Caramel

Trama e Recensione:

Voto: 8,5/10

Trama

Nel salone di bellezza "Si Belle" lavorano tre donne: Layale(Nadine Labaki) che ama un uomo sposato, Nisrine(Yasmine Al Masri) che è prossima al matrimonio, ma nasconde un segreto e Rima(Joanna Moukarzel) che maschera con l'aggressività la sua attrazione per le donne. Tra messa in piega e trattamenti al caramello le loro storie si intrecceranno con quella di Rose(Siham Haddad) e della sorella Lili (Aziza Semaan) e di Jamale(Gisèle Aouad), madre di due figli, che non riesce ad accettare l'età che avanza.
Candidato all'Oscar come miglior film straniero.

Recensione

Se vi è mai capitato di voler fare un viaggio nella mente delle donne Caramel è uno splendido esempio di come lo si possa fare con assoluta delicatezza e discrezione.
Nadine Labaki, attrice e regista di questo affresco di una Beirut incastrata civilmente negli anni ottanta, porta alla luce i problemi sentimentali e comportamentali che le donne di tutto il mondo condividono. Il viaggio si snoda tra un'amante trascurata che cerca masochisticamente di conoscere tutto della sua rivale,una donna che scopre la sua passione per le figure femminili, una quasi sposina terrorizzata dalla sua verginità persa, alla vigilia di un matrimonio musulmano, la paura di una madre divorziata di mezza età con il peso della vecchiaia che non vuole accettare e il sacrificio di una donna matura completamente votata alla sorella con problemi mentali, ma squisitamente comica, combattuta tra il rinunciare definitivamente alla sua vita o intraprenderne un'altra per cercare la tanto agognata felicità.
La forza e la sensibilità femminile sono in contrasto con i problemi attuali di un paese dilaniato dalla guerra e dalle differenze religiose, ,ma la convivenza fra cristiani e musulmani è riportata sullo schermo con una volontà di manifesta integrazione rincuorante, che fa da sfondo ad un piccolo mondo a parte che sembra sostenersi da sè.
La camera segue le riunioni e le confessioni delle ragazze con celato interesse, sempre in punta di piedi, sbirciando da una porta, dal finestrino di un taxi, dalle vetrine dei negozi, sempre attenta a raccontare ma mai a interferire con ciò che accade. La fotografia malinconica e introspettiva crea un'atmosfera orientale coinvolgente, tanto da intuire i profumi del caramello appena scaldato e il calore di una giornata assolata, traghettando lo spettatore in una realtà differente, e nello stesso tempo diffusa in tutto il globo.
Tra i rumori dei braccialetti indossati dalle protagoniste, i colori dei tessuti, le cene e i ritratti di una solitudine che cela tanto coraggio, spiccano le interpretazioni magistrali di Aziza Semaan e Gisèle Aouad, signora eccessiva e prorompente un mix accattivante, ma che sa far riflettere, fra Antonia San Juan (l'Agrado di " Tutto su mia madre") e la migliore Carmen Maura, musa di Pedro Almodovar.
Quelle favolose e complicate creature che sono le donne lo ameranno, e gli uomini, se decideranno di guardarlo con attenzione, sapranno cogliere aspetti importanti che mai andrebbero trascurati.
Che gli uomini di tutto il mondo ascoltino con gli occhi dunque, su una scia di caramello invitante.