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E tu vivrai nel terrore

E tu vivrai nel terrore

Voto in archivio 6.00/10

Trama

S’inizia con un antefatto. Louisiana, USA, 1927: in un piccolo hotel vicino a un lago alcuni uomini murano vivo un pittore, accusandolo di stregoneria, mentre una ragazza sta leggendo un fantomatico libro di Eibon che parla delle sette porte dell’inferno sulla terra. L’azione si sposta nel presente, dove Lisa sta restaurando l’hotel maledetto che ha ereditato. Da subito si verificano fatti tragici: un operaio cade dall’impalcatura, dopo avere visto qualcosa nella casa, l’idraulico è trovato morto nel sotterraneo e Lisa comincia a avere terribili allucinazioni. Insieme a una ragazza cieca e a un medico Lisa vivrà un incubo popolato di zombi che alla fine la porterà nell’oltretomba.

Recensione

Voto dell'autore: 6.0/10

(1979) e Paura nella città dei morti viventi (1980), questo film non dirà niente di nuovo; anzi, stavolta Fulci ha depredato a piene mani i capolavori argentiani. E tu vivrai nel terrore: L’aldilà sembra un miscuglio storpiato di Inferno (1980) e Suspiria (1977) con una trama ridotta all’osso. In questa strampalata storia di zombi Fulci tenta di riproporre un’entità maligna che viene da un putrido sotterraneo, rammentandoci quell’asse basso-alto che ha reso unico l’Inferno argentiano. Inoltre la scenografia interna sembra una versione malriuscita di quella di Suspiria, di cui alcune scene sono una spudorata copiatura (il cane “posseduto” che azzanna alla gola la ragazza cieca), mentre i dialoghi sono troppo scontati. Forse la filosofia che sta dietro questo film è svelata nel finale, quando la ragazza e il medico giungono nel regno dei morti. Chissà, forse Fulci ha voluto variare un po’ il suo background
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