Le cronache di Narnia: interviste - Intervista
Intervista
LE CRONACHE DI NARNIA: IL PRINCIPE CASPIAN
style='font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-font-family:Verdana;mso-ansi-language:IT'>
Visita al set di Praga, 4-5 giugno 2007
di Rebecca Strauch
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-font-family:Verdana;mso-ansi-language:IT'>Nel corso della nostra
visita al set de Il Principe Caspian, a Praga, abbiamo incontrato Richard
Taylor, il creatore e direttore di Weta Workshop, la nota società neozelandese
di attrezzerie ed effetti speciali per il cinema.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-bidi-font-family:Verdana;
mso-ansi-language:IT'>
Intervista con Richard Taylor al laboratorio
della WETA
D: Richard, per questo film hai realizzato le
miniature. Ci puoi parlare un po' del tuo lavoro?
style='font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-font-family:Verdana;mso-ansi-language:IT'>
Richard Taylor: Ci stiamo occupando dei
costumi, delle armi, delle armature e delle miniature. Le miniature saranno
tantissime. Per Il Signore degli Anelli abbiamo coniato la frase
"bigatures", ma queste sono davvero spettacolari. Le miniature che stiamo
realizzando per il castello di Miraz, per esempio, sono in scala 24:1, ma il
villaggio e gli esterni saranno in scala 100:1. Sono
enormi.
D: Perché è così importante che i
costumi e le armi siano così dettagliati?
Richard Taylor: Ottima domanda? la gente
viene a trovarci in laboratorio e ci chiede perché siamo così fanatici, ma il
mondo reale è un mondo ricco di dettagli. Dettagli storici e culturali. Basta
andare un po' in giro per Praga: è una città satura di dettagli, con una
tradizione storica di centinaia, anzi, migliaia d'anni.
style='font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-font-family:Verdana;mso-ansi-language:IT'>
Senza la necessaria profondità in termini di
dettagli, l'immagine visuale diventa superficiale. Certo, si sta ancora
guardando un film, ma se il livello di saturazione e dettagli suggerisce la
presenza di una storia che abbraccia tutto il mondo, l'esperienza viene
maggiormente definita, spingendosi oltre la pellicola.
D: Sulla base della tua esperienza con Il
Signore degli Anelli e la prima pellicola di Narnia, ritieni che
questo film sia ancora più ambizioso?
Richard Taylor: Sebbene non siano tantissime,
le miniature di questo film sono le più grandi e le più complicate che abbia
mai dovuto realizzare e in passato abbiamo costruito miniature davvero
impegnative. Per questo film le miniature sono impegnative soprattutto dal
punto di vista tecnico.
E con le armi ci siamo spinti su livelli senza
precedenti. Per i modelli di Miraz abbiamo utilizzato una tecnologia
tridimensionale, le abbiamo prodotte in cera e abbiamo usato un particolare
processo di stampaggio per riprodurre l'elaboratezza dei particolari. Non
avevamo alcuna altra tecnica a disposizione per realizzare la complicatissima
filigrana delle armi. Per noi, soddisfare le aspettative di Andrew è stata una
sfida meravigliosa.
Sapevamo che avrebbe cercato di spingere l'intero progetto su livelli
ancora più spettacolari ed è stato davvero entusiasmante aver contribuito al
risultato finale. È stata un'esperienza impegnativa e fantastica allo stesso
tempo.
D:
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-ansi-language:IT'>Qualcosa in particolare che ti ha innervosito?
style='font-size:10.0pt;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:
IT'>
Richard Taylor:
style='font-size:10.0pt;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:
IT'> Sì, diverse cose, ma soprattutto il
tempo. Sono consapevole che è impossibile stabilire una tabella di marcia
precisa e che l'intero processo è una complessa interazione fra attori,
scrittura e design.
Ogni singolo aspetto ha bisogno di trovare una certa continuità prima di
poter gettare le basi della tua attività. E bisogna rispettare tutto questo,
anche se spesso avremmo voluto partire subito, senza snervanti attese. Ma non
c'è nulla da fare; bisogna semplicemente assicurarsi che il team sia pronto ad
attivarsi quando finalmente i pulsanti sono premuti.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
Ci piace pensare di essere in grado ormai di attivarci rapidamente e di
portare a termine il nostro progetto velocemente. E in questa occasione siamo
riusciti a produrre tantissimo in pochissimo tempo. È stato davvero eccitante...
quando si acquista lo slancio necessario in laboratorio e la sensazione di
produttività.
D: Siete stati maggiormente coinvolti in questo film rispetto al primo?
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
Richard Taylor:
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-ansi-language:IT'> Piò o meno lo stesso. Nel primo film abbiamo collaborato
di più al design della creatura, ma poiché Howard [Berger] ha realizzato i
costumi della creatura per questa pellicola, è stato naturale lasciare che
fosse Howard a occuparsi interamente della creatura, dall'inizio. È stato
affascinante. Howard è il mio miglior amico e ho collaborato e scritto con lui
in tutto il mondo, tenendoci spesso in contatto e aggiornandoci per e-mail. È
stato bello vedere come i due progetti si siano sviluppati parallelamente. La
maggior parte delle armature dei Telmarini è stata realizzata qui, nella
Repubblica Ceca, e hanno fatto un bellissimo lavoro. È stato fantastico.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
D: Vi è un genere in cui ti piacerebbe lavorare in particolare?
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
Richard Taylor: Sono stato letteralmente sepolto nel genere medievale e
primordiale. Ma attualmente stiamo collaborando a diversi progetti di science
fiction. Abbiamo appena finito un importante film dell'orrore e ne stiamo
facendo un altro. Abbiamo inoltre finito 30 Days of Night e stiamo lavorando a
Daybreak. Se potessi continuare a fare fantasy per il resto della mia vita,
sarei contentissimo. Sci-Fi è un medium interessante. Mi piace avere un
progetto impegnativo. E adoro la TV dei bambini. È la mia passione, ma si
tratta di un'attività che stiamo perseguendo privatamente.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
D: Pensi mai di ritrovarti un giorno dietro la cinepresa? La tua
prospettiva non mi sembra male.
Richard Taylor: Vuoi dire fare il regista? Mi sono state offerte alcune opportunità, una
particolarmente importante, ma davvero non mi interessa. Con questo non voglio
sminuire quell'opportunità ? sono stato molto onorato dell'offerta ? ma a me
interessa il lavoro pratico, nel laboratorio. Adoro realizzare le cose che mi
affascinano. Sono 21 anni che faccio lo stesso mestiere e il mio interesse non
si è mai affievolito. Prendere una pausa di sei mesi dalla mia attività manuale
per andare a girare un film non è una cosa che mi attira.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
D: Cosa ne pensi del mix fra tecniche di lavoro tradizionali e digitali?
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
Richard Taylor: L'aspetto più incredibile per un regista come Andrew, Peter o James Cameron
è che la 'cassetta degli attrezzi', il repertorio degli strumenti oggi a
disposizione complementano alla perfezione la visione. Mi piace pensare che non
vi sia nulla oggi che la mente umana non possa congetturare, che non possa
essere realizzata sullo schermo per un pubblico sofisticato. Un bambino di
sette anni è uno spettatore sofisticato al giorno d'oggi. L'interazione
complessa fra le tecniche pratiche tradizionali, che esistono da centinaia
d'anni, non è stata superata ma arricchita dalla tecnologia digitale, in una
visione quasi evocativa, da incantesimo. È un medium incredibile. E nessuno è
più bravo di Andrew in questo. Abbiamo appena guardato 15 minuti di riprese
montate, da cui traspare subito questa interazione fra azione dal vivo, effetti
digitali, miniature, praticità e tradizione... Ogni attrezzo della cassetta
viene utilizzato per creare questo mondo. È semplicemente fantastico.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
D: Che tipo di materiale hai utilizzato per costruire le miniature del
castello?
Richard Taylor: Il castello è una
struttura così geometrica? è interessante quando realizzi una miniatura perché,
se osserviamo il mondo dell'architettura, anche nel periodo medievale, la sua
validità sembra risiedere interamente nella sua forma assolutamente pura. Se si
perde questo nesso, non può sopravvivere. Il castello è quindi strutturalmente
incredibilmente solido.
Quando si riducono le dimensioni, soprattutto in scala 24:1, se si sposta
la struttura anche di un millimetro, ne si modifica l'aspetto, in peggio. I
blocchi della torre del castello sono stati ricavati da enormi pezzi di
polistirolo, alcuni alti anche 5 metri e larghi 2 metri. E abbiamo inventato
una macchina: abbiamo preso un cilindro di alluminio e con una fresatrice
tridimensionale abbiamo intagliato il disegno di un mattone in scala 24:1,
esattamente uguale a quello in scala 1:1, intorno al cilindro e quindi abbiamo
costruito una pressa litografica, con la quale abbiamo prodotto fogli di
uretano di 25 mm. Il risultato? Fogli di mattonatura esattamente in scala 24:1.
Dopo l'applicazione della tappezzatura, siamo passati ai dettagli più
complessi. Abbiamo largamente utilizzato la stampa tridimensionale, vale a dire
la tecnica con la quale si alimentano dati digitali in una macchina, la quale
stampa plastica tridimensionale. Tutti gli intagli incredibilmente complessi
sono stati modellati e stampati tridimensionalmente. Abbiamo inoltre usato la
tecnologia della fresatura tridimensionale per 'ritagliare' le linee più
grezze.
Siamo fortunati che registri come Andrew credano ancora nella tradizione
del modellismo, perché molti dei registri moderni si stanno avvicinando alla
tecnologia digitale come unica risorsa. Ma noi non vediamo perché, dopo
centinaia d'anni di storia, che ci hanno consentito di arrivare dove siamo arrivati,
non dovremmo continuare a rendere omaggio a queste tecniche. Grazie a Dio,
Andrew ha deciso di insistere sulle miniature. Ora come ora, ci consideriamo
estremamente fortunati.
D: Ci puoi raccontare qualcosa dei motivi utilizzati per le armi di Miraz?
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
Richard Taylor: Come per il
primo film, è interessante perché il mondo di C.S. Lewis si spinge ben al di là
della tradizionale letteratura. Lewis ha attinto parecchio alla mitologia,
quella greca in particolare, e ha continuato a farlo anche con il Principe
Caspian. Quindi, quello che abbiamo cercato di fare, è ricondurre i motivi
visivi delle armature e delle armi a certe immagini mitologiche. Abbiamo
sperimentato, in particolare, con l'edera rampicante.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
È uno stato senza re, governato da un funzionario che si è impadronito del
potere. Abbiamo quindi cercato di creare un'analogia visiva del modo in cui i
suoi tentacoli si sono infiltrati a tutti i livelli del governo e della
politica nella società dei Telmarini. E la sua armatura simboleggia proprio
questo, come un'edera che si insinua tra le piante, strangolandole. Abbiamo
cercato di replicare così questa sensazione di soffocamento. Il funzionario è
anche una persona estremamente arrogante e pomposa. E sebbene i suoi eserciti
siano regali e risplendenti nelle proprie armature, il funzionario ha assunto,
tramite la propria armatura, una qualità palesemente decorativa, che gli
conferisce la necessaria importanza.
Senza l'armatura, è una persona fragile, ma quando l'indossa è in grado di
richiamare questa enorme personalità, creando l'idea di Andrew che tutti i suoi
comandanti possono assumere sembianze senza volto indossando queste maschere.
Esattamente l'opposto dei Narniani, animali ormai quasi inselvatichiti ed
emotivi, mentre gli essere umani frenano le proprie emozioni e si nascondono
dietro queste maschere. Spero che raggiunga il suo scopo evocando un mondo di
intensi contrasti. Sono infatti trascorsi 1200-1300 anni dall'ultima nostra
visita a Narnia e desideriamo comunicare questa sensazione di un mondo
completamente in subbuglio.
D: Quale creazione ti sta particolarmente a cuore in questo film?
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
Richard Taylor: Sì, è strano quando realizzi i vari oggetti perché tendi ad innamorartene.
Il mio oggetto preferito è il brocchiere di Miraz, il suo piccolo scudo
circolare. Ne ho realizzato uno anche per me e attualmente si trova nel mio
ufficio. Credo che sia una delle cose più belle mai realizzate dal nostro team.
Sono molto orgoglioso del design. È stato creato da un ragazzo d'incredibile
talento che si è unito a noi alla fine de Il Leone, la Strega e l'Armadio. Ci
siamo divertiti a realizzare tutti gli elementi di Miraz, ma il brocchiere è
così ben bilanciato, è un'arma particolarmente bella.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
Abbiamo dovuto sviluppare tante tecniche, per esempio per le piastre di
protezione dei cavalli. Sembrano abbastanza semplici, ma Andrew voleva che
quella anteriore fosse dotata di una punta aguzza. Per questo era necessaria
una piastra solida, che non traballasse o si piegasse, per non dare
l'impressione che non fosse di acciaio. Ovviamente non volevamo poi che la
punta si incastrasse nelle piastre di un altro cavallo e per questa ragione
abbiamo usato una tecnica di miscelazione di diverse densità di uretano da
iniettare con una pistola per lo stampaggio a iniezione a bassa pressione. In
questo modo siamo riusciti a realizzare una punta soffice su una piastra dura.
È stato divertente escogitare queste soluzioni tecnico-chimiche per un film di
fantasy medievale.
D: Parteciperete al prossimo film?
Richard Taylor: Spero di sì.
Vorremmo rimanere in questo mondo per il resto della nostra vita, se possibile.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-font-family:Verdana'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-font-family:Verdana'>
Contenuto
LE CRONACHE DI NARNIA: IL PRINCIPE CASPIAN
style='font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-font-family:Verdana;mso-ansi-language:IT'>
Visita al set di Praga, 4-5 giugno 2007
di Rebecca Strauch
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-font-family:Verdana;mso-ansi-language:IT'>Nel corso della nostra
visita al set de Il Principe Caspian, a Praga, abbiamo incontrato Richard
Taylor, il creatore e direttore di Weta Workshop, la nota società neozelandese
di attrezzerie ed effetti speciali per il cinema.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-bidi-font-family:Verdana;
mso-ansi-language:IT'>
Intervista con Richard Taylor al laboratorio
della WETA
D: Richard, per questo film hai realizzato le
miniature. Ci puoi parlare un po' del tuo lavoro?
style='font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-font-family:Verdana;mso-ansi-language:IT'>
Richard Taylor: Ci stiamo occupando dei
costumi, delle armi, delle armature e delle miniature. Le miniature saranno
tantissime. Per Il Signore degli Anelli abbiamo coniato la frase
"bigatures", ma queste sono davvero spettacolari. Le miniature che stiamo
realizzando per il castello di Miraz, per esempio, sono in scala 24:1, ma il
villaggio e gli esterni saranno in scala 100:1. Sono
enormi.
D: Perché è così importante che i
costumi e le armi siano così dettagliati?
Richard Taylor: Ottima domanda? la gente
viene a trovarci in laboratorio e ci chiede perché siamo così fanatici, ma il
mondo reale è un mondo ricco di dettagli. Dettagli storici e culturali. Basta
andare un po' in giro per Praga: è una città satura di dettagli, con una
tradizione storica di centinaia, anzi, migliaia d'anni.
style='font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-font-family:Verdana;mso-ansi-language:IT'>
Senza la necessaria profondità in termini di
dettagli, l'immagine visuale diventa superficiale. Certo, si sta ancora
guardando un film, ma se il livello di saturazione e dettagli suggerisce la
presenza di una storia che abbraccia tutto il mondo, l'esperienza viene
maggiormente definita, spingendosi oltre la pellicola.
D: Sulla base della tua esperienza con Il
Signore degli Anelli e la prima pellicola di Narnia, ritieni che
questo film sia ancora più ambizioso?
Richard Taylor: Sebbene non siano tantissime,
le miniature di questo film sono le più grandi e le più complicate che abbia
mai dovuto realizzare e in passato abbiamo costruito miniature davvero
impegnative. Per questo film le miniature sono impegnative soprattutto dal
punto di vista tecnico.
E con le armi ci siamo spinti su livelli senza
precedenti. Per i modelli di Miraz abbiamo utilizzato una tecnologia
tridimensionale, le abbiamo prodotte in cera e abbiamo usato un particolare
processo di stampaggio per riprodurre l'elaboratezza dei particolari. Non
avevamo alcuna altra tecnica a disposizione per realizzare la complicatissima
filigrana delle armi. Per noi, soddisfare le aspettative di Andrew è stata una
sfida meravigliosa.
Sapevamo che avrebbe cercato di spingere l'intero progetto su livelli
ancora più spettacolari ed è stato davvero entusiasmante aver contribuito al
risultato finale. È stata un'esperienza impegnativa e fantastica allo stesso
tempo.
D:
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-ansi-language:IT'>Qualcosa in particolare che ti ha innervosito?
style='font-size:10.0pt;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:
IT'>
Richard Taylor:
style='font-size:10.0pt;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:
IT'> Sì, diverse cose, ma soprattutto il
tempo. Sono consapevole che è impossibile stabilire una tabella di marcia
precisa e che l'intero processo è una complessa interazione fra attori,
scrittura e design.
Ogni singolo aspetto ha bisogno di trovare una certa continuità prima di
poter gettare le basi della tua attività. E bisogna rispettare tutto questo,
anche se spesso avremmo voluto partire subito, senza snervanti attese. Ma non
c'è nulla da fare; bisogna semplicemente assicurarsi che il team sia pronto ad
attivarsi quando finalmente i pulsanti sono premuti.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
Ci piace pensare di essere in grado ormai di attivarci rapidamente e di
portare a termine il nostro progetto velocemente. E in questa occasione siamo
riusciti a produrre tantissimo in pochissimo tempo. È stato davvero eccitante...
quando si acquista lo slancio necessario in laboratorio e la sensazione di
produttività.
D: Siete stati maggiormente coinvolti in questo film rispetto al primo?
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
Richard Taylor:
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-ansi-language:IT'> Piò o meno lo stesso. Nel primo film abbiamo collaborato
di più al design della creatura, ma poiché Howard [Berger] ha realizzato i
costumi della creatura per questa pellicola, è stato naturale lasciare che
fosse Howard a occuparsi interamente della creatura, dall'inizio. È stato
affascinante. Howard è il mio miglior amico e ho collaborato e scritto con lui
in tutto il mondo, tenendoci spesso in contatto e aggiornandoci per e-mail. È
stato bello vedere come i due progetti si siano sviluppati parallelamente. La
maggior parte delle armature dei Telmarini è stata realizzata qui, nella
Repubblica Ceca, e hanno fatto un bellissimo lavoro. È stato fantastico.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
D: Vi è un genere in cui ti piacerebbe lavorare in particolare?
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
Richard Taylor: Sono stato letteralmente sepolto nel genere medievale e
primordiale. Ma attualmente stiamo collaborando a diversi progetti di science
fiction. Abbiamo appena finito un importante film dell'orrore e ne stiamo
facendo un altro. Abbiamo inoltre finito 30 Days of Night e stiamo lavorando a
Daybreak. Se potessi continuare a fare fantasy per il resto della mia vita,
sarei contentissimo. Sci-Fi è un medium interessante. Mi piace avere un
progetto impegnativo. E adoro la TV dei bambini. È la mia passione, ma si
tratta di un'attività che stiamo perseguendo privatamente.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
D: Pensi mai di ritrovarti un giorno dietro la cinepresa? La tua
prospettiva non mi sembra male.
Richard Taylor: Vuoi dire fare il regista? Mi sono state offerte alcune opportunità, una
particolarmente importante, ma davvero non mi interessa. Con questo non voglio
sminuire quell'opportunità ? sono stato molto onorato dell'offerta ? ma a me
interessa il lavoro pratico, nel laboratorio. Adoro realizzare le cose che mi
affascinano. Sono 21 anni che faccio lo stesso mestiere e il mio interesse non
si è mai affievolito. Prendere una pausa di sei mesi dalla mia attività manuale
per andare a girare un film non è una cosa che mi attira.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
D: Cosa ne pensi del mix fra tecniche di lavoro tradizionali e digitali?
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
Richard Taylor: L'aspetto più incredibile per un regista come Andrew, Peter o James Cameron
è che la 'cassetta degli attrezzi', il repertorio degli strumenti oggi a
disposizione complementano alla perfezione la visione. Mi piace pensare che non
vi sia nulla oggi che la mente umana non possa congetturare, che non possa
essere realizzata sullo schermo per un pubblico sofisticato. Un bambino di
sette anni è uno spettatore sofisticato al giorno d'oggi. L'interazione
complessa fra le tecniche pratiche tradizionali, che esistono da centinaia
d'anni, non è stata superata ma arricchita dalla tecnologia digitale, in una
visione quasi evocativa, da incantesimo. È un medium incredibile. E nessuno è
più bravo di Andrew in questo. Abbiamo appena guardato 15 minuti di riprese
montate, da cui traspare subito questa interazione fra azione dal vivo, effetti
digitali, miniature, praticità e tradizione... Ogni attrezzo della cassetta
viene utilizzato per creare questo mondo. È semplicemente fantastico.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
D: Che tipo di materiale hai utilizzato per costruire le miniature del
castello?
Richard Taylor: Il castello è una
struttura così geometrica? è interessante quando realizzi una miniatura perché,
se osserviamo il mondo dell'architettura, anche nel periodo medievale, la sua
validità sembra risiedere interamente nella sua forma assolutamente pura. Se si
perde questo nesso, non può sopravvivere. Il castello è quindi strutturalmente
incredibilmente solido.
Quando si riducono le dimensioni, soprattutto in scala 24:1, se si sposta
la struttura anche di un millimetro, ne si modifica l'aspetto, in peggio. I
blocchi della torre del castello sono stati ricavati da enormi pezzi di
polistirolo, alcuni alti anche 5 metri e larghi 2 metri. E abbiamo inventato
una macchina: abbiamo preso un cilindro di alluminio e con una fresatrice
tridimensionale abbiamo intagliato il disegno di un mattone in scala 24:1,
esattamente uguale a quello in scala 1:1, intorno al cilindro e quindi abbiamo
costruito una pressa litografica, con la quale abbiamo prodotto fogli di
uretano di 25 mm. Il risultato? Fogli di mattonatura esattamente in scala 24:1.
Dopo l'applicazione della tappezzatura, siamo passati ai dettagli più
complessi. Abbiamo largamente utilizzato la stampa tridimensionale, vale a dire
la tecnica con la quale si alimentano dati digitali in una macchina, la quale
stampa plastica tridimensionale. Tutti gli intagli incredibilmente complessi
sono stati modellati e stampati tridimensionalmente. Abbiamo inoltre usato la
tecnologia della fresatura tridimensionale per 'ritagliare' le linee più
grezze.
Siamo fortunati che registri come Andrew credano ancora nella tradizione
del modellismo, perché molti dei registri moderni si stanno avvicinando alla
tecnologia digitale come unica risorsa. Ma noi non vediamo perché, dopo
centinaia d'anni di storia, che ci hanno consentito di arrivare dove siamo arrivati,
non dovremmo continuare a rendere omaggio a queste tecniche. Grazie a Dio,
Andrew ha deciso di insistere sulle miniature. Ora come ora, ci consideriamo
estremamente fortunati.
D: Ci puoi raccontare qualcosa dei motivi utilizzati per le armi di Miraz?
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
Richard Taylor: Come per il
primo film, è interessante perché il mondo di C.S. Lewis si spinge ben al di là
della tradizionale letteratura. Lewis ha attinto parecchio alla mitologia,
quella greca in particolare, e ha continuato a farlo anche con il Principe
Caspian. Quindi, quello che abbiamo cercato di fare, è ricondurre i motivi
visivi delle armature e delle armi a certe immagini mitologiche. Abbiamo
sperimentato, in particolare, con l'edera rampicante.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
È uno stato senza re, governato da un funzionario che si è impadronito del
potere. Abbiamo quindi cercato di creare un'analogia visiva del modo in cui i
suoi tentacoli si sono infiltrati a tutti i livelli del governo e della
politica nella società dei Telmarini. E la sua armatura simboleggia proprio
questo, come un'edera che si insinua tra le piante, strangolandole. Abbiamo
cercato di replicare così questa sensazione di soffocamento. Il funzionario è
anche una persona estremamente arrogante e pomposa. E sebbene i suoi eserciti
siano regali e risplendenti nelle proprie armature, il funzionario ha assunto,
tramite la propria armatura, una qualità palesemente decorativa, che gli
conferisce la necessaria importanza.
Senza l'armatura, è una persona fragile, ma quando l'indossa è in grado di
richiamare questa enorme personalità, creando l'idea di Andrew che tutti i suoi
comandanti possono assumere sembianze senza volto indossando queste maschere.
Esattamente l'opposto dei Narniani, animali ormai quasi inselvatichiti ed
emotivi, mentre gli essere umani frenano le proprie emozioni e si nascondono
dietro queste maschere. Spero che raggiunga il suo scopo evocando un mondo di
intensi contrasti. Sono infatti trascorsi 1200-1300 anni dall'ultima nostra
visita a Narnia e desideriamo comunicare questa sensazione di un mondo
completamente in subbuglio.
D: Quale creazione ti sta particolarmente a cuore in questo film?
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
Richard Taylor: Sì, è strano quando realizzi i vari oggetti perché tendi ad innamorartene.
Il mio oggetto preferito è il brocchiere di Miraz, il suo piccolo scudo
circolare. Ne ho realizzato uno anche per me e attualmente si trova nel mio
ufficio. Credo che sia una delle cose più belle mai realizzate dal nostro team.
Sono molto orgoglioso del design. È stato creato da un ragazzo d'incredibile
talento che si è unito a noi alla fine de Il Leone, la Strega e l'Armadio. Ci
siamo divertiti a realizzare tutti gli elementi di Miraz, ma il brocchiere è
così ben bilanciato, è un'arma particolarmente bella.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
Abbiamo dovuto sviluppare tante tecniche, per esempio per le piastre di
protezione dei cavalli. Sembrano abbastanza semplici, ma Andrew voleva che
quella anteriore fosse dotata di una punta aguzza. Per questo era necessaria
una piastra solida, che non traballasse o si piegasse, per non dare
l'impressione che non fosse di acciaio. Ovviamente non volevamo poi che la
punta si incastrasse nelle piastre di un altro cavallo e per questa ragione
abbiamo usato una tecnica di miscelazione di diverse densità di uretano da
iniettare con una pistola per lo stampaggio a iniezione a bassa pressione. In
questo modo siamo riusciti a realizzare una punta soffice su una piastra dura.
È stato divertente escogitare queste soluzioni tecnico-chimiche per un film di
fantasy medievale.
D: Parteciperete al prossimo film?
Richard Taylor: Spero di sì.
Vorremmo rimanere in questo mondo per il resto della nostra vita, se possibile.
style='font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Verdana;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-font-family:Verdana'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-font-family:Verdana'>