Mad City: Assalto alla Notizia

Mad City: Assalto alla Notizia
Voto: 5,0/10

Trama

Un giornalista (interpretato da Dustin Hofmann) è mandato dal suo capo a fare un servizio sul licenziamento di alcuni dipendenti del museo di storia naturale. Mentre raccoglie informazioni, un ex-dipendente (interpretato da John Travolta) entra con un fucile e una borsa di dinamite. Nel museo scoppia il panico, quando l’ex-dipendente spara per sbaglio a una guardia e la ferisce. Il giornalista, rimasto chiuso dentro il museo insieme alla direttrice e a una scolaresca, cerca di sfruttare l’occasione per fare uno scoop sensazionale che lo rivaluti di fronte a colleghi e superiori. Così, mentre fuori dal museo un’orda di giornalisti, poliziotti e curiosi accorre per “partecipare” a questo fatto spettacolare, il giornalista insegna all’ex-dipendente come comportarsi e cosa dire per impressionare l’opinione pubblica durante le trattative per il rilascio degli ostaggi. Ovviamente il giornalista lo fa per assicurarsi l’esclusiva di uno scoop sensazionale. Ma stando vicino al presunto “cattivo”, il giornalista si rende conto di come i media se lo stiano giocando. Alla fine l’ex-dipendente, che voleva solo il suo vecchio lavoro, si trasforma in un vero e proprio “mostro”. Mentre il giornalista esce dal museo, l’edificio esplode alle sue spalle. I media hanno ottenuto il mostro che volevano.

Recensione

"Mad city"è l’ennesima critica feroce ai media che, affamati di scoop sempre più morbosi, creano mostri da dare al pubblico. L’argomento non è nuovo, anzi dello stesso anno è "Sesso & potere"di Barry Levinson (tra l’altro anch’esso interpretato da Hofmann). Costa-Gravas ci mostra un giornalista ambizioso che a un certo punto inverte la rotta. Si rende conto che i media stanno lentamente distruggendo la vita di un semplice disoccupato, la cui unica richiesta è di essere ri-assunto. Oltre all’accusa rivolta ai media, il film presenta l’opinione pubblica come uno stormo di avvoltoi intorno a un cadavere: la banalità ripresa con telecamera diventa un dibattito nazionale che coinvolge l’intero paese dove ognuno, gruppo o singolo, deve dire la sua. A parte la solita riflessione sul potere mediatico e sul travisamento della realtà tramite la TV, "Mad city"è un film lento, noioso e senza particolari colpi di scena, anche per il suo genere.