L'Orrore dietro l'angolo

Ed. Magnetica Pag. 148 Giugno 2007 Questa antologia andrebbe letta. Non si tratta di un'antologia di autori famosi, non ha nulla di glamour, n di pubblicizzato fino alla noia affinch chi la veda debba per forza decidere di non poterne fare a meno. Questa un'antologia minimale, ma cattiva. E' cattiva perché vera, ci sono racconti che ti lasciano un senso di gelo, altri che ti spingono a farti domande, qualcuna ti da persino una qualche risposta, ma non quella che ti aspettavi. Si tratta di una raccolta che trasuda coraggio, quello dell'esordiente che non ha nulla da perdere, e che quindi parla. E dato che si tratta di un'antologia che si chiama L'Orrore dietro l'angolo, che orrore sia. E proprio di quello si tratta per l'appunto, orrore non thriller o noir, tutti genere dignitosi certo, ma quasi mai innovativi. Da che esiste la letteratura di genere dall'orrore e dalla fantascienza che viene l'innovazione. E qua siamo in presenza di nuovi modi per mettere orrore, non semplicemente spaventare, fare proprio orrore, con elementi semplici, quotidiani, che dovrebbero esser rassicuranti ma che invece fanno da volano per le angosce sotterranee che da anni non trovano più cantori genuini, salvo rari casi di coraggio misto al menefreghismo che distingue il vero artista dal mercenario. E' dalla coraggiosa scelta di www.scheletri.com che questa raccolta vede la luce, si tratta di un concorso letterario in collaborazione con Magnetica edizioni, che premia i migliori racconti con la pubblicazione. E per la verit i lavori presenti sono tutti degni di pubblicazione, qualcuno ingenuo, altri più smaliziati, ma tutti molto avanti, sia nel coraggio che nell'esposizione mai influenzata da mode americane importate nell'ultim'ora. Non so bene cosa augurare a questi nuovi coraggiosi cantori dell'orrore post globalizzazione, magari di custodire gelosamente questa identit di innovazione che si distingue per la coraggiosa scelta di non imitare, anche a costo di rinunciare al clamore splatter di tradizione americana che poco ci appartiene e troppo ci condiziona.