style='font-size:14.0pt;font-family:"Bookman Old Style"'>
style='font-size:14.0pt;font-family:"Bookman Old Style"'>
Persepolis
style='font-size:14.0pt;font-family:"Bookman Old Style"'>
style='font-size:14.0pt;font-family:"Bookman Old Style"'>
style='font-size:14.0pt;font-family:"Arial Narrow";font-weight:normal'>un film
di
style='font-size:18.0pt;font-family:"Arial Narrow"'>Marjane Satrapi e Vincent
Paronnaud
style='font-size:14.0pt;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:14.0pt;font-family:"Bookman Old Style"'>Festival di Cannes
style='font-size:14.0pt;font-family:"Bookman Old Style"'>Premio della Giuria
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Uscita 29 febbraio
style='font-size:8.0pt;font-family:"Bookman Old Style";font-weight:normal'>
style='font-size:8.0pt;font-family:"Bookman Old Style";font-weight:normal'>
style='font-size:18.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:18.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>CAST
TECNICO
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>SCRITTO E
DIRETTO DA??????????.Marjane SATRAPI e Vincent PARONNAUD
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>TRATTO DAI
ROMANZI A FUMETTI ORIGINALI DI??????????Marjane SATRAPI
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>PRODOTTO
DA??????????????...Marc-Antoine ROBERT e Xavier RIGAULT
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>PRODUTTORE
ASSOCIATO???????????????????Kathleen KENNEDY
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>MUSICA
ORIGINALE?????????????????????..??...Olivier BERNET
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>DIREZIONE
ARTISTICA???????????????????????.Marc JOUSSET
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>MONTAGGIO/COMPOSIZIONE???????????????????Stéphane
ROCHE
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>COORDINATORE
ANIMAZIONE????????????????.Christian DESMARES
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>1°
AIUTO-REGISTA??????????????????????.Denis WALGENWITZ
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>SCENOGRAFIA???????????????????????????..Marisa
MUSY
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>TRACCIA??????????????????????????????Franck
MIYET
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>AIUTO
ANIMAZIONE????????????????????????.Thierry PERES
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>LAYOUT???????????????????????????????.Jing
WANG
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>DIRETTORE
DI PRODUZIONE PER L'ANIMAZIONE???????????.Oliver BIZET
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>SUONO??????????????????????????????Thierry
LEBON
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>STUDIO DI
ANIMAZIONE??????????????????????...PERSEPROD
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>DURATA???????????????????????????????????..95'
style='font-family:"Arial Narrow"'>JE SUIS BIEN CONTENT (MARC JOUSSET) -
PUMPKIN 3D (PASCAL CHEVE', LOUIS VIAU)
style='font-family:"Arial Narrow"'>una produzione 2.4.7. FILMS
style='font-family:"Arial Narrow"'>co-prodotta da
style='font-family:"Arial Narrow"'>FRANCE
style='font-family:"Arial Narrow"'>3 CINEMA, THE KENNEDY / MARSHALL COMPANY, FRANCE CONNECTION ANIMATIONS
style='font-family:"Arial Narrow"'>DIAPHANA DISTRIBUTION in associazione con
CELLULOID DREAMS ? SONY PICTURE CLASSICS
style='font-family:"Arial Narrow"'>les SOFICA EUROPACORP et SOFICINEMA.
style='font-family:"Arial Narrow"'>In collaborazione con CENTRE NATIONAL DE LA CINEMATOGRAPHIE
style='font-family:"Arial Narrow"'>e il sostegno di LA REGION ILE-DE-FRANCE
style='font-family:"Arial Narrow"'>FONDATION GROUPAMA GAN POUR LE CINEMA ? LA PROCIREP ? L'ANGOA
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:18.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='text-decoration:none'>
style='font-size:18.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='text-decoration:none'>
style='font-size:18.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>Sinossi
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Persepolis
style='font-family:"Arial Narrow"'> è il racconto intenso e avvincente della
maturazione di una ragazzina in Iran, durante la rivoluzione islamica. E'
attraverso gli occhi di una bambina di nove anni, la precoce ed estroversa
Marjane, che vediamo distrutte le speranze di un popolo quando i fondamentalisti
prendono il potere imponendo il velo alle donne e imprigionando migliaia di
oppositori. Intelligente e impavida, la piccola Marjane aggira il controllo sociale dei "tutori dell'ordine" scoprendo il punk, gli
ABBA e gli Iron Maiden. Ma dopo l'insensata esecuzione di suo zio e sotto i
bombardamenti della guerra Iraq/Iran, la paura diventa una realtà quotidiana
con cui fare i conti.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Crescendo, Marjane si fa sempre più
temeraria, e i genitori temono per la sua sicurezza. Così, quando compie 14
anni, decidono di mandarla a studiare in Austria. Vulnerabile e sola in un
paese lontano, Marjane si trova ad affrontare i problemi dell'adolescenza. Nel
frattempo, deve anche combattere i pregiudizi di chi la identifica proprio con
quel fondamentalismo religioso e quell'estremismo che l'hanno costretta a
fuggire. Col tempo riesce a farsi accettare e incontra perfino l'amore, ma dopo
il liceo si ritrova da sola e con una gran nostalgia di casa.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Benché questo significhi mettersi il velo e
vivere sotto una dittatura, Marjane decide di tornare in Iran per stare con la
sua famiglia. Dopo un difficile periodo di adattamento, entra in un Istituto
d'arte e poi si sposa, senza mai smettere di denunciare le ipocrisie di cui è
testimone. A 24 anni, però, pur sentendosi profondamente iraniana, capisce di
non poter più vivere in Iran. E' così che prende la drammatica decisione di
lasciare il proprio paese per la Francia, piena di speranze per il proprio
futuro, ma segnata in modo indelebile dal proprio passato.
clear=all style='page-break-before:always'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>MARJANE
SATRAPI
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Marjane Satrapi è nata nel 1969. E'
cresciuta a Teheran, dove ha frequentato la Scuola Francese e ha proseguito gli studi a Vienna, prima di stabilirsi in Francia nel 1994.
style='font-family:"Arial Narrow"'>A Parigi, alcuni colleghi disegnatori
l'hanno introdotta all'Atelier des Vosges, studio d'arte che raccoglieva i
migliori fumettisti contemporanei.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Nel suo primo romanzo a fumetti, Persepolis
1, pubblicato in Francia da L'Association nel novembre 2000, Marjane ha
raccontato la storia dei primi dieci anni della sua vita, fino al rovesciamento
del regime dello Scià e allo scoppio della guerra Iraq-Iran. In Persepolis 2,
pubblicato nell'ottobre 2001, racconta la guerra Iraq-Iran e gli anni della sua adolescenza fino alla sua partenza per Vienna, all'età
di 14 anni. In Persepolis 3 e Persepolis 4 descrive il suo esilio in Austria e
il ritorno in Iran.
style='font-family:"Arial Narrow"'>In seguito, ha pubblicato Taglia e cuci (Broderies)
e Pollo alle prugne (Poulet aux Prunes ).
Persepolis
style='font-family:"Arial Narrow"'>, scritto e diretto con Vincent Paronnaud, è
il suo primo lungometraggio.
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>Intervista
a Marjane Satrapi
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Ha tratto un film dal suo romanzo a fumetti
perché aveva l'impressione che la storia non fosse ancora conclusa?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Credo che sia stata la mia collaborazione
con Vincent (Paronnaud) a rendere possibile questo film. Quando i miei romanzi
a fumetti sono stati pubblicati hanno avuto subito successo, e ho ricevuto
diverse offerte per farne un adattamento, soprattutto dopo l'uscita negli Stati
Uniti. Mi hanno addirittura proposto progetti come una serie-tv alla Beverly
Hills 90210 e un film con Jennifer Lopez nel ruolo di mia madre e Brad Pitt
nel ruolo di mio padre ? cose del genere! Assurdo.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Per la verità, erano passati quattro anni da
quando avevo scritto e disegnato Persepolis, e consideravo chiuso il
discorso. Ma poi, parlando del progetto cinematografico con Vincent, ho capito
che oltre ad avere l'opportunità di lavorare con lui, avrei potuto cimentarmi
in qualcosa di completamente nuovo. Dopo aver scritto romanzi a fumetti, libri
per bambini, strisce di fumetti per quotidiani, eccetera, mi sembrava di essere
entrata in una fase di transizione. Non volevo fare un film da sola e sentivo
che l'unico con cui avrei potuto farlo era Vincent. Lui ha aderito subito,
entusiasta quanto me di affrontare questa sfida. Ho capito che ci saremmo
divertiti. A volte sono le piccole cose a portare a una decisione. Siccome già
conoscevo Marc-Antoine Robert (produttore), abbiamo cominciato a lavorare
insieme. Tutto qui!
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Sapeva dall'inizio che sarebbe stato un
film di animazione e non di azione dal vivo?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Sì. Pensavo che l'azione dal vivo non
avrebbe avuto lo stesso carattere di universalità. Sarebbe diventata una storia
di persone che vivono in un paese lontano, e che non ci somigliano affatto.
Nel migliore dei casi, sarebbe stata una storia esotica e nel peggiore una
storia del "terzo mondo". I libri sono stati un successo in tutto il mondo perché i disegni erano astratti, in bianco e nero. Io credo che questo abbia aiutato i
lettori ad avvicinarsi a questa storia, che potrebbe essere ambientata in Cina,
Israele, Cile o Corea, perché è una storia universale.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Persepolis ha anche momenti onirici e i disegni aiutano a dare
continuità e coerenza alla storia; ma anche il bianco e nero (ho sempre paura che il colore possa diventare volgare) è servito in questo
senso, come pure l'astrazione dell'ambientazione e degli sfondi. Vincent ed io
pensavamo che proprio questo rendesse la sfida ancora più intrigante e avvincente,
da un punto di vista artistico, estetico.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Che cosa l'ha spinta a chiedere a Paronnaud
di dividere lo studio con lei, 6 anni fa?
style='font-family:"Arial Narrow"'>All'epoca, non lo conoscevo ancora di
persona. Avevo visto i suoi disegni a casa di un amico e avevo pensato: "Dovresti
tagliargli le dita a questo qui, per impedirgli di disegnare!" Il suo lavoro
era semplicemente fantastico. C'è qualcosa di totalmente esagerato e eccessivo
nel suo stile e al tempo stesso di nobile e dignitoso.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Avevo anche visto due suoi corti che aveva
realizzato con Cizo (Lyonnel Mathieu), O' Boy, What Nice Legs e Raging
Blues, che mi erano piaciuti molto.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>In che modo vi completate a vicenda?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quando dividevamo lo stesso studio,
disegnavamo insieme. Abbiamo stili diversi, che però si combinano perfettamente.
Veniamo da paesi, culture e ambienti completamente diversi, ma siamo sempre
stati sulla stessa lunghezza d'onda. Si potrebbe dire che insieme abbiamo
smontato il concetto di "scontro di civiltà". Io sono una persona espansiva,
lui è piuttosto introverso, ma quando si tratta di disegnare, di lavorare
insieme, la situazione si rovescia. Nei tre anni in cui abbiamo lavorato
insieme senza sosta, non abbiamo avuto un solo litigio, anche se siamo stati
sempre molto onesti l'uno con l'altro.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Ha avuto difficoltà a scegliere il materiale
dei quattro romanzi che voleva inserire nel film?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Scrivendo i libri, ho dovuto ripercorrere 16
anni della mia vita, comprese le cose che avrei decisamente preferito
dimenticare. E' stato un processo molto doloroso. Avevo il terrore di cominciare
a scrivere la sceneggiatura e non avrei potuto farlo da sola. La parte più
difficile è stato cominciare e prendere le distanze dalla storia in prima
persona. Abbiamo dovuto ripartire da zero per creare qualcosa di diverso, ma
con lo stesso materiale. E' un lavoro a sé stante: non aveva senso filmare una
sequenza di strisce. La gente pensa che un romanzo a fumetti sia come lo
storyboard di un film, ma non è affatto così. Nel romanzo a fumetti, il
rapporto tra lo scrittore e il lettore è partecipativo. Nel cinema, il
pubblico è passivo ? perché un film è fatto di movimento, sonoro, musica,
quindi la struttura narrativa e il contenuto sono molto diversi.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Vi siete trovati d'accordo fin dall'inizio,
su quello che doveva essere lo stile visuale del film?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Sì, credo che potrebbe essere definito
"realismo stilizzato", perché volevamo che il disegno fosse assolutamente
aderente alla realtà, non come un cartone animato. Quindi, a differenza di
quanto avviene in un cartone, non avevamo grandi margini in fatto di
espressioni facciali e di movimento. E' quello che ho cercato di trasmettere ai
disegnatori e agli animatori.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Io sono sempre stata ossessionata dal
neorealismo italiano e dall'espressionismo tedesco, e alla fine ho capito perché:
sono scuole di cinema post-bellico. Nella Germania del secondo dopoguerra,
l'economia era così devastata che i cineasti non potevano permettersi di girare
in esterni, e giravano in studio usando atmosfere e forme geometriche di
grande impatto visivo. Nell'Italia del dopoguerra la situazione era la stessa,
ma la soluzione adottata inversa: per mancanza di soldi, si giravano i film
per le strade e con attori sconosciuti. In entrambe queste due scuole, però, trovi
quel tipo di speranza di chi ha vissuto una guerra e una grande disperazione.
Io stessa vengo da una scuola post-bellica, avendo vissuto gli 8 anni della
guerra Iraq/Iran.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Il film è una combinazione di cose diverse:
l'espressionismo tedesco e il neo-realismo italiano. Propone scene estremamente
crude e realistiche, in un contesto estremamente stilizzato, con immagini che a
volte sfiorano l'astratto. Siamo stati anche influenzati da alcuni elementi di
film che abbiamo amato entrambi, come il ritmo serrato del film di Scorsese Quei
bravi ragazzi .
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quando è arrivato il momento delle riprese,
come vi siete divisi il lavoro, con Vincent e il direttore artistico Marc
Jousset?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Avevamo bisogno di qualcuno che avesse una
visione d'insieme, qualcuno in grado di supervisionare tutte le fasi delle
riprese. Vincent ha proposto Marc Jousset, perché aveva lavorato con lui in Raging
Blues. Marc era l'unico che capisse che cosa volevamo fare. Io ho scritto
la trama e poi con Vincent abbiamo scritto e discusso la sceneggiatura.
Dopodiché, Vincent si è occupato delle scenografie, delle riprese vere e
proprie, dei materiali di scena, dei personaggi e di quello che succedeva
all'interno di ogni singola scena. Comunque, ognuno di noi poteva intervenire
in tutte le fasi delle riprese. Ora, faccio fatica a distinguere dove comincia
il suo lavoro e dove finisce il mio e viceversa. Ci siamo completati, in poche
parole.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Si tratta di un film con molti personaggi?
style='font-family:"Arial Narrow"'>600 diversi personaggi? è una cosa piuttosto
insolita! Li ho disegnati tutti io, di fronte e di profilo. Dopodiché,
disegnatori e animatori li hanno disegnati da tutte le angolazioni,
sviluppando espressioni facciali e movimenti. Per aiutarli, mi sono fatta
riprendere mentre recitavo le scene. E' stata la chiave per mantenere intatta
l'emozione e per trovare il giusto equilibrio tra sobrietà e fantasia. Ho
avuto anche il compito ingrato di coreografare la scena di "Eye of the Tiger",
il brano tratto dal film Rocky?
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>E' stato difficile, per lei, vedere altri
disegnatori interpretare i suoi disegni e disegnare tante volte la sua faccia?
style='font-family:"Arial Narrow"'>E' una sensazione strana. Un tuo disegno è
come un figlio e all'improvviso scopri che è di tutti! Non hanno
reinterpretato solo i miei disegni e i miei personaggi, ma anche la mia faccia
e la mia storia. A differenza di Vincent, io avevo sempre lavorato da sola,
avevo perfino il mio angolino, nello studio, quindi potete immaginare come mi
sono sentita quando ho visto la mia faccia dappertutto - in formato piccolo,
medio e grande; bambina, adolescente e adulta; di fronte, di profilo, di
spalle; che rido, che vomito, che piango, ecc?. Era una cosa insopportabile!
Dovevo ripetermi. "E' solo un personaggio." E' stato lo stesso per gli altri
personaggi, perché anche le loro storie sono vere. Mia nonna è esistita
veramente è vissuta ed è morta, come pure mio zio. Ma non potevo farmi
prendere dall'emozione, o avrei reso la vita impossibile a tutti. Se i
disegnatori mi avessero vista in lacrime, non avrebbero potuto continuare a
fare il loro lavoro. Dovevano sentirsi liberi per dare il meglio di sé, quindi
non ho avuto altra scelta che parlare di me e dei miei cari come se fossero personaggi
di fantasia: "Marjane fa questo, sua nonna è un tipo così..." - altrimenti
sarebbe stato impossibile. Questo non significa che a volte non fossi travolta
dall'emozione (soprattutto quando disegnavano i miei genitori). La storia è
diventata un'opera di fantasia solo dopo la stesura della sceneggiatura. Non
ero più esattamente io, eppure, paradossalmente, ero ancora io?.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Perché ha scelto Chiara Mastroianni per la
sua voce? (Chiara Mastroianni, nella versione originale del film, presta la sua
voce a Marjane - NdT)
style='font-family:"Arial Narrow"'>Volevamo registrare le voci prima delle
riprese, in modo che l'animazione, i movimenti e le espressioni facciali
potessero corrispondere al dialogo e alla recitazione degli attori. Il primo
nome a cui abbiamo pensato è stato quello di Danielle Darrieux, per il ruolo di
mia nonna. Era l'unica che potesse renderle giustizia; è spiritosa,
intelligente e piena di carattere. Adora divertirsi e non ha paura di
misurarsi con l'assurdo di certe situazioni.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Per la voce di mia madre sognavo Catherine
Deneuve. Quando vivevo in Iran, i due attori francesi più famosi erano
Carherine Deneuve e Alain Delon. Lei era perfetta per la parte. Per il numero
speciale di Vogue che aveva curato anni fa, aveva scelto una ventina di
artisti, e fra quelli c'ero anch'io. Era stato un grande onore. Quando poi le
ho chiesto di prestare la sua voce, ha detto subito di sì. Devo dire che sono
rimasta molto colpita quando l'ho diretta e ho recitato con lei. A un certo
punto della sceneggiatura io dovevo dire la battuta: "Le donne come te? voglio
solo scoparmele contro un muro e poi buttarle nella spazzatura". Per fortuna,
è stato più facile dopo che ho mandato giù un paio di bicchieri di cognac!
Solo dopo aver scelto Chiara, mi sono resa conto che stavo per aggiungere un
altro capitolo a una grande epopea cinematografica, perché Catherine e
Danielle avevano già interpretato madre e figlia in diverse occasioni.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Per quanto riguarda Chiara, lei aveva
sentito parlare del film da sua madre e mi aveva chiamato chiedendomi di farle
fare un provino, dopo il quale ci siamo subito trovate in sintonia. Adoro la
sua voce, il suo talento, la sua personalità, la sua generosità. Abbiamo
lavorato sodo per due mesi? E' una stakanovista e una perfezionista, come
Vincent e me. Ha seguito ogni fase della realizzazione del film e spesso
passava in studio a trovarci.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Qual è stato il momento più bello di tutta
questa esperienza?
style='font-family:"Arial Narrow"'>La prima proiezione per tutta la troupe, in
un cinema degli Champs-Elysées. Alla fine ero in lacrime, come tutti gli altri.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>L'Iran è ancora oggi sulle prime pagine dei
giornali. Anche se vorrebbe che il film avesse un carattere universale, non può
impedire alla gente di vederlo in questa luce?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Vero. Anche se ai miei occhi, la parte più
esotica della storia si svolge a Vienna. Il film non dà giudizi, non dice
"questo è giusto, questo è sbagliato", illustra solo i tanti risvolti di una
situazione. Non è un film orientato politicamente, che vuole schierarsi. E'
prima di tutto e soprattutto un film che racconta il mio amore per la mia
famiglia. Comunque, se il pubblico occidentale imparerà a considerare gli
iraniani esseri umani come tutti gli altri e non nozioni astratte come
"fondamentalisti islamici", "terroristi" o "l'Asse del Male", allora sentirò di
aver fatto qualcosa di buono. Non dimentichiamo che le prime vittime del
fondamentalismo sono gli stessi iraniani.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Le manca l'Iran?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Ma certo. E' il mio paese e lo sarà sempre.
Se fossi un uomo, direi che l'Iran è mia madre, e la Francia mia moglie. Ovviamente, non posso dimenticare tutti gli anni in cui mi sono svegliata
guardando una montagna innevata alta più di cinquemila metri, che dominava
Teheran e la mia vita. E' difficile pensare che non potrò vederla mai più. Mi
manca. D'altronde ho la vita che volevo. Abito a Parigi che è una delle città
più belle del mondo, con l'uomo che amo, e sono pagata per fare quello che mi
piace fare. Per rispetto verso quelli che sono rimasti lì, che condividono le
mie idee ma non possono esprimerle, troverei inappropriato e di cattivo gusto
lamentarmi.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Se mi lasciassi andare alla disperazione,
avrei perso tutto. Quindi, fino all'ultimo momento, terrò la testa alta e
continuerò a ridere, non riusciranno a distruggermi. Finché sei vivo, puoi
protestare e gridare, ma la risata è l'arma più sovversiva di tutte.
style='font-family:"Arial Narrow"'>
clear=all style='page-break-before:always'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>VINCENT
PARONNAUD
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Vincent Paronnaud, alias Winshluss, è nato
nel 1970 a La Rochelle. E' uno dei maggiori fumettisti indipendenti di lingua
francese.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Insieme al suo amico e collaboratore Cizo ha
inventato il personaggio di "Monsieur Ferraille", figura emblematica della
rivista Ferraille Illustré, che ha diretto con Cizo e Felder.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Tra i progetti che ha realizzato da solo
ricordiamo i fumetti Super Négra (1999) e Welcome to the Death Club
and Pat Boon ? Happy End (2001).
style='font-family:"Arial Narrow"'>Si è imposto all'attenzione del grande
pubblico con due candidature al Festival Internazionale del Fumetto di
Angoulême - con Smart Monkey nel 2004, e Wizz and Buzz (con
Cizo) nel 2007.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Winshluss e Cizo hanno anche firmato insieme
la regia di due corti di animazione:
lang=EN-GB style='font-family:"Arial Narrow"'>O' BOY, WHAT NICE LEGS (B/N, 1', 2004)
lang=EN-GB style='font-family:"Arial Narrow"'>RAGING BLUES (B/N, 6', 2003)
style='font-family:"Arial Narrow"'>Con Marjane Satrapi, Paronnaud ha scritto e
diretto Persepolis, che è il suo primo lungometraggio.
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>Intervista
a Vincent Paronnaud
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Ricorda il suo primo incontro con Marjane
Satrapi?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Sei anni fa mi ha chiesto di dividere con
lei il suo studio. Avevo sentito parlare di Marjane, perché già cominciava ad
avere un nome. All'inizio ero un po' diffidente, ma ho accettato la sua
proposta, anche se con qualche riserva.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Perché?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Sono diffidente di natura! Per di più,
quando mi ha chiamato, anche se non ci eravamo mai parlati né incontrati di
persona, mi era sembrata eccessivamente entusiasta!
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Che cosa aveva fatto, a livello
professionale, prima di allora?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Dopo aver lasciato la scuola, a 17 anni, mi
sono cimentato in campi diversi ? disegno, musica, eccetera. Poi ho cominciato
a pubblicare romanzi a fumetti [con lo pseudonimo di Winshluss], a scrivere
storyboard seriali, e a lavorare a corti di animazione.
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quando ha letto la serie Persepolis, qual è stata la sua reazione?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Stupefatta. Ero nel nostro studio, quando
Marjane stava ultimando il secondo volume. All'inizio, avevo qualche perplessità
riguardo allo stile "etnico" e un po' infantile che, secondo la stampa,
caratterizzavano il suo lavoro. In realtà, sono rimasto abbagliato! I suoi
disegni hanno una grande forza, genuina; e il contenuto è altrettanto valido,
unisce umorismo e emozione, cosa piuttosto rara.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Si ricorda la prima volta che Marjane le ha
chiesto di realizzare un film di animazione tratto dalla serie Persepolis?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quando Marc-Antoine Robert si è offerto di
produrre Persepolis, Marjane mi ha chiesto di collaborare con lei. Si
sentiva più tranquilla perché io avevo già diretto corti di animazione in
bianco e nero. Non potevo rifiutare ? amavo il libro e amavo Marjane. E' stata
una straordinaria opportunità, per me, fare qualcosa che non avevo mai fatto
prima, lavorare a un progetto così ambizioso da un punto di vista artistico.
Era allo stesso tempo allettante e rischioso.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quali sono stati i vostri punti di
riferimento quando avete cominciato a pensare al film?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Volevamo che il film avesse la stessa
energia dei romanzi. Non potevamo accontentarci di filmare una tavola dopo
l'altra. In realtà, i nostri riferimenti sono stati film con attori in carne
e ossa: io avevo visto molte commedie italiane, perché mia madre le adorava,
mentre Marjane è una grande ammiratrice di Murnau e dell'espressionismo
tedesco. Così ci siamo ispirati a questi due filoni e poi abbiamo messo insieme
le cose che ci piacevano.
style='font-family:"Arial Narrow"'>I libri di Marjane raccontano la vita di una
famiglia, quindi anche il film doveva ruotare intorno a un tema familiare
centrale. I codici tradizionali dei film di animazione non sembravano
funzionare, così ho usato un montaggio di tipo cinematografico, con molti
stacchi veloci. Anche da un punto di vista estetico, abbiamo attinto a tecniche
del cinema dal vivo.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Avete visto insieme alcuni film in
particolare, prima di cominciare a lavorare a Persepolis?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Io ho visto film come La morte corre sul
fiume e L'infernale Quinlan, e alcuni film d'azione come Duel,
che mi hanno insegnato parecchie cose sul montaggio. Quando un film è ben fatto,
di qualunque genere sia, c'è sempre da imparare.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Scendendo nei dettagli, come siete riusciti
a scrivere insieme la sceneggiatura?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Per tre mesi ci siamo visti ogni giorno per
3-4 ore. Nessuno dei due sa battere a macchina, quindi abbiamo usato una matita,
perché si poteva cancellare. Rileggevamo quello che avevamo scritto, togliendo,
aggiungendo, riscrivendo, ecc. Abbiamo dovuto trovare il giusto equilibrio tra
i momenti cruciali e i dettagli più insignificanti della vita quotidiana; è
stato difficile scegliere le cose da tenere e quelle da eliminare. Dopo un
po'ci siamo dimenticati dei libri e abbiamo lavorato alla sceneggiatura e
basta.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>A differenza dei libri, il film è un lungo
flashback. Come vi è venuta l'idea di fare la prima scena a colori?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Marjane mi aveva raccontato che un venerdì
(il venerdì è il giorno dei voli per Teheran), si sentiva così triste che era
andata all'aeroporto con l'intenzione di partire. Ha passato lì tutto il
giorno, a piangere guardando gli aerei decollare. Abbiamo pensato che fosse una
prima scena fantastica ? dà il senso della lontananza, della nostalgia. E
d'altra parte, il film parla di esilio?
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Come mai, secondo lei, Marjane ha sentito il
bisogno di ripercorrere la sua storia anche in un film?
style='font-family:"Arial Narrow"'>A parte la sfida artistica, Marjane sta
portando avanti una sua battaglia, quindi è naturale che abbia voluto fare il
film. Ma è una persona intransigente e onesta, anche con se stessa: è raro
trovare libri autobiografici come Persepolis scritti con tanto pudore
e così poca autocommiserazione. Marjane vuole lanciare un messaggio, spera di
riuscire a dare un'immagine della realtà iraniana diversa da quella che la
gente vede alla tv o legge sui giornali. Inoltre le interessa affrontare il
tema dell'esilio, cosa significhi per una bambina ritrovarsi catapultata al
centro di eventi storici che non riesce a comprendere?
style='font-size:9.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Dato l'aspetto personale, autobiografico di
Persepolis, le è stato difficile trovare un suo spazio durante la stesura
della sceneggiatura?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Non è stato solo difficile, è stato atroce!
Già è difficile intervenire sul lavoro di un altro, in questo caso poi era
anche la vita di un altro - qualcuno che era seduto di fronte a me,
qualcuno che conosco e a cui voglio bene. Vedevo il disagio di Marjane, e ho
dovuto muovermi con cautela, ma lei mi ha sempre incoraggiato molto. Lo stesso
vale per l'aspetto visuale del film ? da un punto di vista artistico mi ha dato
carta bianca. Ci siamo completati e c'è sempre stato un momento in cui avevamo
bisogno l'uno del punto di vista dell'altro.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quali sono state le sue principali
preoccupazioni quando ha cominciato a lavorare al film?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Poiché i personaggi di Marjane non potevano
essere altro che in bianco e nero, ci siamo concentrati sulle scenografie. Non
potendo avere uno sfondo tutto nero o tutto bianco, siamo partiti da zero. Ho
usato fotografie di Teheran e di Vienna, per attingere alla realtà ma senza
dipenderne totalmente, e ho lavorato sulle sfumature di grigio, facendo
attenzione a non attenuare l'impatto grafico dell'universo di Marjane. Ci siamo
concentrati su linee fluide, abbiamo parlato a lungo con Marc Jousset e alla
fine quello che è venuto fuori è uno stile classico.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Andando avanti, qual è stato l'ostacolo più
difficile da superare?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Mantenere vivo l'entusiasmo: essere sotto
pressione per tre anni, e cercare di conservare la nostra visione globale del
progetto, è stato difficile. Marjane e io abbiamo avuto un approccio piuttosto
atipico ai codici e perfino ai ritmi di lavoro tradizionali dell'animazione. Marc-Antoine
sapeva esattamente quello che volevamo e ha lavorato duramente per sostenerci.
Come pure Stéphane Roche, il responsabile del compositing.*
style='font-family:"Arial Narrow"'>Non c'era mai niente di definitivo. Facevamo
continui cambiamenti, sperimentavamo nuove idee, cercando di migliorare sempre
quello che già era stato fatto. Andare avanti è stato possibile grazie
all'aiuto di molti che capivano l'obiettivo che ci eravamo proposti. Un grosso
vantaggio è stato quello di avere ogni cosa a portata di mano, lavorando
tutti insieme nello stesso studio. Se volevo cambiare qualcosa, mi bastava
andare nella stanza accanto e dirlo alla persona che lavorava a quella scena.
Non dirò niente di originale, ma i rapporti umani sono decisivi quando devi
fare un film.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Che cosa l'ha colpita di più, durante la
lavorazione del film?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Innanzitutto, Marjane e io non abbiamo mai
litigato, nonostante fossimo sotto pressione. Per lei è stata dura, era molto
stressata. Le persone non se ne accorgevano perché Marjane è sempre così piena
di entusiasmo e di passione, mentre io sono un un gran rompiscatole! Lei me lo
diceva spesso. Non mi va mai bene niente, sono fatto così.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Mi ha anche sorpreso il modo in cui mi sono
fatto coinvolgere emotivamente. Una volta pensavo di essere piuttosto
distaccato, nel mio lavoro, ma c'è qualcosa di profondamente emotivo in questa
storia. E Marjane riesce a trasmettere queste emozioni, ma con un grande senso
del pudore, una grande modestia. Mi chiedo come faccia.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>E' stato lei a fare il nome di Olivier
Bernet, per la colonna sonora. Perché ha scelto lui?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Olivier ha capito subito quello che
volevamo, e ha lavorato con noi fin dall'inizio. Ho perfino modificato alcune
scene, sulla base dei suoi suggerimenti.
style='font-family:"Arial Narrow"'>In Persepolis la musica ha un ruolo
fondamentale: collega le sequenze e dà unità al film.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quale ricordo le è rimasto più impresso di tutta
questa esperienza?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Forse la prima proiezione del rough cut,
il montaggio provvisorio: Marjane sudava e alla fine è quasi svenuta. Fino a
quel momento, si era sempre sforzata di dimenticare che quella raccontata nel
film era la sua vita e c'era riuscita. Per fortuna, perché altrimenti sarebbe
stato intollerabile, sia per lei che per me.
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>*(compositing: tecnica digitale che
combina immagini prese da diverse fonti, per creare una singola inquadratura.
Il compositing ha sostituito la tecnica che consisteva nel sovrapporre
su pellicola diverse immagini per ottenerne una unica finale.)
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>Intervista
a Catherine Deneuve
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>(nella
versione originale la voce della madre di Marjane)
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Come ha conosciuto Marjane Satrapi?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Leggevo le sue strisce, tempo fa, su Libération.
Poi ho letto tutti e quattro i volumi di Persepolis, che ho adorato. Mi
piace il suo bianco e nero, e come lo usa ? è surreale e realistico al tempo
stesso. Mi piacciono il suo spirito, la sua libertà. Mi piace la sua storia che
racconta con intelligenza, umorismo, autoironia e passione. La freschezza,
l'ambizione e il successo del suo lavoro, oltre al messaggio forte che vuole
trasmettere, mi hanno ricordato il Maus di Art Spiegelman. Persepolis
è uno straordinario romanzo a fumetti. Mi è piaciuto così tanto, che in
una intervista a un giornale ho persino detto che Marjane era la mia romanziera
preferita. Quando mi è stato chiesto di curare un numero speciale della rivista
Vogue, tre anni fa, le ho chiesto di essere dei nostri. Lei ha
realizzato una striscia che occupava una intera pagina, e che ho trovato
assolutamente originale e esilarante.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Si ricorda la prima volta che vi siete
incontrate?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Abbiamo preso un caffè insieme e ho notato
che fumava almeno quanto me! E' una persona meravigliosa, piena di vita e molto
spiritosa. Adoro il suo fascino orientale e la sua dolcezza venata di
autoironia. E' una persona allegra e al tempo stesso profonda, ha una visione
della vita molto personale. Quando mi ha chiesto di dare la voce a sua madre
nel film, ho risposto subito di sì; l'ho fatto per lei e perché era tanto tempo
che volevo doppiare un film di animazione.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Può raccontarmi qualcosa della
registrazione?
style='font-family:"Arial Narrow"'>La sceneggiatura di Marjane era fantastica.
Era molto fedele ai libri, ma aveva anche una forte impronta cinematografica.
Ci siamo incontrate nel suo studio, e lei recitava e dirigeva seduta di fronte
a me, sempre attenta e disponibile. E' stata molto specifica circa quello che
voleva, ma mi ha lasciato anche una grande libertà, dandomi la possibilità di
recitare senza guardare la scena e senza seguire una scaletta precisa.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Che idea si è fatta del personaggio della
madre?
style='font-family:"Arial Narrow"'>E' una madre come tante, alle prese con una
figlia adolescente, con le difficoltà della vita. E' comprensiva, affettuosa e
attenta.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Persepolis aggiunge anche un nuovo capitolo
a una lunga epopea cinematografica, perché qui lei torna a interpretare la
figlia di Danielle Darrieux.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Era quasi inevitabile? Danielle che fa mia madre
e ora anche Chiara che fa mia figlia!
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quale ricordo di Marjane Satrapi porterà con
sé?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quando parla ti ipnotizza. Con la voce dice
una cosa e con gli occhi un'altra?
clear=all style='page-break-before:always'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>Intervista
a Chiara Mastroianni
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>(nella
versione originale la voce di Marjane)
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>E' stata lei a chiamare Marjane Satrapi per
chiederle di poter partecipare al film?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Sì. Avevo letto tutti e quattro i volumi di Persepolis
e mi erano piaciuti moltissimo. Un fumetto che univa umorismo, consapevolezza e
autoironia senza la minima traccia di autocommiserazione era irresistibile. Già
da un po' pensavo che mi sarebbe piaciuto doppiare un film di animazione, così
quando mia madre mi ha parlato del film, ho chiamato Marjane e le ho chiesto di
farmi fare un provino.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Com' è stato il vostro primo incontro?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Ci siamo viste a casa mia. Prima del nostro
incontro, la voce della sua segreteria telefonica mi era sembrata scostante.
Ricordo di aver pensato: "Con tutto quello che ha passato, deve essere una dura!"
Ma quando poi ho visto i suoi grandi occhiali e il suo sorriso, quel look un
po' punk, ho subito capito che saremmo andate d'accordo! Io mi ero proposta
per la voce di Marjane adulta, ma lei mi ha detto che voleva che fosse la
stessa persona a fare anche Marjane adolescente. Ragione in più per fare i
provini!
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quando ho capito che dovevo registrare la
voce fuori campo senza il supporto visivo ho cominciato a preoccuparmi. Abbiamo
provato e poi abbiamo fatto una prima registrazione. Per fortuna ha trovato la
mia voce abbastanza convincente da decidere di lavorarci su. Durante le prove,
abbiamo cercato di affinare il timbro, di renderlo più ricco e sfumato.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>E' stato stressante o stimolante,
interpretare Marjane?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Tutt'e due! All'inizio, è stato un po'
stressante. Immagino che debba esserle sembrato strano, dopo aver scritto i
libri da sola, avere a che fare con estranei che interferivano con il suo
lavoro. Mi rendevo conto che alcune scene facevano riaffiorare in lei ricordi
dolorosi ed emozioni, e questo a volte mi ha messo in difficoltà. Ma credo che
Marjane sia riuscita a smussare certi toni, nel film come già nei libri. Quando
abbiamo registrato l'ultima scena con sua nonna (quando racconta dei fiori di
gelsomino infilati nel reggiseno), l'atmosfera nello studio era completamente
diversa di quando doppiavamo la scena ambientata a scuola, in cui Marjane
vuole picchiare un compagno!
style='font-family:"Arial Narrow"'>Stando con lei, ti rendi conto di quanto sia
appassionata, ma anche onesta e esigente. E' stata bravissima ad allentare la
tensione e l'imbarazzo che è normale avvertire quando stai interpretando la
vita di qualcuno che ti sta seduto davanti. E' stata una lezione importante.
Quando arrivavano momenti delicati, lei li sdrammatizzava con una battutaccia.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Mi è servito molto passare del tempo con
Marjane, tra le prime e le seconde sedute di registrazione, per capire meglio
che persona fosse.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Che cosa l'ha colpita di più di Marjane?
style='font-family:"Arial Narrow"'>La sua libertà: non è schiava delle
convenzioni. Ne ha passate tante da piccola, ma non si è fatta condizionare, ha
sempre una gran voglia di imparare e non sale mai in cattedra. Ha conservato lo
spirito di un' adolescente, ma è anche estremamente saggia, una combinazione
affascinante. Se le piaci, ti ricopre di affetto e di attenzioni, ma è una che
sa sempre quello che vuole e non ha paura di dirlo. Non ha paura di niente e
non si arrende mai. E' come una calamita, sia nella vita che nel lavoro.
style='font-size:14.0pt;font-family:"Bookman Old Style"'>
style='font-size:14.0pt;font-family:"Bookman Old Style"'>
Persepolis
style='font-size:14.0pt;font-family:"Bookman Old Style"'>
style='font-size:14.0pt;font-family:"Bookman Old Style"'>
style='font-size:14.0pt;font-family:"Arial Narrow";font-weight:normal'>un film
di
style='font-size:18.0pt;font-family:"Arial Narrow"'>Marjane Satrapi e Vincent
Paronnaud
style='font-size:14.0pt;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:14.0pt;font-family:"Bookman Old Style"'>Festival di Cannes
style='font-size:14.0pt;font-family:"Bookman Old Style"'>Premio della Giuria
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Uscita 29 febbraio
style='font-size:8.0pt;font-family:"Bookman Old Style";font-weight:normal'>
style='font-size:8.0pt;font-family:"Bookman Old Style";font-weight:normal'>
style='font-size:18.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:18.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>CAST
TECNICO
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>SCRITTO E
DIRETTO DA??????????.Marjane SATRAPI e Vincent PARONNAUD
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>TRATTO DAI
ROMANZI A FUMETTI ORIGINALI DI??????????Marjane SATRAPI
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>PRODOTTO
DA??????????????...Marc-Antoine ROBERT e Xavier RIGAULT
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>PRODUTTORE
ASSOCIATO???????????????????Kathleen KENNEDY
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>MUSICA
ORIGINALE?????????????????????..??...Olivier BERNET
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>DIREZIONE
ARTISTICA???????????????????????.Marc JOUSSET
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>MONTAGGIO/COMPOSIZIONE???????????????????Stéphane
ROCHE
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>COORDINATORE
ANIMAZIONE????????????????.Christian DESMARES
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>1°
AIUTO-REGISTA??????????????????????.Denis WALGENWITZ
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>SCENOGRAFIA???????????????????????????..Marisa
MUSY
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>TRACCIA??????????????????????????????Franck
MIYET
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>AIUTO
ANIMAZIONE????????????????????????.Thierry PERES
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>LAYOUT???????????????????????????????.Jing
WANG
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>DIRETTORE
DI PRODUZIONE PER L'ANIMAZIONE???????????.Oliver BIZET
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>SUONO??????????????????????????????Thierry
LEBON
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>STUDIO DI
ANIMAZIONE??????????????????????...PERSEPROD
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>DURATA???????????????????????????????????..95'
style='font-family:"Arial Narrow"'>JE SUIS BIEN CONTENT (MARC JOUSSET) -
PUMPKIN 3D (PASCAL CHEVE', LOUIS VIAU)
style='font-family:"Arial Narrow"'>una produzione 2.4.7. FILMS
style='font-family:"Arial Narrow"'>co-prodotta da
style='font-family:"Arial Narrow"'>FRANCE
style='font-family:"Arial Narrow"'>3 CINEMA, THE KENNEDY / MARSHALL COMPANY, FRANCE CONNECTION ANIMATIONS
style='font-family:"Arial Narrow"'>DIAPHANA DISTRIBUTION in associazione con
CELLULOID DREAMS ? SONY PICTURE CLASSICS
style='font-family:"Arial Narrow"'>les SOFICA EUROPACORP et SOFICINEMA.
style='font-family:"Arial Narrow"'>In collaborazione con CENTRE NATIONAL DE LA CINEMATOGRAPHIE
style='font-family:"Arial Narrow"'>e il sostegno di LA REGION ILE-DE-FRANCE
style='font-family:"Arial Narrow"'>FONDATION GROUPAMA GAN POUR LE CINEMA ? LA PROCIREP ? L'ANGOA
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:18.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='text-decoration:none'>
style='font-size:18.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='text-decoration:none'>
style='font-size:18.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>Sinossi
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Persepolis
style='font-family:"Arial Narrow"'> è il racconto intenso e avvincente della
maturazione di una ragazzina in Iran, durante la rivoluzione islamica. E'
attraverso gli occhi di una bambina di nove anni, la precoce ed estroversa
Marjane, che vediamo distrutte le speranze di un popolo quando i fondamentalisti
prendono il potere imponendo il velo alle donne e imprigionando migliaia di
oppositori. Intelligente e impavida, la piccola Marjane aggira il controllo sociale dei "tutori dell'ordine" scoprendo il punk, gli
ABBA e gli Iron Maiden. Ma dopo l'insensata esecuzione di suo zio e sotto i
bombardamenti della guerra Iraq/Iran, la paura diventa una realtà quotidiana
con cui fare i conti.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Crescendo, Marjane si fa sempre più
temeraria, e i genitori temono per la sua sicurezza. Così, quando compie 14
anni, decidono di mandarla a studiare in Austria. Vulnerabile e sola in un
paese lontano, Marjane si trova ad affrontare i problemi dell'adolescenza. Nel
frattempo, deve anche combattere i pregiudizi di chi la identifica proprio con
quel fondamentalismo religioso e quell'estremismo che l'hanno costretta a
fuggire. Col tempo riesce a farsi accettare e incontra perfino l'amore, ma dopo
il liceo si ritrova da sola e con una gran nostalgia di casa.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Benché questo significhi mettersi il velo e
vivere sotto una dittatura, Marjane decide di tornare in Iran per stare con la
sua famiglia. Dopo un difficile periodo di adattamento, entra in un Istituto
d'arte e poi si sposa, senza mai smettere di denunciare le ipocrisie di cui è
testimone. A 24 anni, però, pur sentendosi profondamente iraniana, capisce di
non poter più vivere in Iran. E' così che prende la drammatica decisione di
lasciare il proprio paese per la Francia, piena di speranze per il proprio
futuro, ma segnata in modo indelebile dal proprio passato.
clear=all style='page-break-before:always'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>MARJANE
SATRAPI
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Marjane Satrapi è nata nel 1969. E'
cresciuta a Teheran, dove ha frequentato la Scuola Francese e ha proseguito gli studi a Vienna, prima di stabilirsi in Francia nel 1994.
style='font-family:"Arial Narrow"'>A Parigi, alcuni colleghi disegnatori
l'hanno introdotta all'Atelier des Vosges, studio d'arte che raccoglieva i
migliori fumettisti contemporanei.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Nel suo primo romanzo a fumetti, Persepolis
1, pubblicato in Francia da L'Association nel novembre 2000, Marjane ha
raccontato la storia dei primi dieci anni della sua vita, fino al rovesciamento
del regime dello Scià e allo scoppio della guerra Iraq-Iran. In Persepolis 2,
pubblicato nell'ottobre 2001, racconta la guerra Iraq-Iran e gli anni della sua adolescenza fino alla sua partenza per Vienna, all'età
di 14 anni. In Persepolis 3 e Persepolis 4 descrive il suo esilio in Austria e
il ritorno in Iran.
style='font-family:"Arial Narrow"'>In seguito, ha pubblicato Taglia e cuci (Broderies)
e Pollo alle prugne (Poulet aux Prunes ).
Persepolis
style='font-family:"Arial Narrow"'>, scritto e diretto con Vincent Paronnaud, è
il suo primo lungometraggio.
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>Intervista
a Marjane Satrapi
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Ha tratto un film dal suo romanzo a fumetti
perché aveva l'impressione che la storia non fosse ancora conclusa?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Credo che sia stata la mia collaborazione
con Vincent (Paronnaud) a rendere possibile questo film. Quando i miei romanzi
a fumetti sono stati pubblicati hanno avuto subito successo, e ho ricevuto
diverse offerte per farne un adattamento, soprattutto dopo l'uscita negli Stati
Uniti. Mi hanno addirittura proposto progetti come una serie-tv alla Beverly
Hills 90210 e un film con Jennifer Lopez nel ruolo di mia madre e Brad Pitt
nel ruolo di mio padre ? cose del genere! Assurdo.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Per la verità, erano passati quattro anni da
quando avevo scritto e disegnato Persepolis, e consideravo chiuso il
discorso. Ma poi, parlando del progetto cinematografico con Vincent, ho capito
che oltre ad avere l'opportunità di lavorare con lui, avrei potuto cimentarmi
in qualcosa di completamente nuovo. Dopo aver scritto romanzi a fumetti, libri
per bambini, strisce di fumetti per quotidiani, eccetera, mi sembrava di essere
entrata in una fase di transizione. Non volevo fare un film da sola e sentivo
che l'unico con cui avrei potuto farlo era Vincent. Lui ha aderito subito,
entusiasta quanto me di affrontare questa sfida. Ho capito che ci saremmo
divertiti. A volte sono le piccole cose a portare a una decisione. Siccome già
conoscevo Marc-Antoine Robert (produttore), abbiamo cominciato a lavorare
insieme. Tutto qui!
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Sapeva dall'inizio che sarebbe stato un
film di animazione e non di azione dal vivo?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Sì. Pensavo che l'azione dal vivo non
avrebbe avuto lo stesso carattere di universalità. Sarebbe diventata una storia
di persone che vivono in un paese lontano, e che non ci somigliano affatto.
Nel migliore dei casi, sarebbe stata una storia esotica e nel peggiore una
storia del "terzo mondo". I libri sono stati un successo in tutto il mondo perché i disegni erano astratti, in bianco e nero. Io credo che questo abbia aiutato i
lettori ad avvicinarsi a questa storia, che potrebbe essere ambientata in Cina,
Israele, Cile o Corea, perché è una storia universale.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Persepolis ha anche momenti onirici e i disegni aiutano a dare
continuità e coerenza alla storia; ma anche il bianco e nero (ho sempre paura che il colore possa diventare volgare) è servito in questo
senso, come pure l'astrazione dell'ambientazione e degli sfondi. Vincent ed io
pensavamo che proprio questo rendesse la sfida ancora più intrigante e avvincente,
da un punto di vista artistico, estetico.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Che cosa l'ha spinta a chiedere a Paronnaud
di dividere lo studio con lei, 6 anni fa?
style='font-family:"Arial Narrow"'>All'epoca, non lo conoscevo ancora di
persona. Avevo visto i suoi disegni a casa di un amico e avevo pensato: "Dovresti
tagliargli le dita a questo qui, per impedirgli di disegnare!" Il suo lavoro
era semplicemente fantastico. C'è qualcosa di totalmente esagerato e eccessivo
nel suo stile e al tempo stesso di nobile e dignitoso.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Avevo anche visto due suoi corti che aveva
realizzato con Cizo (Lyonnel Mathieu), O' Boy, What Nice Legs e Raging
Blues, che mi erano piaciuti molto.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>In che modo vi completate a vicenda?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quando dividevamo lo stesso studio,
disegnavamo insieme. Abbiamo stili diversi, che però si combinano perfettamente.
Veniamo da paesi, culture e ambienti completamente diversi, ma siamo sempre
stati sulla stessa lunghezza d'onda. Si potrebbe dire che insieme abbiamo
smontato il concetto di "scontro di civiltà". Io sono una persona espansiva,
lui è piuttosto introverso, ma quando si tratta di disegnare, di lavorare
insieme, la situazione si rovescia. Nei tre anni in cui abbiamo lavorato
insieme senza sosta, non abbiamo avuto un solo litigio, anche se siamo stati
sempre molto onesti l'uno con l'altro.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Ha avuto difficoltà a scegliere il materiale
dei quattro romanzi che voleva inserire nel film?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Scrivendo i libri, ho dovuto ripercorrere 16
anni della mia vita, comprese le cose che avrei decisamente preferito
dimenticare. E' stato un processo molto doloroso. Avevo il terrore di cominciare
a scrivere la sceneggiatura e non avrei potuto farlo da sola. La parte più
difficile è stato cominciare e prendere le distanze dalla storia in prima
persona. Abbiamo dovuto ripartire da zero per creare qualcosa di diverso, ma
con lo stesso materiale. E' un lavoro a sé stante: non aveva senso filmare una
sequenza di strisce. La gente pensa che un romanzo a fumetti sia come lo
storyboard di un film, ma non è affatto così. Nel romanzo a fumetti, il
rapporto tra lo scrittore e il lettore è partecipativo. Nel cinema, il
pubblico è passivo ? perché un film è fatto di movimento, sonoro, musica,
quindi la struttura narrativa e il contenuto sono molto diversi.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Vi siete trovati d'accordo fin dall'inizio,
su quello che doveva essere lo stile visuale del film?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Sì, credo che potrebbe essere definito
"realismo stilizzato", perché volevamo che il disegno fosse assolutamente
aderente alla realtà, non come un cartone animato. Quindi, a differenza di
quanto avviene in un cartone, non avevamo grandi margini in fatto di
espressioni facciali e di movimento. E' quello che ho cercato di trasmettere ai
disegnatori e agli animatori.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Io sono sempre stata ossessionata dal
neorealismo italiano e dall'espressionismo tedesco, e alla fine ho capito perché:
sono scuole di cinema post-bellico. Nella Germania del secondo dopoguerra,
l'economia era così devastata che i cineasti non potevano permettersi di girare
in esterni, e giravano in studio usando atmosfere e forme geometriche di
grande impatto visivo. Nell'Italia del dopoguerra la situazione era la stessa,
ma la soluzione adottata inversa: per mancanza di soldi, si giravano i film
per le strade e con attori sconosciuti. In entrambe queste due scuole, però, trovi
quel tipo di speranza di chi ha vissuto una guerra e una grande disperazione.
Io stessa vengo da una scuola post-bellica, avendo vissuto gli 8 anni della
guerra Iraq/Iran.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Il film è una combinazione di cose diverse:
l'espressionismo tedesco e il neo-realismo italiano. Propone scene estremamente
crude e realistiche, in un contesto estremamente stilizzato, con immagini che a
volte sfiorano l'astratto. Siamo stati anche influenzati da alcuni elementi di
film che abbiamo amato entrambi, come il ritmo serrato del film di Scorsese Quei
bravi ragazzi .
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quando è arrivato il momento delle riprese,
come vi siete divisi il lavoro, con Vincent e il direttore artistico Marc
Jousset?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Avevamo bisogno di qualcuno che avesse una
visione d'insieme, qualcuno in grado di supervisionare tutte le fasi delle
riprese. Vincent ha proposto Marc Jousset, perché aveva lavorato con lui in Raging
Blues. Marc era l'unico che capisse che cosa volevamo fare. Io ho scritto
la trama e poi con Vincent abbiamo scritto e discusso la sceneggiatura.
Dopodiché, Vincent si è occupato delle scenografie, delle riprese vere e
proprie, dei materiali di scena, dei personaggi e di quello che succedeva
all'interno di ogni singola scena. Comunque, ognuno di noi poteva intervenire
in tutte le fasi delle riprese. Ora, faccio fatica a distinguere dove comincia
il suo lavoro e dove finisce il mio e viceversa. Ci siamo completati, in poche
parole.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Si tratta di un film con molti personaggi?
style='font-family:"Arial Narrow"'>600 diversi personaggi? è una cosa piuttosto
insolita! Li ho disegnati tutti io, di fronte e di profilo. Dopodiché,
disegnatori e animatori li hanno disegnati da tutte le angolazioni,
sviluppando espressioni facciali e movimenti. Per aiutarli, mi sono fatta
riprendere mentre recitavo le scene. E' stata la chiave per mantenere intatta
l'emozione e per trovare il giusto equilibrio tra sobrietà e fantasia. Ho
avuto anche il compito ingrato di coreografare la scena di "Eye of the Tiger",
il brano tratto dal film Rocky?
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>E' stato difficile, per lei, vedere altri
disegnatori interpretare i suoi disegni e disegnare tante volte la sua faccia?
style='font-family:"Arial Narrow"'>E' una sensazione strana. Un tuo disegno è
come un figlio e all'improvviso scopri che è di tutti! Non hanno
reinterpretato solo i miei disegni e i miei personaggi, ma anche la mia faccia
e la mia storia. A differenza di Vincent, io avevo sempre lavorato da sola,
avevo perfino il mio angolino, nello studio, quindi potete immaginare come mi
sono sentita quando ho visto la mia faccia dappertutto - in formato piccolo,
medio e grande; bambina, adolescente e adulta; di fronte, di profilo, di
spalle; che rido, che vomito, che piango, ecc?. Era una cosa insopportabile!
Dovevo ripetermi. "E' solo un personaggio." E' stato lo stesso per gli altri
personaggi, perché anche le loro storie sono vere. Mia nonna è esistita
veramente è vissuta ed è morta, come pure mio zio. Ma non potevo farmi
prendere dall'emozione, o avrei reso la vita impossibile a tutti. Se i
disegnatori mi avessero vista in lacrime, non avrebbero potuto continuare a
fare il loro lavoro. Dovevano sentirsi liberi per dare il meglio di sé, quindi
non ho avuto altra scelta che parlare di me e dei miei cari come se fossero personaggi
di fantasia: "Marjane fa questo, sua nonna è un tipo così..." - altrimenti
sarebbe stato impossibile. Questo non significa che a volte non fossi travolta
dall'emozione (soprattutto quando disegnavano i miei genitori). La storia è
diventata un'opera di fantasia solo dopo la stesura della sceneggiatura. Non
ero più esattamente io, eppure, paradossalmente, ero ancora io?.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Perché ha scelto Chiara Mastroianni per la
sua voce? (Chiara Mastroianni, nella versione originale del film, presta la sua
voce a Marjane - NdT)
style='font-family:"Arial Narrow"'>Volevamo registrare le voci prima delle
riprese, in modo che l'animazione, i movimenti e le espressioni facciali
potessero corrispondere al dialogo e alla recitazione degli attori. Il primo
nome a cui abbiamo pensato è stato quello di Danielle Darrieux, per il ruolo di
mia nonna. Era l'unica che potesse renderle giustizia; è spiritosa,
intelligente e piena di carattere. Adora divertirsi e non ha paura di
misurarsi con l'assurdo di certe situazioni.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Per la voce di mia madre sognavo Catherine
Deneuve. Quando vivevo in Iran, i due attori francesi più famosi erano
Carherine Deneuve e Alain Delon. Lei era perfetta per la parte. Per il numero
speciale di Vogue che aveva curato anni fa, aveva scelto una ventina di
artisti, e fra quelli c'ero anch'io. Era stato un grande onore. Quando poi le
ho chiesto di prestare la sua voce, ha detto subito di sì. Devo dire che sono
rimasta molto colpita quando l'ho diretta e ho recitato con lei. A un certo
punto della sceneggiatura io dovevo dire la battuta: "Le donne come te? voglio
solo scoparmele contro un muro e poi buttarle nella spazzatura". Per fortuna,
è stato più facile dopo che ho mandato giù un paio di bicchieri di cognac!
Solo dopo aver scelto Chiara, mi sono resa conto che stavo per aggiungere un
altro capitolo a una grande epopea cinematografica, perché Catherine e
Danielle avevano già interpretato madre e figlia in diverse occasioni.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Per quanto riguarda Chiara, lei aveva
sentito parlare del film da sua madre e mi aveva chiamato chiedendomi di farle
fare un provino, dopo il quale ci siamo subito trovate in sintonia. Adoro la
sua voce, il suo talento, la sua personalità, la sua generosità. Abbiamo
lavorato sodo per due mesi? E' una stakanovista e una perfezionista, come
Vincent e me. Ha seguito ogni fase della realizzazione del film e spesso
passava in studio a trovarci.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Qual è stato il momento più bello di tutta
questa esperienza?
style='font-family:"Arial Narrow"'>La prima proiezione per tutta la troupe, in
un cinema degli Champs-Elysées. Alla fine ero in lacrime, come tutti gli altri.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>L'Iran è ancora oggi sulle prime pagine dei
giornali. Anche se vorrebbe che il film avesse un carattere universale, non può
impedire alla gente di vederlo in questa luce?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Vero. Anche se ai miei occhi, la parte più
esotica della storia si svolge a Vienna. Il film non dà giudizi, non dice
"questo è giusto, questo è sbagliato", illustra solo i tanti risvolti di una
situazione. Non è un film orientato politicamente, che vuole schierarsi. E'
prima di tutto e soprattutto un film che racconta il mio amore per la mia
famiglia. Comunque, se il pubblico occidentale imparerà a considerare gli
iraniani esseri umani come tutti gli altri e non nozioni astratte come
"fondamentalisti islamici", "terroristi" o "l'Asse del Male", allora sentirò di
aver fatto qualcosa di buono. Non dimentichiamo che le prime vittime del
fondamentalismo sono gli stessi iraniani.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Le manca l'Iran?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Ma certo. E' il mio paese e lo sarà sempre.
Se fossi un uomo, direi che l'Iran è mia madre, e la Francia mia moglie. Ovviamente, non posso dimenticare tutti gli anni in cui mi sono svegliata
guardando una montagna innevata alta più di cinquemila metri, che dominava
Teheran e la mia vita. E' difficile pensare che non potrò vederla mai più. Mi
manca. D'altronde ho la vita che volevo. Abito a Parigi che è una delle città
più belle del mondo, con l'uomo che amo, e sono pagata per fare quello che mi
piace fare. Per rispetto verso quelli che sono rimasti lì, che condividono le
mie idee ma non possono esprimerle, troverei inappropriato e di cattivo gusto
lamentarmi.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Se mi lasciassi andare alla disperazione,
avrei perso tutto. Quindi, fino all'ultimo momento, terrò la testa alta e
continuerò a ridere, non riusciranno a distruggermi. Finché sei vivo, puoi
protestare e gridare, ma la risata è l'arma più sovversiva di tutte.
style='font-family:"Arial Narrow"'>
clear=all style='page-break-before:always'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>VINCENT
PARONNAUD
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Vincent Paronnaud, alias Winshluss, è nato
nel 1970 a La Rochelle. E' uno dei maggiori fumettisti indipendenti di lingua
francese.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Insieme al suo amico e collaboratore Cizo ha
inventato il personaggio di "Monsieur Ferraille", figura emblematica della
rivista Ferraille Illustré, che ha diretto con Cizo e Felder.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Tra i progetti che ha realizzato da solo
ricordiamo i fumetti Super Négra (1999) e Welcome to the Death Club
and Pat Boon ? Happy End (2001).
style='font-family:"Arial Narrow"'>Si è imposto all'attenzione del grande
pubblico con due candidature al Festival Internazionale del Fumetto di
Angoulême - con Smart Monkey nel 2004, e Wizz and Buzz (con
Cizo) nel 2007.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Winshluss e Cizo hanno anche firmato insieme
la regia di due corti di animazione:
lang=EN-GB style='font-family:"Arial Narrow"'>O' BOY, WHAT NICE LEGS (B/N, 1', 2004)
lang=EN-GB style='font-family:"Arial Narrow"'>RAGING BLUES (B/N, 6', 2003)
style='font-family:"Arial Narrow"'>Con Marjane Satrapi, Paronnaud ha scritto e
diretto Persepolis, che è il suo primo lungometraggio.
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>Intervista
a Vincent Paronnaud
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Ricorda il suo primo incontro con Marjane
Satrapi?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Sei anni fa mi ha chiesto di dividere con
lei il suo studio. Avevo sentito parlare di Marjane, perché già cominciava ad
avere un nome. All'inizio ero un po' diffidente, ma ho accettato la sua
proposta, anche se con qualche riserva.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Perché?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Sono diffidente di natura! Per di più,
quando mi ha chiamato, anche se non ci eravamo mai parlati né incontrati di
persona, mi era sembrata eccessivamente entusiasta!
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Che cosa aveva fatto, a livello
professionale, prima di allora?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Dopo aver lasciato la scuola, a 17 anni, mi
sono cimentato in campi diversi ? disegno, musica, eccetera. Poi ho cominciato
a pubblicare romanzi a fumetti [con lo pseudonimo di Winshluss], a scrivere
storyboard seriali, e a lavorare a corti di animazione.
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quando ha letto la serie Persepolis, qual è stata la sua reazione?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Stupefatta. Ero nel nostro studio, quando
Marjane stava ultimando il secondo volume. All'inizio, avevo qualche perplessità
riguardo allo stile "etnico" e un po' infantile che, secondo la stampa,
caratterizzavano il suo lavoro. In realtà, sono rimasto abbagliato! I suoi
disegni hanno una grande forza, genuina; e il contenuto è altrettanto valido,
unisce umorismo e emozione, cosa piuttosto rara.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Si ricorda la prima volta che Marjane le ha
chiesto di realizzare un film di animazione tratto dalla serie Persepolis?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quando Marc-Antoine Robert si è offerto di
produrre Persepolis, Marjane mi ha chiesto di collaborare con lei. Si
sentiva più tranquilla perché io avevo già diretto corti di animazione in
bianco e nero. Non potevo rifiutare ? amavo il libro e amavo Marjane. E' stata
una straordinaria opportunità, per me, fare qualcosa che non avevo mai fatto
prima, lavorare a un progetto così ambizioso da un punto di vista artistico.
Era allo stesso tempo allettante e rischioso.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quali sono stati i vostri punti di
riferimento quando avete cominciato a pensare al film?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Volevamo che il film avesse la stessa
energia dei romanzi. Non potevamo accontentarci di filmare una tavola dopo
l'altra. In realtà, i nostri riferimenti sono stati film con attori in carne
e ossa: io avevo visto molte commedie italiane, perché mia madre le adorava,
mentre Marjane è una grande ammiratrice di Murnau e dell'espressionismo
tedesco. Così ci siamo ispirati a questi due filoni e poi abbiamo messo insieme
le cose che ci piacevano.
style='font-family:"Arial Narrow"'>I libri di Marjane raccontano la vita di una
famiglia, quindi anche il film doveva ruotare intorno a un tema familiare
centrale. I codici tradizionali dei film di animazione non sembravano
funzionare, così ho usato un montaggio di tipo cinematografico, con molti
stacchi veloci. Anche da un punto di vista estetico, abbiamo attinto a tecniche
del cinema dal vivo.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Avete visto insieme alcuni film in
particolare, prima di cominciare a lavorare a Persepolis?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Io ho visto film come La morte corre sul
fiume e L'infernale Quinlan, e alcuni film d'azione come Duel,
che mi hanno insegnato parecchie cose sul montaggio. Quando un film è ben fatto,
di qualunque genere sia, c'è sempre da imparare.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Scendendo nei dettagli, come siete riusciti
a scrivere insieme la sceneggiatura?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Per tre mesi ci siamo visti ogni giorno per
3-4 ore. Nessuno dei due sa battere a macchina, quindi abbiamo usato una matita,
perché si poteva cancellare. Rileggevamo quello che avevamo scritto, togliendo,
aggiungendo, riscrivendo, ecc. Abbiamo dovuto trovare il giusto equilibrio tra
i momenti cruciali e i dettagli più insignificanti della vita quotidiana; è
stato difficile scegliere le cose da tenere e quelle da eliminare. Dopo un
po'ci siamo dimenticati dei libri e abbiamo lavorato alla sceneggiatura e
basta.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>A differenza dei libri, il film è un lungo
flashback. Come vi è venuta l'idea di fare la prima scena a colori?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Marjane mi aveva raccontato che un venerdì
(il venerdì è il giorno dei voli per Teheran), si sentiva così triste che era
andata all'aeroporto con l'intenzione di partire. Ha passato lì tutto il
giorno, a piangere guardando gli aerei decollare. Abbiamo pensato che fosse una
prima scena fantastica ? dà il senso della lontananza, della nostalgia. E
d'altra parte, il film parla di esilio?
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Come mai, secondo lei, Marjane ha sentito il
bisogno di ripercorrere la sua storia anche in un film?
style='font-family:"Arial Narrow"'>A parte la sfida artistica, Marjane sta
portando avanti una sua battaglia, quindi è naturale che abbia voluto fare il
film. Ma è una persona intransigente e onesta, anche con se stessa: è raro
trovare libri autobiografici come Persepolis scritti con tanto pudore
e così poca autocommiserazione. Marjane vuole lanciare un messaggio, spera di
riuscire a dare un'immagine della realtà iraniana diversa da quella che la
gente vede alla tv o legge sui giornali. Inoltre le interessa affrontare il
tema dell'esilio, cosa significhi per una bambina ritrovarsi catapultata al
centro di eventi storici che non riesce a comprendere?
style='font-size:9.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Dato l'aspetto personale, autobiografico di
Persepolis, le è stato difficile trovare un suo spazio durante la stesura
della sceneggiatura?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Non è stato solo difficile, è stato atroce!
Già è difficile intervenire sul lavoro di un altro, in questo caso poi era
anche la vita di un altro - qualcuno che era seduto di fronte a me,
qualcuno che conosco e a cui voglio bene. Vedevo il disagio di Marjane, e ho
dovuto muovermi con cautela, ma lei mi ha sempre incoraggiato molto. Lo stesso
vale per l'aspetto visuale del film ? da un punto di vista artistico mi ha dato
carta bianca. Ci siamo completati e c'è sempre stato un momento in cui avevamo
bisogno l'uno del punto di vista dell'altro.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quali sono state le sue principali
preoccupazioni quando ha cominciato a lavorare al film?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Poiché i personaggi di Marjane non potevano
essere altro che in bianco e nero, ci siamo concentrati sulle scenografie. Non
potendo avere uno sfondo tutto nero o tutto bianco, siamo partiti da zero. Ho
usato fotografie di Teheran e di Vienna, per attingere alla realtà ma senza
dipenderne totalmente, e ho lavorato sulle sfumature di grigio, facendo
attenzione a non attenuare l'impatto grafico dell'universo di Marjane. Ci siamo
concentrati su linee fluide, abbiamo parlato a lungo con Marc Jousset e alla
fine quello che è venuto fuori è uno stile classico.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Andando avanti, qual è stato l'ostacolo più
difficile da superare?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Mantenere vivo l'entusiasmo: essere sotto
pressione per tre anni, e cercare di conservare la nostra visione globale del
progetto, è stato difficile. Marjane e io abbiamo avuto un approccio piuttosto
atipico ai codici e perfino ai ritmi di lavoro tradizionali dell'animazione. Marc-Antoine
sapeva esattamente quello che volevamo e ha lavorato duramente per sostenerci.
Come pure Stéphane Roche, il responsabile del compositing.*
style='font-family:"Arial Narrow"'>Non c'era mai niente di definitivo. Facevamo
continui cambiamenti, sperimentavamo nuove idee, cercando di migliorare sempre
quello che già era stato fatto. Andare avanti è stato possibile grazie
all'aiuto di molti che capivano l'obiettivo che ci eravamo proposti. Un grosso
vantaggio è stato quello di avere ogni cosa a portata di mano, lavorando
tutti insieme nello stesso studio. Se volevo cambiare qualcosa, mi bastava
andare nella stanza accanto e dirlo alla persona che lavorava a quella scena.
Non dirò niente di originale, ma i rapporti umani sono decisivi quando devi
fare un film.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Che cosa l'ha colpita di più, durante la
lavorazione del film?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Innanzitutto, Marjane e io non abbiamo mai
litigato, nonostante fossimo sotto pressione. Per lei è stata dura, era molto
stressata. Le persone non se ne accorgevano perché Marjane è sempre così piena
di entusiasmo e di passione, mentre io sono un un gran rompiscatole! Lei me lo
diceva spesso. Non mi va mai bene niente, sono fatto così.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Mi ha anche sorpreso il modo in cui mi sono
fatto coinvolgere emotivamente. Una volta pensavo di essere piuttosto
distaccato, nel mio lavoro, ma c'è qualcosa di profondamente emotivo in questa
storia. E Marjane riesce a trasmettere queste emozioni, ma con un grande senso
del pudore, una grande modestia. Mi chiedo come faccia.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>E' stato lei a fare il nome di Olivier
Bernet, per la colonna sonora. Perché ha scelto lui?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Olivier ha capito subito quello che
volevamo, e ha lavorato con noi fin dall'inizio. Ho perfino modificato alcune
scene, sulla base dei suoi suggerimenti.
style='font-family:"Arial Narrow"'>In Persepolis la musica ha un ruolo
fondamentale: collega le sequenze e dà unità al film.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quale ricordo le è rimasto più impresso di tutta
questa esperienza?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Forse la prima proiezione del rough cut,
il montaggio provvisorio: Marjane sudava e alla fine è quasi svenuta. Fino a
quel momento, si era sempre sforzata di dimenticare che quella raccontata nel
film era la sua vita e c'era riuscita. Per fortuna, perché altrimenti sarebbe
stato intollerabile, sia per lei che per me.
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>*(compositing: tecnica digitale che
combina immagini prese da diverse fonti, per creare una singola inquadratura.
Il compositing ha sostituito la tecnica che consisteva nel sovrapporre
su pellicola diverse immagini per ottenerne una unica finale.)
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>Intervista
a Catherine Deneuve
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>(nella
versione originale la voce della madre di Marjane)
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Come ha conosciuto Marjane Satrapi?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Leggevo le sue strisce, tempo fa, su Libération.
Poi ho letto tutti e quattro i volumi di Persepolis, che ho adorato. Mi
piace il suo bianco e nero, e come lo usa ? è surreale e realistico al tempo
stesso. Mi piacciono il suo spirito, la sua libertà. Mi piace la sua storia che
racconta con intelligenza, umorismo, autoironia e passione. La freschezza,
l'ambizione e il successo del suo lavoro, oltre al messaggio forte che vuole
trasmettere, mi hanno ricordato il Maus di Art Spiegelman. Persepolis
è uno straordinario romanzo a fumetti. Mi è piaciuto così tanto, che in
una intervista a un giornale ho persino detto che Marjane era la mia romanziera
preferita. Quando mi è stato chiesto di curare un numero speciale della rivista
Vogue, tre anni fa, le ho chiesto di essere dei nostri. Lei ha
realizzato una striscia che occupava una intera pagina, e che ho trovato
assolutamente originale e esilarante.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Si ricorda la prima volta che vi siete
incontrate?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Abbiamo preso un caffè insieme e ho notato
che fumava almeno quanto me! E' una persona meravigliosa, piena di vita e molto
spiritosa. Adoro il suo fascino orientale e la sua dolcezza venata di
autoironia. E' una persona allegra e al tempo stesso profonda, ha una visione
della vita molto personale. Quando mi ha chiesto di dare la voce a sua madre
nel film, ho risposto subito di sì; l'ho fatto per lei e perché era tanto tempo
che volevo doppiare un film di animazione.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Può raccontarmi qualcosa della
registrazione?
style='font-family:"Arial Narrow"'>La sceneggiatura di Marjane era fantastica.
Era molto fedele ai libri, ma aveva anche una forte impronta cinematografica.
Ci siamo incontrate nel suo studio, e lei recitava e dirigeva seduta di fronte
a me, sempre attenta e disponibile. E' stata molto specifica circa quello che
voleva, ma mi ha lasciato anche una grande libertà, dandomi la possibilità di
recitare senza guardare la scena e senza seguire una scaletta precisa.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Che idea si è fatta del personaggio della
madre?
style='font-family:"Arial Narrow"'>E' una madre come tante, alle prese con una
figlia adolescente, con le difficoltà della vita. E' comprensiva, affettuosa e
attenta.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Persepolis aggiunge anche un nuovo capitolo
a una lunga epopea cinematografica, perché qui lei torna a interpretare la
figlia di Danielle Darrieux.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Era quasi inevitabile? Danielle che fa mia madre
e ora anche Chiara che fa mia figlia!
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quale ricordo di Marjane Satrapi porterà con
sé?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quando parla ti ipnotizza. Con la voce dice
una cosa e con gli occhi un'altra?
clear=all style='page-break-before:always'>
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>Intervista
a Chiara Mastroianni
style='font-size:14.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>(nella
versione originale la voce di Marjane)
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>E' stata lei a chiamare Marjane Satrapi per
chiederle di poter partecipare al film?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Sì. Avevo letto tutti e quattro i volumi di Persepolis
e mi erano piaciuti moltissimo. Un fumetto che univa umorismo, consapevolezza e
autoironia senza la minima traccia di autocommiserazione era irresistibile. Già
da un po' pensavo che mi sarebbe piaciuto doppiare un film di animazione, così
quando mia madre mi ha parlato del film, ho chiamato Marjane e le ho chiesto di
farmi fare un provino.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Com' è stato il vostro primo incontro?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Ci siamo viste a casa mia. Prima del nostro
incontro, la voce della sua segreteria telefonica mi era sembrata scostante.
Ricordo di aver pensato: "Con tutto quello che ha passato, deve essere una dura!"
Ma quando poi ho visto i suoi grandi occhiali e il suo sorriso, quel look un
po' punk, ho subito capito che saremmo andate d'accordo! Io mi ero proposta
per la voce di Marjane adulta, ma lei mi ha detto che voleva che fosse la
stessa persona a fare anche Marjane adolescente. Ragione in più per fare i
provini!
style='font-family:"Arial Narrow"'>Quando ho capito che dovevo registrare la
voce fuori campo senza il supporto visivo ho cominciato a preoccuparmi. Abbiamo
provato e poi abbiamo fatto una prima registrazione. Per fortuna ha trovato la
mia voce abbastanza convincente da decidere di lavorarci su. Durante le prove,
abbiamo cercato di affinare il timbro, di renderlo più ricco e sfumato.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>E' stato stressante o stimolante,
interpretare Marjane?
style='font-family:"Arial Narrow"'>Tutt'e due! All'inizio, è stato un po'
stressante. Immagino che debba esserle sembrato strano, dopo aver scritto i
libri da sola, avere a che fare con estranei che interferivano con il suo
lavoro. Mi rendevo conto che alcune scene facevano riaffiorare in lei ricordi
dolorosi ed emozioni, e questo a volte mi ha messo in difficoltà. Ma credo che
Marjane sia riuscita a smussare certi toni, nel film come già nei libri. Quando
abbiamo registrato l'ultima scena con sua nonna (quando racconta dei fiori di
gelsomino infilati nel reggiseno), l'atmosfera nello studio era completamente
diversa di quando doppiavamo la scena ambientata a scuola, in cui Marjane
vuole picchiare un compagno!
style='font-family:"Arial Narrow"'>Stando con lei, ti rendi conto di quanto sia
appassionata, ma anche onesta e esigente. E' stata bravissima ad allentare la
tensione e l'imbarazzo che è normale avvertire quando stai interpretando la
vita di qualcuno che ti sta seduto davanti. E' stata una lezione importante.
Quando arrivavano momenti delicati, lei li sdrammatizzava con una battutaccia.
style='font-family:"Arial Narrow"'>Mi è servito molto passare del tempo con
Marjane, tra le prime e le seconde sedute di registrazione, per capire meglio
che persona fosse.
style='font-size:8.0pt;line-height:150%;font-family:"Arial Narrow"'>
style='font-family:"Arial Narrow"'>Che cosa l'ha colpita di più di Marjane?
style='font-family:"Arial Narrow"'>La sua libertà: non è schiava delle
convenzioni. Ne ha passate tante da piccola, ma non si è fatta condizionare, ha
sempre una gran voglia di imparare e non sale mai in cattedra. Ha conservato lo
spirito di un' adolescente, ma è anche estremamente saggia, una combinazione
affascinante. Se le piaci, ti ricopre di affetto e di attenzioni, ma è una che
sa sempre quello che vuole e non ha paura di dirlo. Non ha paura di niente e
non si arrende mai. E' come una calamita, sia nella vita che nel lavoro.