Salta al contenuto
Esplora questa sezione

L'Arcano Incantatore

L'Arcano Incantatore

Voto in archivio 9.00/10

Opinioni sul film

Trama

Bologna, XVIII secolo: un sacerdote si reca da una “vittima del maligno”, per ascoltare un’incredibile storia. Un giovane seminarista, responsabile di una gravidanza con aborto, fu cacciato dal capitolo di Bologna e per non fare pesare ancora di più le conseguenze del suo gesto scellerato, decise di fuggire dallo Stato della Chiesa. Tramite una misteriosa fattucchiera fu mandato da un monsignore spretato, noto come l’arcano incantatore, dopo un giuramento di sangue. Il ragazzo giunse dal monsignore per sostituire Nerio, il segretario deceduto da poco e su cui circolavano brutte voci. Il monsignore lo rese partecipe di strani esperimenti esoterici e gli rivelò i suoi studi occulti che gli costarono la cacciata dal capitolo di S. Bartolomeo. Mentre di giorno il monsignore gli dettava dei codici numerici da inviare a un misterioso destinatario, una notte il ragazzo vide una presenza arcana attraversare la biblioteca e poi sparire nel nulla. Nei giorni successivi alcune voci lo resero inquieto e chiese rassicurazioni al monsignore che gli disse che erano solo dicerie dovute all’ignoranza. Una notte un inviato del Sant’Uffizio rivelò al giovane seminarista che il suo ruolo di segretario in quel luogo faceva parte di un piano della Curia per indagare sulle attività del monsignore. Prima di andarsene lo pregò di scoprire il libro da cui provenivano i messaggi cifrati che il monsignore inviava, e che segretamente erano intercettati dalle autorità ecclesiastiche, in cambio del ritiro della spretatura. Il giovane segretario cominciò a informarsi sul suo predecessore e scoprì che fu il monsignore a esigere la sepoltura di Nerio in terra sconsacrata. Una notte riesumò il corpo di Nerio e lo portò dal parroco del paese, ma scoprì che il cadavere era quello del monsignore. Il segretario corse al castello e scoprì che l’impostore è proprio Nerio e che tramite i codici cifrati della Pseudo-monarchia dæmonium era in contatto con un adoratore del maligno. Il ragazzo fuggì, ma si accorse troppo tardi che la persona con cui aveva stretto il patto di sangue era proprio Nerio.

Recensione

Voto dell'autore: 9.0/10

Per la terza volta Avati ha fatto centro! Nonostante siano passati 13 anni dal suo ultimo horror, il regista bolognese non ha perso per niente la sua abilità nel riproporre un provincialismo che inquieta e spaventa, anche se qui è spostato indietro nel tempo. Come dice la presentazione, L’arcano incantatore è “una foto esoterica delle nostre campagne”. Se in La casa dalle finestre che ridono (1976) e Zeder (1983) Avati si è soffermato su un male di origine umana, qui ci ripropone lo stesso, ma con un occhio di riguardo per l’esoterico e il soprannaturale. Anche qui comunque gli ingredienti avatiani ci sono tutti: il desiderio di “superare” la morte, il conflitto scienza-fede e un ambiente intriso di paura e superstizione che inconsapevolmente apre le porte al male umano o soprannaturale. Forse la cosa più bizzarra è che tutto il film si basa su un flashback narrato e il finale (l’unico ritorno al presente) lascia l’impressione di qualcosa d’incompleto. Comunque è un grande film e merita di essere visto, soprattutto se avete apprezzato i precedenti “viaggi” di Avati nell’horror. Nell’Arcano incantatore si potrebbe vedere anche una “sintesi” di La casa dalle finestre che ridono (l’ermafroditismo di Nerio) e Zeder (il ritorno dall’aldilà).