E’ proprio vero che in America c’è il
meglio e il peggio di tutto: chi se lo
aspettava che il primo film sulla
pedofilia (dalla parte del pedofilo) lo
girassero i puritanissimi Americani? La
regista esordiente Nicole Kassel,
ispirandosi a un testo teatrale, ha
avuto il coraggio di affrontare un tema
tabù, sgradevole e oltremodo rischioso.
Naturalmente però l’Academy Awards ha
totalmente ignorato il film
nell’indicare le nominations agli Oscar
(e come dubitare che Kevin Bacon e Kyra
Sedgwick le avrebbero di diritto
meritate?).
Un film teso, lucido, emozionante, senza
inutili digressioni e che non lascia un
attimo di tregua allo spettatore. Un
film dove le scene di sesso non sono
finalmente un inutile di più ma
essenziali al racconto, un film dove
(udite udite) la protagonista (un
personaggio bellissimo) fuma in
continuazione senza che vi siano le
solite battute-crociata a cui il cinema
americano ci ha stancamente abituato.
Un film da vedere in compagnia per
discutere, un film che fa riflettere
sulle parti più segrete del nostro io,
un film che pone l’interrogativo se
esistano veramente "i mostri", un film
che sottolinea le pecche della nostra
società evidenziando le responsabilità
di noi tutti.