Le cronace di Narnia: interviste - Intervista
Intervista
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>LE CRONACHE DI NARNIA: IL PRINCIPE
CASPIAN
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>Visita al set di Praga, 4-5 giugno
2007
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>Durante la nostra visita al set in
Praga, abbiamo ammirato il castello di Miraz, una delle più maestose
costruzioni mai realizzate per un set cinematografico. In sole 15 settimane,
200 persone hanno costruito il cortile del castello, a grandezza naturale,
utilizzando le strutture a disposizione sul set. Il design del cortile, con
forti influenze mediterranee, è stupendo, grazie anche all'utilizzo di materiali
veri e una maniacale attenzione ai dettagli.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Durante la visita,
abbiamo incontrato il designer della produzione, Roger Ford, con il quale
abbiamo parlato del suo contributo al Principe Caspian e del set più grande che abbia mai realizzato: il cortile
interno del castello del re Miraz.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Il ruolo di designer
della produzione tende ad essere generalmente sottovalutato, ma è proprio il
designer della produzione ad essere responsabile del 'look' del film,
collaborando con gli artisti, i costumisti, gli attrezzisti e tutti gli altri
dipartimenti, per aiutare il regista a conseguire la propria visione. Roger
Ford ha svolto questo ruolo in molti film importanti, fra cui Peter Pan
e Babe, ma per il film di Andrew Adamson, Le cronache di Narnia: il
Leone, la Strega e l'Armadio, ha dovuto mettere una marcia in più. E ora è
impegnato nella sequela: Il Principe Caspian.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>XXX
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>INTERVISTA con: Roger Ford,
designer della produzione
D: Abbiamo sentito che questo è il tuo set preferito. Ci puoi parlare un po'
di cosa ha influenzato la creazione del set?
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Roger Ford:
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'> Beh, è senza dubbio
il più grande che abbia mai realizzato. Abbiamo costruito dei set 'voluminosi'
anche per il secondo film "Babe", ma credo che questo sia il più
grande in assoluto. Ci siamo recati in Francia ad ammirare il castello di
Pierrefonds, per avere un'idea delle dimensioni. Il nostro ragionamento era: i
Telmarini, che dominavano ora in Narnia dopo aver scacciato nella foresta e
massacrato la maggior parte dei Narniani, discendevano dai pirati. Mille anni
fa. Erano pirati naufragati su un'isola, rifugiatisi in una caverna che era
anche il punto di collegamento con Narnia. Questo è l'inizio della storia di
Telmar e dei Telmarini. Telmar è sempre esistita nel primo film, ma
parallelamente a Narnia.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Ci siamo concentrati
sui pirati e su Peter e i bambini, tutti inglesi. E volevano che il Principe
Caspian fosse diverso. Non volevamo un altro gruppo di persone inglesi. Andrew
Adamson (il regista) ha avuto l'idea dell'identità spagnola. La penisola iberica
rientra inoltre maggiormente nell'ideale piratesco. Le influenze per i set
sono quindi spagnole. Abbiamo svolto numerose ricerche e da molti punti di
vista riteniamo che il set sia abbastanza fedele all'iconicità spagnola.
Volevamo inoltre che fosse opprimente. I colori sono quindi abbastanza
deprimenti. E volevamo che fosse immenso. I Telmarini non sono un popolo
particolarmente affabile. Miraz, in particolare. Abbiamo quindi cominciato a
studiare il fascismo e le icone belliche del tempo. Abbiamo sviluppato aquile
di pietra, con influenze riconducibili agli anni '30. Per il simbolo delle
bandiere dei Telmarini, ci siamo rifatti ancora una volta al tema dei pirati e
abbiamo scelto la bussola. Il simbolo è ben evidente in tutto il cortile.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>D: Come sei riuscito
a gestire l'idea di un set di dimensioni così vaste? Da dove hai cominciato?
Avevi un'idea in particolare, che hai poi sviluppato?
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Roger Ford:
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'> Sapevamo che tipo di
dimensioni volevamo, perché Andrew (il regista) aveva visto questo castello in
Francia. Per il film abbiamo utilizzato la cosiddetta 'pre-visualizzazione',
vale a dire la visualizzazione della pellicola su computer, prima ancora che il
set venga costruito. Con la pre-visualizzazione del castello installata sul
computer sin dall'inizio, abbiamo cominciato a elaborare il cortile. Quando
abbiamo iniziato a progettarlo, abbiamo usato le stesse dimensioni utilizzate
per il castello, con il vantaggio di poter aggiungere dettagli, se necessario.
Queste scalinate qui intorno sono state disegnate per la scena del 'raid' nel
film, quando i Narniani cercano di impadronirsi del castello. Sono state
costruite appositamente per il film.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>D: Non è presente
alcun set utilizzato per Il Leone, la Strega e l'Armadio. Quali elementi
hai prelevato dalla precedente pellicola in termini di temi o 'look' del film?
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Roger Ford:
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'> Beh, uno dei set è
lo stesso, ma non si capisce al primo impatto. I bambini arrivano a Narnia.
In questo film, arrivano da una stazione della metropolitana, a Londra. Nel libro,
invece, è una stazione di un paese di campagna. La stazione della metropolitana
sembrava visualmente più interessante. Abbiamo visitato questa stazione in
occasione del primo film. L'effetto delle gallerie nella metropolitana di
Londra è davvero affascinante. Quando ci siamo recati in Nuova Zelanda per
individuare la località in cui i bambini sarebbero 'emersi' in Narnia, abbiamo
scoperto questa bellissima spiaggia, Cathedral Cove, con una galleria scavata
nella roccia, che collega la spiaggia ad un'altra. Abbiamo così questa
fantastica transizione dalla galleria della metropolitana a quella scavata
nella roccia sulla spiaggia in Nuova Zelanda. I bambini guardano in alto e
vedono le rovine sul promontorio. Si avvicinano e infine scoprono che si tratta
di Cair Paravel, il castello dei Narniani nel primo film. Abbiamo quindi dovuto
ricreare la rovina della grande sala di Cair Paravel, su planimetria, sul
promontorio. Ma non è immediatamente riconoscibile come rovina. I bambini non
se ne accorgono fino a quando non si ritrovano nella sala del trono e guardano
in giù, verso le colonne. Questo motivo è stato ripreso dall'ultimo film. Ma
a parte questo, si tratta di un film molto più dark, molto più shakespeariano
per molti versi.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>D: Sebbene si tratti di
una sequela, il mondo è cambiato notevolmente. È ancora Narnia, ma non è Narnia
allo stesso tempo, perché è passato così tanto tempo. Come ti sei regolato da
questo punto di vista per il design?
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Roger Ford:
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'> Sono passati
1000-1200 anni. E il mondo è stato devastato da un brutale esercito invasore e
i Narniani si sono dovuti rifugiare nei boschi. I Telmarini pensano di averli
eliminati, ma non è così, i Narniani sono ancora lì. Abbiamo quindi questo
contrasto fra l'architettura piuttosto tetra dei Telmarini e l'abbattimento
della foresta. Intorno al castello e alla città, i Telmarini hanno
completamente deforestato i terreni. L'atmosfera è deprimente. L'ambiente
nella foresta è invece paradisiaco. Per il ritrovamento di Aslan da parte di
Lucy, il nostro dipartimento agricolturale ha ulteriormente abbellito la
foresta neozelandese. È davvero mozzafiato. Sta cominciando a prendere forma, ora. Sei o sette
querce sono i custodi del Dancing Lawn, una sorta di guardiani. Ed è qui che i
Narniani si riuniscono. Il set è in costruzione, al momento.
D: Ci puoi parlare della collina di Aslan? A cosa ti sei
ispirato?
Roger Ford: Consultiamo sempre le illustrazioni del libro di Pauline
Baynes. Quindi abbiamo pensato: "Dobbiamo fare un film qui. Cosa possiamo fare
per portare il tutto su un altro livello?" Perché i bambini che hanno letto il
libro e visto le illustrazioni siano nuovamente ispirati quando vanno a vedere
il film? Perché pensino che il film sia ancora migliore di quello che
immaginavano? La lotta fra Peter e Miraz ha luogo su una specie di ring. Si
potrebbe pensare: "Ma è davvero una buona idea? A chi potrà mai piacere?"
Abbiamo sviluppato la collina di Aslan per posizionare un tempio in rovina di
fronte al ring. È una sorta di palcoscenico sul quale i due personaggi possono
arrampicarsi, con tanto di rocce e ruderi. Completa e arricchisce la scena, in
modo che non vi siano solo i due personaggi che lottano fra loro. Questo è un
elemento. Andrew ha poi sviluppato la battaglia in modo da non avere solo due
eserciti l'uno di fronte all'altro sulla scena.
D: E come si rapporta tutto questo all'uso del computer?
Roger Ford: In questi casi la pre-visualizzazione è molto utile. Ora
è possibile realizzare schemi e rappresentazioni schematiche dei fotogrammi
della pellicola e dire: "La parte anteriore è un solo passaggio e per questa
parte realizzeremo una miniatura, e per lo sfondo la Nuova Zelanda?". Sappiamo
quindi come sarà il film, prima ancora di realizzarlo. So cosa dovrò fornire e
quale aspetto avranno i particolari aggiuntivi. È solo una questione di
pianificazione.
D: Com'è cambiato il design della produzione da quando hai
iniziato?
Roger Ford: Beh, ora è tutto computerizzato, no? L'ultimo episodio di
Guerre Stellari era tutto uno schermo blu e verde. E allora pensi:
"Avrò ancora un lavoro fra cinque o dieci anni?" (ride). Invece è successo
esattamente l'opposto. Il mio lavoro è diventato molto più interessante e
affascinante proprio per via di queste ulteriori possibilità. Ora è possibile
recarsi in posti che non avremmo potuto utilizzare prima per via magari della
presenza di linee elettriche o nuvole. Ma ora possiamo usare questi paesaggi
perché è possibile eliminare e aggiungere tutti gli elementi che vogliamo. Il
mio lavoro è molto più interessante, entusiasmante e impegnativo. È fantastico.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>D: Perché avete deciso
di spostarvi a Praga? Per via della foresta? O per qualche altro motivo?
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Roger Ford:
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'> Abbiamo considerato
alcuni teatri di posa a Berlino e anche l'Australia. Bisogna prendere in considerazione
tutte le possibilità. Il problema era la data di consegna del film e quindi il
tempo a disposizione per finirlo. Ed eccoci allora in Nuova Zelanda, per tutto
l'inverno e l'estate. Non c'era altra possibilità. Ma non volevamo lavorare in
inverno. Abbiamo cominciato in estate, in Nuova Zelanda, e una volta arrivato
l'inverno, ci siamo dovuti spostare e attendere di nuovo la primavera. Sono
questi i fattori che portano alle decisioni.
D: Ci puoi dire se parteciperai ad altri film della Cronologia?
Roger Ford: No, non penso. Ho trascorso quattro bellissimi anni con
Andrew Adamson. Il prossimo film è già iniziato. E a parte il fatto che quattro
anni di Narnia sono abbastanza lunghi, è stato fantastico e ritengo sia una
bella cosa passare il testimone a un altro team, un nuovo regista e un nuovo
designer.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>XXX
Contenuto
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>LE CRONACHE DI NARNIA: IL PRINCIPE
CASPIAN
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>Visita al set di Praga, 4-5 giugno
2007
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>Durante la nostra visita al set in
Praga, abbiamo ammirato il castello di Miraz, una delle più maestose
costruzioni mai realizzate per un set cinematografico. In sole 15 settimane,
200 persone hanno costruito il cortile del castello, a grandezza naturale,
utilizzando le strutture a disposizione sul set. Il design del cortile, con
forti influenze mediterranee, è stupendo, grazie anche all'utilizzo di materiali
veri e una maniacale attenzione ai dettagli.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Durante la visita,
abbiamo incontrato il designer della produzione, Roger Ford, con il quale
abbiamo parlato del suo contributo al Principe Caspian e del set più grande che abbia mai realizzato: il cortile
interno del castello del re Miraz.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Il ruolo di designer
della produzione tende ad essere generalmente sottovalutato, ma è proprio il
designer della produzione ad essere responsabile del 'look' del film,
collaborando con gli artisti, i costumisti, gli attrezzisti e tutti gli altri
dipartimenti, per aiutare il regista a conseguire la propria visione. Roger
Ford ha svolto questo ruolo in molti film importanti, fra cui Peter Pan
e Babe, ma per il film di Andrew Adamson, Le cronache di Narnia: il
Leone, la Strega e l'Armadio, ha dovuto mettere una marcia in più. E ora è
impegnato nella sequela: Il Principe Caspian.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>XXX
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>INTERVISTA con: Roger Ford,
designer della produzione
D: Abbiamo sentito che questo è il tuo set preferito. Ci puoi parlare un po'
di cosa ha influenzato la creazione del set?
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Roger Ford:
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'> Beh, è senza dubbio
il più grande che abbia mai realizzato. Abbiamo costruito dei set 'voluminosi'
anche per il secondo film "Babe", ma credo che questo sia il più
grande in assoluto. Ci siamo recati in Francia ad ammirare il castello di
Pierrefonds, per avere un'idea delle dimensioni. Il nostro ragionamento era: i
Telmarini, che dominavano ora in Narnia dopo aver scacciato nella foresta e
massacrato la maggior parte dei Narniani, discendevano dai pirati. Mille anni
fa. Erano pirati naufragati su un'isola, rifugiatisi in una caverna che era
anche il punto di collegamento con Narnia. Questo è l'inizio della storia di
Telmar e dei Telmarini. Telmar è sempre esistita nel primo film, ma
parallelamente a Narnia.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Ci siamo concentrati
sui pirati e su Peter e i bambini, tutti inglesi. E volevano che il Principe
Caspian fosse diverso. Non volevamo un altro gruppo di persone inglesi. Andrew
Adamson (il regista) ha avuto l'idea dell'identità spagnola. La penisola iberica
rientra inoltre maggiormente nell'ideale piratesco. Le influenze per i set
sono quindi spagnole. Abbiamo svolto numerose ricerche e da molti punti di
vista riteniamo che il set sia abbastanza fedele all'iconicità spagnola.
Volevamo inoltre che fosse opprimente. I colori sono quindi abbastanza
deprimenti. E volevamo che fosse immenso. I Telmarini non sono un popolo
particolarmente affabile. Miraz, in particolare. Abbiamo quindi cominciato a
studiare il fascismo e le icone belliche del tempo. Abbiamo sviluppato aquile
di pietra, con influenze riconducibili agli anni '30. Per il simbolo delle
bandiere dei Telmarini, ci siamo rifatti ancora una volta al tema dei pirati e
abbiamo scelto la bussola. Il simbolo è ben evidente in tutto il cortile.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>D: Come sei riuscito
a gestire l'idea di un set di dimensioni così vaste? Da dove hai cominciato?
Avevi un'idea in particolare, che hai poi sviluppato?
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Roger Ford:
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'> Sapevamo che tipo di
dimensioni volevamo, perché Andrew (il regista) aveva visto questo castello in
Francia. Per il film abbiamo utilizzato la cosiddetta 'pre-visualizzazione',
vale a dire la visualizzazione della pellicola su computer, prima ancora che il
set venga costruito. Con la pre-visualizzazione del castello installata sul
computer sin dall'inizio, abbiamo cominciato a elaborare il cortile. Quando
abbiamo iniziato a progettarlo, abbiamo usato le stesse dimensioni utilizzate
per il castello, con il vantaggio di poter aggiungere dettagli, se necessario.
Queste scalinate qui intorno sono state disegnate per la scena del 'raid' nel
film, quando i Narniani cercano di impadronirsi del castello. Sono state
costruite appositamente per il film.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>D: Non è presente
alcun set utilizzato per Il Leone, la Strega e l'Armadio. Quali elementi
hai prelevato dalla precedente pellicola in termini di temi o 'look' del film?
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Roger Ford:
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'> Beh, uno dei set è
lo stesso, ma non si capisce al primo impatto. I bambini arrivano a Narnia.
In questo film, arrivano da una stazione della metropolitana, a Londra. Nel libro,
invece, è una stazione di un paese di campagna. La stazione della metropolitana
sembrava visualmente più interessante. Abbiamo visitato questa stazione in
occasione del primo film. L'effetto delle gallerie nella metropolitana di
Londra è davvero affascinante. Quando ci siamo recati in Nuova Zelanda per
individuare la località in cui i bambini sarebbero 'emersi' in Narnia, abbiamo
scoperto questa bellissima spiaggia, Cathedral Cove, con una galleria scavata
nella roccia, che collega la spiaggia ad un'altra. Abbiamo così questa
fantastica transizione dalla galleria della metropolitana a quella scavata
nella roccia sulla spiaggia in Nuova Zelanda. I bambini guardano in alto e
vedono le rovine sul promontorio. Si avvicinano e infine scoprono che si tratta
di Cair Paravel, il castello dei Narniani nel primo film. Abbiamo quindi dovuto
ricreare la rovina della grande sala di Cair Paravel, su planimetria, sul
promontorio. Ma non è immediatamente riconoscibile come rovina. I bambini non
se ne accorgono fino a quando non si ritrovano nella sala del trono e guardano
in giù, verso le colonne. Questo motivo è stato ripreso dall'ultimo film. Ma
a parte questo, si tratta di un film molto più dark, molto più shakespeariano
per molti versi.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>D: Sebbene si tratti di
una sequela, il mondo è cambiato notevolmente. È ancora Narnia, ma non è Narnia
allo stesso tempo, perché è passato così tanto tempo. Come ti sei regolato da
questo punto di vista per il design?
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Roger Ford:
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'> Sono passati
1000-1200 anni. E il mondo è stato devastato da un brutale esercito invasore e
i Narniani si sono dovuti rifugiare nei boschi. I Telmarini pensano di averli
eliminati, ma non è così, i Narniani sono ancora lì. Abbiamo quindi questo
contrasto fra l'architettura piuttosto tetra dei Telmarini e l'abbattimento
della foresta. Intorno al castello e alla città, i Telmarini hanno
completamente deforestato i terreni. L'atmosfera è deprimente. L'ambiente
nella foresta è invece paradisiaco. Per il ritrovamento di Aslan da parte di
Lucy, il nostro dipartimento agricolturale ha ulteriormente abbellito la
foresta neozelandese. È davvero mozzafiato. Sta cominciando a prendere forma, ora. Sei o sette
querce sono i custodi del Dancing Lawn, una sorta di guardiani. Ed è qui che i
Narniani si riuniscono. Il set è in costruzione, al momento.
D: Ci puoi parlare della collina di Aslan? A cosa ti sei
ispirato?
Roger Ford: Consultiamo sempre le illustrazioni del libro di Pauline
Baynes. Quindi abbiamo pensato: "Dobbiamo fare un film qui. Cosa possiamo fare
per portare il tutto su un altro livello?" Perché i bambini che hanno letto il
libro e visto le illustrazioni siano nuovamente ispirati quando vanno a vedere
il film? Perché pensino che il film sia ancora migliore di quello che
immaginavano? La lotta fra Peter e Miraz ha luogo su una specie di ring. Si
potrebbe pensare: "Ma è davvero una buona idea? A chi potrà mai piacere?"
Abbiamo sviluppato la collina di Aslan per posizionare un tempio in rovina di
fronte al ring. È una sorta di palcoscenico sul quale i due personaggi possono
arrampicarsi, con tanto di rocce e ruderi. Completa e arricchisce la scena, in
modo che non vi siano solo i due personaggi che lottano fra loro. Questo è un
elemento. Andrew ha poi sviluppato la battaglia in modo da non avere solo due
eserciti l'uno di fronte all'altro sulla scena.
D: E come si rapporta tutto questo all'uso del computer?
Roger Ford: In questi casi la pre-visualizzazione è molto utile. Ora
è possibile realizzare schemi e rappresentazioni schematiche dei fotogrammi
della pellicola e dire: "La parte anteriore è un solo passaggio e per questa
parte realizzeremo una miniatura, e per lo sfondo la Nuova Zelanda?". Sappiamo
quindi come sarà il film, prima ancora di realizzarlo. So cosa dovrò fornire e
quale aspetto avranno i particolari aggiuntivi. È solo una questione di
pianificazione.
D: Com'è cambiato il design della produzione da quando hai
iniziato?
Roger Ford: Beh, ora è tutto computerizzato, no? L'ultimo episodio di
Guerre Stellari era tutto uno schermo blu e verde. E allora pensi:
"Avrò ancora un lavoro fra cinque o dieci anni?" (ride). Invece è successo
esattamente l'opposto. Il mio lavoro è diventato molto più interessante e
affascinante proprio per via di queste ulteriori possibilità. Ora è possibile
recarsi in posti che non avremmo potuto utilizzare prima per via magari della
presenza di linee elettriche o nuvole. Ma ora possiamo usare questi paesaggi
perché è possibile eliminare e aggiungere tutti gli elementi che vogliamo. Il
mio lavoro è molto più interessante, entusiasmante e impegnativo. È fantastico.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>D: Perché avete deciso
di spostarvi a Praga? Per via della foresta? O per qualche altro motivo?
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'>Roger Ford:
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana;color:black'> Abbiamo considerato
alcuni teatri di posa a Berlino e anche l'Australia. Bisogna prendere in considerazione
tutte le possibilità. Il problema era la data di consegna del film e quindi il
tempo a disposizione per finirlo. Ed eccoci allora in Nuova Zelanda, per tutto
l'inverno e l'estate. Non c'era altra possibilità. Ma non volevamo lavorare in
inverno. Abbiamo cominciato in estate, in Nuova Zelanda, e una volta arrivato
l'inverno, ci siamo dovuti spostare e attendere di nuovo la primavera. Sono
questi i fattori che portano alle decisioni.
D: Ci puoi dire se parteciperai ad altri film della Cronologia?
Roger Ford: No, non penso. Ho trascorso quattro bellissimi anni con
Andrew Adamson. Il prossimo film è già iniziato. E a parte il fatto che quattro
anni di Narnia sono abbastanza lunghi, è stato fantastico e ritengo sia una
bella cosa passare il testimone a un altro team, un nuovo regista e un nuovo
designer.
style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'>XXX