Oltre il fuoco: intervista a Halle Berry e Susanne Bier - Intervista

Oltre il fuoco: intervista a Halle Berry e Susanne Bier - Intervista

Intervista



Intervista ad Halle
Berry e Susanne Bier


 

 

 

Il film affronta temi importanti come il passare del
tempo, l'amicizia, l'amore.  Come si rapporta il tuo personaggio, Audrey con
questi temi?


 

Halle Berry: quando suo marito muore Audrey inizia a
pensare a tutte le cose che avrebbe potuto fare con lui e che non ha mai fatto
e comincia a sentirsi in colpa per le sciocchezze che un tempo la facevano arrabbiare
e che avevano inquinato quel rapporto. Lei pensava di avere tutta la vita
davanti a sé per risolvere tutto ma quando all'improvviso si trova sola il
rimorso si fa strada dentro di lei.

 

Susanne Bier: c'è una frase che Jerry le ripete che è,
accetta ciò che di buono hai intorno e lo dice anche alle figlie di
Audrey. Invece di innervosirti per le piccole cose, pensa alle cose belle che
la vita può regalarti e concentrati su di esse.

 

C'è un momento nel film in cui il personaggio di Halle
dice, per favore non farle crescere, riferito alle sue figlie?


 

S.B.: sì, ci sono momenti nella vita che vorremmo non
cambiassero mai e dall'altro lato c'è la quotidianità con tutte le sue
incombenze e quello che esse comportano. Ed è questo che il film racconta, la
necessità di accettare il buono che c'è nella vita di ogni giorno perché
comunque dura poco.

 

H.B.: all'inizio lei ha una gran rabbia dentro di sé e
non sa contro chi direzionarla. Ma alla fine sarà quella stessa rabbia a farla
diventare una persona più ricca e più generosa. Il momento in cui inizia a
cambiare è quando si trova a doversi concentrare sui problemi di Jerry. Quando lo
fa entrare nella sua vita inizia a vedere cose di lui che prima non riusciva a percepire.
Non lo giudica più, non vede più in lui soltanto l'amico di suo marito, drogato
e pertanto "imperfetto".

 

Susanne, i suoi primi film sono improntati sul Dogma
mentre questo inizia a discostarsi un po' da quello stile, anche se ne mantiene
alcuni tratti caratteristici. Anche alcune riprese molto in dettaglio,
direttamente a contatto con la pelle degli attori.


 

S.B.: il Dogma non è uno stile ma un approccio
filosofico al filmare e quindi mi ha dato la possibilità di imparare ad
apprezzare appieno il linguaggio cinematografico. Mi piacciono tutti gli
aspetti di un film ma ancora di più mi interessa isolare i singoli elementi e
vedere i sentimenti che possono trasmettere.

 

Questo film affronta anche in modo diretto il tema dell'amicizia,
come vi rapportate voi personalmente a questo valore?


 

H.B.: per me l'amicizia è davvero importante, io ho
degli ottimi amici. Per me l'amicizia è incondizionata e senza alcun tipo di
pregiudizio. Ci aiuta a capire quando stiamo sbagliando e ci aiuta a crescere.

 

S.B.: un amico è qualcuno capace di metterci di
fronte agli aspetti più brutti di noi stessi e capace allo stesso tempo di non
giudicarci per questi.

 

 

 

E tu, Halle, riesci a trovare tempo per gli amici
nonostante i molti impegni?


 

H.B.: ho sempre tempo per gli amici. Anche quando
lavoro riesco sempre a trovare tempo per loro via telefono o email.

 

Come hai ottenuto la parte in questo film?

 

H.B.: Appena ho letto lo script ho subito pensato che
questo ruolo doveva essere mio. Oggigiorno, non sono molti i soggetti buoni.
Inizialmente volevano una persona molto diversa da me, ma mi hanno comunque
concesso di parlare con Su zanne per un colloquio. Avevo solo 30 minuti per
convincerla, ma ce l'ho fatta!

 

S.B.: Eh si ha parlato ininterrottamente per 30
minuti? [ride]

 

Non ci sono molte donne regista, lei come riesce a
conciliare il suo lavoro con la vita privata?


 

S.B.: Purtroppo è ancora così in molti settori, nella
politica, nelle aziende. Il problema è che spesso le donne si trovano a dover
scegliere tra la carriera e la famiglia. Ma spesso è più la paura di investire
su loro stesse a frenarle. Eppure si può fare io ho due figli e amo il mio
lavoro, l'importante è fare una scelta e perseguirla con determinazione.

 

Halle, lei come si rapporta al trascorrere del tempo,
alla paura di invecchiare che molte sue colleghe hanno?


 

H.B.: Essendo una persona di colore ho sempre comunque
dovuto lottare  per ottenere quello che volevo e se superare una certa soglia
di età significa trovare più difficoltà nell'ottenere una parte sarà soltanto un'altra
sfida.

 

Come pensa che la sua maternità influenzerà il suo
lavoro?


 

H.B.: Penso che la maternità mi aiuterà a crescere
sia come donna che come attrice, in qualunque ruolo dovrò cimentarmi.

Contenuto



Intervista ad Halle
Berry e Susanne Bier


 

 

 

Il film affronta temi importanti come il passare del
tempo, l'amicizia, l'amore.  Come si rapporta il tuo personaggio, Audrey con
questi temi?


 

Halle Berry: quando suo marito muore Audrey inizia a
pensare a tutte le cose che avrebbe potuto fare con lui e che non ha mai fatto
e comincia a sentirsi in colpa per le sciocchezze che un tempo la facevano arrabbiare
e che avevano inquinato quel rapporto. Lei pensava di avere tutta la vita
davanti a sé per risolvere tutto ma quando all'improvviso si trova sola il
rimorso si fa strada dentro di lei.

 

Susanne Bier: c'è una frase che Jerry le ripete che è,
accetta ciò che di buono hai intorno e lo dice anche alle figlie di
Audrey. Invece di innervosirti per le piccole cose, pensa alle cose belle che
la vita può regalarti e concentrati su di esse.

 

C'è un momento nel film in cui il personaggio di Halle
dice, per favore non farle crescere, riferito alle sue figlie?


 

S.B.: sì, ci sono momenti nella vita che vorremmo non
cambiassero mai e dall'altro lato c'è la quotidianità con tutte le sue
incombenze e quello che esse comportano. Ed è questo che il film racconta, la
necessità di accettare il buono che c'è nella vita di ogni giorno perché
comunque dura poco.

 

H.B.: all'inizio lei ha una gran rabbia dentro di sé e
non sa contro chi direzionarla. Ma alla fine sarà quella stessa rabbia a farla
diventare una persona più ricca e più generosa. Il momento in cui inizia a
cambiare è quando si trova a doversi concentrare sui problemi di Jerry. Quando lo
fa entrare nella sua vita inizia a vedere cose di lui che prima non riusciva a percepire.
Non lo giudica più, non vede più in lui soltanto l'amico di suo marito, drogato
e pertanto "imperfetto".

 

Susanne, i suoi primi film sono improntati sul Dogma
mentre questo inizia a discostarsi un po' da quello stile, anche se ne mantiene
alcuni tratti caratteristici. Anche alcune riprese molto in dettaglio,
direttamente a contatto con la pelle degli attori.


 

S.B.: il Dogma non è uno stile ma un approccio
filosofico al filmare e quindi mi ha dato la possibilità di imparare ad
apprezzare appieno il linguaggio cinematografico. Mi piacciono tutti gli
aspetti di un film ma ancora di più mi interessa isolare i singoli elementi e
vedere i sentimenti che possono trasmettere.

 

Questo film affronta anche in modo diretto il tema dell'amicizia,
come vi rapportate voi personalmente a questo valore?


 

H.B.: per me l'amicizia è davvero importante, io ho
degli ottimi amici. Per me l'amicizia è incondizionata e senza alcun tipo di
pregiudizio. Ci aiuta a capire quando stiamo sbagliando e ci aiuta a crescere.

 

S.B.: un amico è qualcuno capace di metterci di
fronte agli aspetti più brutti di noi stessi e capace allo stesso tempo di non
giudicarci per questi.

 

 

 

E tu, Halle, riesci a trovare tempo per gli amici
nonostante i molti impegni?


 

H.B.: ho sempre tempo per gli amici. Anche quando
lavoro riesco sempre a trovare tempo per loro via telefono o email.

 

Come hai ottenuto la parte in questo film?

 

H.B.: Appena ho letto lo script ho subito pensato che
questo ruolo doveva essere mio. Oggigiorno, non sono molti i soggetti buoni.
Inizialmente volevano una persona molto diversa da me, ma mi hanno comunque
concesso di parlare con Su zanne per un colloquio. Avevo solo 30 minuti per
convincerla, ma ce l'ho fatta!

 

S.B.: Eh si ha parlato ininterrottamente per 30
minuti? [ride]

 

Non ci sono molte donne regista, lei come riesce a
conciliare il suo lavoro con la vita privata?


 

S.B.: Purtroppo è ancora così in molti settori, nella
politica, nelle aziende. Il problema è che spesso le donne si trovano a dover
scegliere tra la carriera e la famiglia. Ma spesso è più la paura di investire
su loro stesse a frenarle. Eppure si può fare io ho due figli e amo il mio
lavoro, l'importante è fare una scelta e perseguirla con determinazione.

 

Halle, lei come si rapporta al trascorrere del tempo,
alla paura di invecchiare che molte sue colleghe hanno?


 

H.B.: Essendo una persona di colore ho sempre comunque
dovuto lottare  per ottenere quello che volevo e se superare una certa soglia
di età significa trovare più difficoltà nell'ottenere una parte sarà soltanto un'altra
sfida.

 

Come pensa che la sua maternità influenzerà il suo
lavoro?


 

H.B.: Penso che la maternità mi aiuterà a crescere
sia come donna che come attrice, in qualunque ruolo dovrò cimentarmi.