il ruolo, perché è umile. È una persona che
si lascia approcciare e credo che gli eroi oggi non sono più le grandi pistole
con i muscoli sulla testa e tutto il resto. Credo che siano persone normali. Credo
che siano il tipo vicino di casa, il tuo migliore amico o fidanzato o altro. Credo
che vi siano giovani in Iraq che lo sono. Ci sono dei ragazzi nell?USS Truman
con cui ho passato del tempo che hanno 19, 20, 22 anni che conosci, ci sei
andato a scuola assieme. Loro sono eroi reali, se penso ad oggi, e Mark li
rappresenta perfettamente. Penso che sia perfetto per il film.
Mark (Wahlberg) ha detto che forse farà un film all?anno o uno ogni qualche
anno. Credi che possa ?fare di più? essendo un gran lavoratore?
Fuqua:
Non so cosa gli passi per la testa, ma mentre giravamo sembrava andarne pazzo.
Ci siamo divertiti molto e sembra amare ciò che fa. Credo che riconosca quanto
è fortunato ad essere nella posizione in cui si trova e non credo che possa
buttare via tutto solo per sparire per un anno. Credo che voglia solo stare con
i suoi figli. Credo che sia una buona parte della questione. È difficile per
tutti essere via per tanto tempo, ma per Mark? Non ce lo vedo a buttare via
opportunità così facilmente. Devo parlare tenendo conto di chi è lui e da dove
viene, è in questo business da tanto tempo e così hanno fatto i suoi fratelli.
Lui li ha visti raggiungere la vetta e poi all?improvviso dileguarsi, sparire.
Mark è stato un rapper per un pò e poi all?improvviso non è sparito. Per questo
credo che sia abbastanza in gamba da sapere cosa succede se sparisce per un
anno, alla sua età e al punto in cui è adesso. Voglio dire, è appena stato nominato
per un Academy Award con Martin Scorsese e credo che dovrebbe cogliere tutti i
vantaggi delle opportunità che arrivano verso di lui.
style='font-size:9.0pt;font-family:Arial;color:black'>Se le merita.
Puoi parlarci del tuo processo di collaborazione con un attore e come si
riflette in questo film?
Fuqua:
scrivo un libro grosso così su come si studia un personaggio. È solo per me. Mi
siedo con gli attori e parliamo di ciò che voglio dire e parliamo di ogni scena,
su dove si trovano in ogni scena e poi li ascolto e prendo appunti su ciò che
dicono per essere sicuro che siamo sullo stesso binario. In questo modo quando
arrivo sul set posso dare una o due indicazioni invece che fare una lunga conversazione.
Per esempio, Mark all?inizio del film è un adolescente. È ancora un bambino
perché ha un comportamento da bambino. Non puoi prendere ed andartene via
mentre stai parlando con qualcuno perchè sei arrabbiato. Né puoi ritirarti a
vivere sulle montagne affermando che ?Non parlerò mai più con nessuno?. Questo
è comportarsi come un bambino. Per lui pareggiare i conti sul ghiacciaio non è
solo una mossa avveduta. È un discorso molto più maturo perché non è su di lui.
È sulle persone che potrebbero farsi male e che sono coinvolte. Quindi il suo
personaggio ha affrontato varie difficoltà ed è facile chiedersi qualche volta
cosa gli permettesse quando era ferito di andare avanti e farcela. Certe volte
è la rabbia. Ti insegnano anche questo durante il servizio militare. Questo
potrebbe essere il motivo per cui urlano e li picchiano così tanto, perché se
se vieni colpito è la rabbia che ti porta avanti. Fa andare avanti il tuo corpo
e il tuo cuore. Quindi ci sono cose come queste che faccio con gli attori per
discutere di tutte quelle cose che li aiutano a capire meglio e più velocemente
cosa cerco.
Ci sono molte scene tagliate che saranno presenti nel DVD?
Fuqua: Non
molto, ma qualcosa. Ci sono molte conversazioni politiche che avevamo nelle
scene, che dopo un po? sembrava che il film stesse diventando più una nostra
opinione sulla politica. Toglie un po? il divertimento dal film.
Farai un documentario?
Fuqua: Si, lo faro. Ci saranno anche altre scene che abbiamo tagliato per
problemi di tempistica.
Sai già a cosa lavorerai in un futuro prossimo o stai già lavorando a
qualcosa?
Fuqua:
Non so cosa farò a breve. Ho un progetto che forse farò a Luglio, per il quale
ho appena ricevuto i fondi, chiamato ?Without A Badge? (Senza
Distintivo/Spilla). Parla di Jerry, che faceva parte del Cali Cartel in
Colombia e che è andato talmente a fondo la cosa che lo hanno dovuto internare
in un ospizio perché iniziò a credere di essere un contrabbandiere. Adesso è
uno sceriffo in Paseo Country. La vicenda avviene nel tardo ?80, ma c?è anche
qualcosa di cui abbiamo parlato alla Paramount. A questo punto voglio ricevere
un?ottima sceneggiatura e qualcosa che posso controllare un po? di più.
Contenuto
style='font-size:14.0pt;font-family:Arial;color:black'>Shooter: Intervista a
Marc Wahlberg
Ecco un esclusiva intervista rilasciata da March Wahlberg, protagonista di
Shooter in occasione della Premiere inglese a Londra del film.
D: Puoi parlarci brevemente del tuo personaggio,
style='font-size:9.0pt;font-family:Arial'>Bob Lee Swagger?
R: Si, è probabilmente uno degli ?eroi? più
duri, modesti e tosti che avete visto negli ultimi tempi.
D: Hai lavorato con registi di alto calibro, ma
secondo te cosa rende diverso dagli altri Antoine Fuqua?
R: Basta vedere il film per capirlo. E? una
macchina, non smette mai di lavorare e riesce a spingerti fino ai tuoi limiti.
E? perfetto in questo genere di film. Non so però se farei con lui una commedia
romantica? (RIDE). No scherzo, farei qualunque tipo di film con lui, siamo
diventati grandi amici.
D: Cosa ne pensi invece del tuo co-protagonista,
Michael Peña, e del suo personaggio?
R: Adoro il personaggio che interpreta. E? il
tipo di personaggio per cui avrei partecipato ad un casting, sperando di essere
scelto, 5 anni fa. Lui si trova catapultato in questa situazione dove deve
interagire con me. Viene ?usato? fin dall?inizio del film. E ha anche delle
battute fantastiche. E Michael poi è un attore davvero fantastico. Siamo stati
fortunati ad averlo nel film.
D: E? vero che hai dovuto frequentare una
scuola di addestramento per ?cecchini?, per poter interpretare il tuo
personaggio? Che cosa hai imparato?
R: Ho imparato come
ucciderti da grandi distanze! (RIDE) Ma non preoccuparti, non userò quello che
ho imparato nella mia vita reale. No, al di là degli scherzi ho imparato molto:
anche a come tenere le persone in vita. E? un addestramento veramente duro
quello a cui si sottopongono.
D: Tra gli aspetti principali del film
troviamo il tema della fiducia e della determinazione. Ti ritrovi nelle
caratteristiche di Swagger?
R: Oh si, certamente.
Le persone di cui mi circondo sono persone verso cui sono leale e di cui mi
fido. La fiducia, la lealtà e l?onore sono infatti per me dei valori molto
importanti.
D: Nel film c?è sia una dose di
patriottismo ma anche di cospirazione di corruzione. E? stato difficile farle
combaciare insieme?
R: Si, ma è quello che
volevamo. Intendevamo infatti realizzare un film che avesse qualcosa da dire,
che andasse a toccare alcuni tasti.
D: Ci chiedevamo come fosse finita tra il tuo personaggio
e quello interpretato da Kate Mara? Puoi spiegarcelo meglio?
R: Si, sono in qualche posto sperduto della
Costa Rica a fare figli insieme, dei piccoli Swagger? (RIDE)
D: Finora hai certamente dimostrato di essere
più che all?altezza in ruoli di film d?azione. Ti piacerebbe cimentarti in
qualche altro genere?
R: Sicuramente si. Mi piacerebbe provarli tutti,
dalla commedia alle storie d?amore.
D: In questo film ci sono alcune scene ad
altissimo concentrato d?azione. Quale pensi sia stato il tuo apporto personale
date le tue precedenti esperienze per arrivare a questo risultato?
R: Mi sono ritrovato nella vita reale in molte
situazione ?difficili?, alcune delle quali abbastanza pericolose. Penso di
metterci sempre un po? di me stesso in tutti i personaggi che interpreto.
D: Qual è stata la sfida più difficile mentre
giravi questo film?
R: Stare al passo con Antoine (il regista, ndr).
Era letteralmente instancabile durante le riprese. E poi ho trovato difficile
stare lontano dalla mia famiglia, visto che giravamo in location veramente
sperdute.
D: Qual è stata invece la tua scena preferita del film?
R:
Quella in cui andiamo a trovare l?esperto di armi nel Tennensee: era un tale
personaggio, veramente originale!
style='font-size:16.0pt;font-family:Arial;color:black'>Shooter: Intervista a
Antoine Fuqua
Il regista che ci ha regalato l?incredibile Training Day ritorna con il nuovo
thriller d?azione ?Shooter?, con Mark Wahlberg come protagonista. Antoine Fuqua
parla delle difficoltà nel girare le riprese su un ghiacciaio e di come
preferisce preparare i suoi attori per i loro ruoli.
Sei soddisfatto del risultato del film? So che hai avuto qualche difficoltà nel
visionarlo scena per scena assieme ai responsabili dello studio.
Fuqua: Si, sono soddisfatto del film, senza dubbio.
Come regista puoi sempre trovare qualcosa però. Ho appena terminato questo film
giovedì notte e sto ancora dando un?occhiata alle cose che voglio cambiare e
fare, ma sono soddisfatto del processo di revisione che ho fatto assieme alla
Paramount e con Mark (Wahlberg) e Lorenzo (Bonaventura).
E? sorpendente vedere come nel film, che si
presenta come un film d?azione, il finale sia politico: non è una cosa comune
per questo genere di film. È stata difficile per te realizzare questo cambio di
registro o ha sempre fatto parte del progetto iniziale?
Fuqua: E? la ragione per la quale volevo girare
il film indipendentemente dalla possibilità di lavorare con Mark. A mio avviso,
quando giri un film d?azione, sembra che ci sia la possibilità che sia solo questo
e di solito non hai la possibilità di fare delle affermazioni su qualcosa. Quando
ho letto la sceneggiatura questo finale non era previsto, ma sapevo che
potevamo ?andare oltre? , suggerendo e dicendo certe cose sul nostro clima
politico, anche se in un film d?azione. Non era un film che era incline a
moralizzare perché non parla esattamente di questo. È un thriller d?azione, ma
sapevo che avevo l?opportunità di dire qualcosa.
Beh, lo rende un film molto attuale.
Fuqua: Si, ed è il motivo per cui volevo farlo. Immediatamente,
dal primo momento che ho iniziato a leggere la sceneggiatura e abbiamo iniziato
a parlare di lasciare morire questi giovani uomini là fuori . Inoltre ero molto
interessato al mondo dei condotti petroliferi, perché sono affascinato da
compagnie petrolifere come Halliburton e Black Water. Sono curioso su ciò che
fanno esattamente e come hanno un impatto nel mondo. Nel film ovviamente devi
focalizzarti su un personaggio, ma per me inizia con gli abitanti di un
villaggio in Africa che sta bruciando e viene distrutto. Questo è quello che mi
ha catturato. Che mi ha fatto venir voglia di raccontare la storia e vedere se
in qualche modo potevo politicizzarlo un pochino e trasmetterne il messaggio.
Credi che lo spettatore elevi il film,
perchè poteva essere un semplice film d?azione, un pò vuoto, oppure ritieni che
lo spettatore si aspetterà in futuro questo tipo di film d?azione? ?Blood
Diamonds? aveva una situazione simile, un film d?azione, ma molto politico e
con un messaggio. Credi che il livello del gioco si sia innalzato?
Fuqua: Non so se l?ho fatto o meno. Non ci
pensavo in questi termini. Stavo solamente cercando di fare la mia parte come
regista e siccome i telegiornali non sempre riportano queste cose, fare film è
diventato una vetrina per alcuni eventi che stanno succedendo nel mondo adesso.
Abbiamo l?opportunità di dire qualcosa, come facevano negli anni ?70. Negli
anni ?70 giravano film sul Vietnam e sul razzismo e cose simili, e credo che
adesso che siamo di nuovo in guerra, la nazione sia ancora divisa. Vi è in
realtà al momento più della maggioranza della popolazione che adesso non
approva il nostro governo , guardando con sospetto ciò che avviene e l?operato
di Enron, e che il nostro vice presidente sia nella proprietà di Halliburton e
di altre compagnie, e cosa queste facciano veramente. Credo che al momento ci
sia la possibilità per qualsiasi regista di fare un film che può essere di
intrattenimento e dire allo stesso tempo qualcosa. E? una nostra
responsabilità cogliere l?opportunità al volo, soprattutto se il messaggio da
trasmettere è qualcosa che ci interessa. Credo sia un peccato se non lo
facessimo.
Mi hai fatto rivenire in mente i film degli anni ?70, come ?Vista Parallela?.
Sei un fan di questo tipo di film?
Fuqua: Certamente. ?I Tre Giorni Del Condor? non
finiva bene. Era il concetto che non c?è niente che tu possa fare e se vai
dalla stampa cosa ti fa pensare che lo pubblicheranno? Non sai chi fa cosa nel
mondo di oggi e credo che i registi degli anni ?70 lo facevano. Oliver Stone e
quei ragazzi, Francis Ford Coppola, c?è sempre la possibilità per noi come
registi, ogni qual volta che c?è un conflitto nel mondo, di avere più carne al
fuoco, più materiale su cui lavorare. Sembra che negli ultimi anni prima che
siamo entrati in guerra nessuno diceva molto su niente. Era molto più drammi di
polizia e poliziotti in strada dove picchiavano le persone e rivolte in strada
e cose del genere, ma adesso sembra il mondo si sia unito e che più
informazioni riceviamo da computer e tecnologia più le persone sono consapevoli
del proprio mondo. Voglio dire, il tipo che viene torturato, Michael Pena con
il sacco di patate, si è messo intenzionalmente il sacco in testa. Ovviamente,
subito pensi a Abu Ghraib e posti del genere. La gente è al corrente e io credo
che gli studios, specialmente la Paramount, lo sanno. La gente è in gamba.
Certe volte è facile fare un film popcorn e in quei casi devi farlo, ma altre
volte se c?e un?opportunità di fare qualcosa di diverso, perchè non farlo.
Sono per caso alcune delle discussioni che hai avuto con Mark, che sembra
essere ad un bivio con la sua carriera? Vi era il desiderio da parte sua di
fare più di un film popcorn?
Fuqua: Credo di si. Mark è un ragazzo in gamba. Credo
che capiti molto alle persone in generale, quando hanno dei figli, che al di
fuori della tua carriera c?è qualcosa di quella responsabilità che inizi a
sentire per il tuo mondo, e la consapevolezza del mondo intorno a te e se hai
l?opportunità di fare il tuo lavoro e fare luce su esso o di iniziare una sorta
di discussione su di esso allora la gente sarà più incline nel fare
altrettanto. Non sto parlando per Mark, ma credo che sia quello che lui possa
aver pensato quando ha letto la sceneggiatura e quando abbiamo discusso su alcuni
punti politici della sceneggiatura.
Qual è stata la sequenza più dura da girare in questo film?
Fuqua:
guardando indietro probabilmente è stato il ghiacciaio. È stata dura perché non
c?è niente là, solo ghiaccio, e tutto doveva essere trasportato lì via
elicottero e avevamo una piccola finestra per girare perché non c?è copertura. Devi
essere estremamente preciso. Non puoi camminare sulla neve perchè dovrebbe
essere incontaminato, puro. Non puoi farlo due volte. Non ci sono bagni. Non ci
sono lenti extra. Quindi dovevi avere la lente esatta che volevi sul set e
pronta perchè altrimenti ci vogliono almeno 45 minuti per volare indietro con
l?elicottero al campo base e tornare al ghiacciaio per portarti una lente, e a
metà giornata la temperatura può arrivare anche fino a quasi 85 gradi. Quindi
sei accaldato per almeno un?ora poi precipita a -5. Il tuo corpo passa
attraverso molti cambiamenti e l?equipaggiamento si comporta in un certo modo e
gli attori si stancano e l?ossigeno scarseggia. È stata molto dura e ho avuto
solo una settimana per girare quella scena.
Hai avuto molto tempo di preparazione per qualcosa del genere
Fuqua:
Ho avuto molto tempo di preparazione, ma non ti puoi preparare per qualcosa del
genere. L?ultimo giorno siamo stati evacuati a causa di una tempesta così non
ho avuto una giornata intera il mio ultimo giorno. Una nuvola nera è arrivata
sopra di noi e ci hanno portato via immediatamente. Ci hanno buttato sull?elicottero.
Vedevi letteralmente letteralmente persone correre, prendere l?equipaggiamento
e andarsene via. Non c?è conversazione. Come regista non puoi uscirtene con ?Ho ancora
un?altra scena. Posso girarne un?altra??. Ci hanno letteralmente preso e
buttato nell?elicottero, perchè se rimani bloccato lassù probabilmente muori.
lang=EN-GB style='font-size:9.0pt;font-family:Arial;color:black'>Non c?è niente
che tu possa fare. Non puoi portare dei generatori lassù.
Dove eravate?
Fuqua: Nella
Columbia Britannica, poco dopo Whistler. Abbiamo preso un elicottero fino al Rainbow
Glacier, credo sia il nome. Questo ghiacciaio in particolare è probabilmente
uno dei più alti ghiacciai laggiù, che ovviamente ho scovato io e di cui mi
sono innamorato. Era una di quelle cose dove ti alzi e dici ?Wow, dobbiamo
farlo qui?. Ma ti prendi il rischio perchè non sai come sarà il clima e lo
studio ti dice ?Ci sei solo tu, Antoine, se vuoi farlo.
lang=EN-GB style='font-size:9.0pt;font-family:Arial;color:black'>È una tua
responsabilità. Se non ci riesci toglieremo un bel pò di altra roba dal film
che tu puoi volere perchè non abbiamo il budget necessario per te.?
style='font-size:9.0pt;font-family:Arial;color:black'>Ho giocato con la sorte
e, ringraziando il cielo, siamo stati fortunati.
Puoi approfondire il discorso su Mark e perché lavora da protagonista in
questo film?
Fuqua:
Beh, è un bravo ragazzo. È veramente un bravo ragazzo e questo è importante. Mi
sono trovato a pensare, durante i film precedenti, che è bello lavorare con
persone che ti piacciono e che sono gran lavoratori e che si interessano al
lavoro, inoltre lui è perfetto per il ruolo, perché è umile. È una persona che
si lascia approcciare e credo che gli eroi oggi non sono più le grandi pistole
con i muscoli sulla testa e tutto il resto. Credo che siano persone normali. Credo
che siano il tipo vicino di casa, il tuo migliore amico o fidanzato o altro. Credo
che vi siano giovani in Iraq che lo sono. Ci sono dei ragazzi nell?USS Truman
con cui ho passato del tempo che hanno 19, 20, 22 anni che conosci, ci sei
andato a scuola assieme. Loro sono eroi reali, se penso ad oggi, e Mark li
rappresenta perfettamente. Penso che sia perfetto per il film.
Mark (Wahlberg) ha detto che forse farà un film all?anno o uno ogni qualche
anno. Credi che possa ?fare di più? essendo un gran lavoratore?
Fuqua:
Non so cosa gli passi per la testa, ma mentre giravamo sembrava andarne pazzo.
Ci siamo divertiti molto e sembra amare ciò che fa. Credo che riconosca quanto
è fortunato ad essere nella posizione in cui si trova e non credo che possa
buttare via tutto solo per sparire per un anno. Credo che voglia solo stare con
i suoi figli. Credo che sia una buona parte della questione. È difficile per
tutti essere via per tanto tempo, ma per Mark? Non ce lo vedo a buttare via
opportunità così facilmente. Devo parlare tenendo conto di chi è lui e da dove
viene, è in questo business da tanto tempo e così hanno fatto i suoi fratelli.
Lui li ha visti raggiungere la vetta e poi all?improvviso dileguarsi, sparire.
Mark è stato un rapper per un pò e poi all?improvviso non è sparito. Per questo
credo che sia abbastanza in gamba da sapere cosa succede se sparisce per un
anno, alla sua età e al punto in cui è adesso. Voglio dire, è appena stato nominato
per un Academy Award con Martin Scorsese e credo che dovrebbe cogliere tutti i
vantaggi delle opportunità che arrivano verso di lui.
style='font-size:9.0pt;font-family:Arial;color:black'>Se le merita.
Puoi parlarci del tuo processo di collaborazione con un attore e come si
riflette in questo film?
Fuqua:
scrivo un libro grosso così su come si studia un personaggio. È solo per me. Mi
siedo con gli attori e parliamo di ciò che voglio dire e parliamo di ogni scena,
su dove si trovano in ogni scena e poi li ascolto e prendo appunti su ciò che
dicono per essere sicuro che siamo sullo stesso binario. In questo modo quando
arrivo sul set posso dare una o due indicazioni invece che fare una lunga conversazione.
Per esempio, Mark all?inizio del film è un adolescente. È ancora un bambino
perché ha un comportamento da bambino. Non puoi prendere ed andartene via
mentre stai parlando con qualcuno perchè sei arrabbiato. Né puoi ritirarti a
vivere sulle montagne affermando che ?Non parlerò mai più con nessuno?. Questo
è comportarsi come un bambino. Per lui pareggiare i conti sul ghiacciaio non è
solo una mossa avveduta. È un discorso molto più maturo perché non è su di lui.
È sulle persone che potrebbero farsi male e che sono coinvolte. Quindi il suo
personaggio ha affrontato varie difficoltà ed è facile chiedersi qualche volta
cosa gli permettesse quando era ferito di andare avanti e farcela. Certe volte
è la rabbia. Ti insegnano anche questo durante il servizio militare. Questo
potrebbe essere il motivo per cui urlano e li picchiano così tanto, perché se
se vieni colpito è la rabbia che ti porta avanti. Fa andare avanti il tuo corpo
e il tuo cuore. Quindi ci sono cose come queste che faccio con gli attori per
discutere di tutte quelle cose che li aiutano a capire meglio e più velocemente
cosa cerco.
Ci sono molte scene tagliate che saranno presenti nel DVD?
Fuqua: Non
molto, ma qualcosa. Ci sono molte conversazioni politiche che avevamo nelle
scene, che dopo un po? sembrava che il film stesse diventando più una nostra
opinione sulla politica. Toglie un po? il divertimento dal film.
Farai un documentario?
Fuqua: Si, lo faro. Ci saranno anche altre scene che abbiamo tagliato per
problemi di tempistica.
Sai già a cosa lavorerai in un futuro prossimo o stai già lavorando a
qualcosa?
Fuqua:
Non so cosa farò a breve. Ho un progetto che forse farò a Luglio, per il quale
ho appena ricevuto i fondi, chiamato ?Without A Badge? (Senza
Distintivo/Spilla). Parla di Jerry, che faceva parte del Cali Cartel in
Colombia e che è andato talmente a fondo la cosa che lo hanno dovuto internare
in un ospizio perché iniziò a credere di essere un contrabbandiere. Adesso è
uno sceriffo in Paseo Country. La vicenda avviene nel tardo ?80, ma c?è anche
qualcosa di cui abbiamo parlato alla Paramount. A questo punto voglio ricevere
un?ottima sceneggiatura e qualcosa che posso controllare un po? di più.