Loop
Autore:
Anna Maria Pelella
Tipo:
Recensione di:
Voto:
3,0/10
Loop di Koji Suzuki
Ed. Nord
Prezzo: 16,50
Pag. 333
Traduzione di Chiara Salina
Kaoru Futami un giovane particolarmente sveglio. Figlio di uno scienziato che da giovane si era occupato del progetto Loop, Kaoru mette a frutto le sue doti interessandosi di anomalie gravitazionali e siti di longevit. Ma quando suo padre si ammala di una misteriosa forma di cancro, che affligge un numero sempre maggiore di persone in Giappone, Kaoru si trova di fronte ad un enigma che sembra sfidare le sue capacit di raziocinio.
Quando anni fa comparve sulla scena letteraria col primo romanzo della serie Ring, Koji Suzuki fu salutato come l'innovatore dell'horror nipponico. Il romanzo e le successive trasposizioni cinematografiche fecero il giro del mondo, dando una nuova visibilit all'horror di provenienza giapponese. Ring in effetti un romanzo innovativo e molte delle intuizioni sviluppate dall'autore sono state riprese ed ampliate successivamente da scrittori di altre nazionalit.
Ma se per Ring si poteva parlare di innovazione, gi nel successivo Spiral, l'aria che tira un po' meno innovativa; la trama risulta leggermente forzata e l'iperbole di fondo, gi pesante in Ring, qua assume connotati grotteschi. Sadako Yamamura diventa una cosa a met tra una macchietta ed il concetto archetipo della Grande Madre. E le sue vittime, prima tra tutte Takayama entrano ed escono dalla morte come fosse una camera d'albergo. Quello che a questo punto sarebbe stato auspicabile, una chiusura dignitosa della serie, viene comunque rifiutata esponendo l'autore al ridicolo di una trama che, per la prima volta nella storia della letteratura diventa il cancro che descrive. In una sorta di rovesciamento alla Matrix assistiamo attoniti al passaggio del protagonista nel mondo di Loop, che scopriamo essere quello in cui Ring si esteso, dove la sua identit assume nuove connotazioni... Inoltre la noia che prende chiunque non sia uno studioso di Dna rende la lettura assai ostica. Il tentativo di fornire una spiegazione laddove non necessario riduce il tutto ad un operazione forzata, che toglie il poco di fascino rimasto dopo le manipolazioni gi superflue di Spiral. La prosa risulta appesantita da una verbosit non strettamente necessaria, se non nell'ottica di un'aumento del numero delle pagine. Nel complesso direi che di questo seguito si poteva tranquillamente fare a meno.